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Emanuele Chirco, L’anno delle Ciliegie, 2009 (Incipit Records, Egea Distribution)

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Emanuele Chirco, L’anno delle Ciliegie, 2009 (Incipit Records, Egea Distribution), 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Un clima, un’atmosfera unica ad attraversare i 13 brani di questo cd, in cui la poesia si fa materia sonora, tangibile dalla prima all’ultima nota. A regalarci questo ottimo saggio di originale composizione è Emanuele Chirco, pianista, compositore e arrangiatore originario di Marsala.

“L’anno delle Ciliegie” è stato registrato in presa diretta, quindi una sorta di “live in studio”, di cui si sentono tutta l’immediatezza e la spontaneità caratteristiche di una registrazione naturale, non filtrata da tecnicismi di studio, proprio come accade durante un concerto. Il pianoforte che Chirco suona nel disco è il verticale di famiglia, quello su cui ha iniziato a studiare, una scelta che, come scrive lo stesso Chirco nelle bellissime note di copertina, rappresenta un tentativo di unire il passato al presente, una testimonianza concreta della propria evoluzione artistica, della crescita della propria sensibilità musicale ed umana.

Insieme a Chirco una formazione essenziale, il contrabbasso e il basso di Giacomo Buffa e la batteria di Dario Li Voti.

Poesia abbiamo detto, basta leggere i titoli di alcune composizioni, da “Il segreto del mare” a “Danza innamorata”. Chirco, nel libretto del suo cd, accosta ad ogni melodia un testo che ne illustri le genesi, a volte legata a un ricordo, altre a un luogo, altre ancora a una suggestione interiore, a uno stimolo emotivo. Il pianismo di Chirco coniuga in maniera originalissima stili differenti, li mescola sotto la cifra mediterranea di tutta la sua musica e quello che sentiamo è calore, intensità, partecipazione sentita alla propria creazione. Ogni brano è una piccola narrazione in musica con un proprio carattere, e le melodie di Chirco ricreano di volta in volta la scena ideale in cui queste brevi storie si svolgono, ora in un abbandono intensamente romantico, ora in un’euforia ritmica prorompente, con dolcezza, con malinconia, con leggerezza, con naturalezza senza limiti, senza serialità di sentimenti, con aperture improvvise e altrettanto improvvisi movimenti di introspezione, insomma con tutte le caratteristiche di una profonda umanità.

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