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Bellissimo post, è molto importante infatti capire bene questi concetti all’apparenza semplici ma alla basa di tutta la musica che conosciamo.
Aggiungo solo un collegamento di “fisica” che forse aiuta a comprendere meglio il concetto espresso.
In natura non esiste una separazione netta tra un suono ed un altro, tutte le frequenze udibili (dai 20 ai 20000 hertz) producono suoni diversi. E’ nata così nel tempo la necessità di rendere “standard” i suoni per poterli identificare e ripetere.
Il clavicemballo temperato di Bach ne è un esempio.
Le frequenze sono state suddivise quindi in gradi, separati tra di loro dalla stessa distanza, a questa distanza è stata dato nome, appunto, di semitono.
Ad esempio è stata presa una frequenza (440Hz) e gli stata dato il nome di LA.
Poiché ad ogni raddoppio di frequenza la tonalità dei suoni si ripete, è stato stabilito di dividere in 12 parti uguali (equidistanti in frequenza) l’intervallo tra due suoni di frequenza uno il doppio dell’altro.
I 12 suoni risultanti sono le note che conosciamo:
DO, DO#, RE, RE#, MI, FA, FA#, SOL, SOL#, LA, LA#, SI





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