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Enrico Intra-Enrico Pieranunzi, Bluestop (2014 AlfaMusic)

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Enrico Intra-Enrico Pieranunzi, Bluestop (2014 AlfaMusic), 5.0 out of 5 based on 1 rating

Enrico Intra-Enrico Pieranunzi, Bluestop (2014 AlfaMusic)

bluestop

Se oggi parliamo di improvvisazione pensiamo essenzialmente a una pratica propria dei musicisti di area jazzistica. Per quanto ormai sia un dato riconosciuto come certo invece che anche i compositori cosiddetti classici legati a una tradizione musicale essenzialmente europea improvvisassero, è sempre ai grandi maestri del jazz che pensiamo quando pensiamo a lunghe performance improvvisative. Ci sono delle ragioni legate alla storia della musica, alla sua evoluzione nella cultura occidentale, per cui questo accade. Di fatto il modus operandi dei grandi musicisti jazz ha conquistato un posto privilegiato nella concezione di questo modo di fare musica, nell’immaginario collettivo rispetto alla parola stessa “improvvisazione”.

Tuttavia l’improvvisazione gode oggi di un rinnovato fervore nella direzione della ricerca e della sperimentazione. “Bluestop” è una testimonianza concreta di questo. Enrico Intra ed Enrico Pieranunzi, esponenti del nostro migliore pianismo jazz, sono accomunati non solo dal nome, ma anche da uno spiccato interesse per l’improvvisazione, seppure con stile molto diverso. Questo lavoro discografico nasce in occasione di un concerto tenutosi nel 2013 a Bollate in occasione di “Conoscere il Jazz”, un incontro avvenuto direttamente al pianoforte. L’idea è quella di proporre un nuovo concetto di improvvisazione che non si limita alle pratiche note, agli standard del jazz afroamericano, ma si attesta su un concetto più ampio di ricerca che parte da cellule ritmiche e melodiche, spunti che vanno a svilupparsi in maniera estemporanea. Musica inaudita, non ascoltata, perché non scritta eppure qualificabile come composizione in tempo reale.

Il prodotto non differisce da quella che è una composizione scritta, ben differente però è il processo creativo che sta a monte. Si abbandonano i punti di riferimento noti e si abbraccia un’estetica che fa della creazione estemporanea l’elemento centrale. In questa direzione viene ad accentuarsi il peso della ricerca sul suono, si moltiplicano le variazioni timbriche, che per uno strumento come il pianoforte risultano davvero infinite. I brani di “Bluestop” nascono mentre li ascoltiamo, il tempo della loro gestazione è quello della loro esecuzione, in una concomitanza che richiede una creatività consapevole.

Enrico Intra è autore del volume “Improvvisazione altra?” (Rugginenti Editore 2013), pagine dedicate proprio al tentativo di teorizzazione di una sorta di metodo per una composizione in tempo reale che esuli dagli standard e persino dall’impianto armonico dei brani. I brani di “Bluestop” rappresentano una sorta di esercizio correlato a questa teoria, la manifestazione concreta delle possibilità musicali che la pratica improvvisativa ha in serbo, della forte carica creativa che mette in campo. L’intesa fra Intra e Pieranunzi in questo lavoro è totale, usando un luogo comune posso dire che sono veramente sintonizzati sulla stessa lunghezza d’onda e chiamano in causa in questi brani il patrimonio delle loro conoscenze e della loro esperienza pluriennale in ambito artistico e didattico. Spesso strizzano l’occhio al blues, ma anche alla musica del Novecento europeo, con due brani in questo caso, uno di Poulenc e l’altro di Hindemith, ma solo per farne il punto di partenza per percorsi alternativi e diversi. Un viaggio in cui l’immaginazione è il mezzo di trasporto più efficace.

Tracklist: 1. Blue etude 2; 2. Valse/Valsetude; 3. Bluestop/ 4. Blue etude1; 5. Kleine Klaviermusik #1/Pauls; 6. Silenzio assenso; 7. No etude

 

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