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ENRICO PIERANUNZI, MARC JOHNSON, Trasnoche (Egea, 2003)

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ENRICO PIERANUNZI, MARC JOHNSON, Trasnoche (Egea, 2003), 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Enrico Pierannunzi

“En la noche y la trasnoche/y el amor y el transamor,/ya cambiados/en horizontes finales, /tú y yo, de nosotros mismos.”

(Nella notte e oltre la notte/e l’amore o oltre l’amore/già cambiati/in orizzonti finali/io e te, di noi stessi”) Pedro Salinas

I versi di Salinas che ho citato sono tratti da una poesia del poeta spagnolo intitolata “Horizontal, sí, te quiero” e sono l’elemento ispiratore di questo splendido disco di Enrico Pieranunzi.

Nove composizioni originali che il pianista ha registrato insieme al contrabbassista Marc Johnson all’auditorium Santa Cecilia di Perugia subito dopo un concerto, nel cuore della notte.

Nove brani essenziali nella loro costruzione, dove a predominare è il canto, una sorta di suggerimento, un’allusione a un’atmosfera, a una dimensione di quiete, una spinta all’abbandono, tutti elementi che la notte per sua natura ispira.

Nove momenti quasi corrispondenti ad altrettanti sogni, che sono “Islas”, “The chant of time”, “I sospiri e le lacrime e’ l desio” o “A second tough”, per citarne solo alcuni. Suggestioni, meditazioni che aprono l’ascoltatore a interpretazioni soggettive.

Il pianismo di Pieranunzi, in cui la letteratura pianistica classica si coniuga perfettamente allo stile jazzistico e ne costituisce una delle matrici culturali fondanti, qui costruisce melodie evocative, la cui fluidità e scorrevolezza delle frasi a tratti si adagiano morbide su pause di silenzio, come delle attese, per riprendere subito dopo il loro moto. L’interplay con Marc Johnson è perfetto, un meccanismo consolidato dalle precedenti esperienze musicali condivise, ciascuna delle quali costituisce una tappa del loro percorso di ricerca, che qui si fa dialogo perfettamente cadenzato nell’alternanza delle due voci e che rimanda a un’apparente naturalezza che solo l’esperienza e un grande affiatamento rendono possibile.

Musica come poesia, poesia come comunicazione dell’ineffabile, dell’inesprimibile, un arcaico istinto primordiale che affida ai sogni la sincerità delle emozioni, senza barriere, senza difese.

Come per ogni disco di Pieranunzi, l’ascolto apre nuovi orizzonti, è un’esperienza non solo estetica, ma anche etica, un passo avanti nella conoscenza di se stessi attraverso la musica.

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