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Studio n.6 Duvernoy Op. 276

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Studio 6 Duvernoy Op.276

Lo studio numero 6 del Duvernoy ci dà diversi spunti di riflessione!
In particolare lo studio serve per allenare le due dita più deboli della mano: il 4° e il 5° dito. Per tutto il brano troviamo infatti un alternarsi 1°-5° dito e 1°- 4°dito, proposto per entrambe le mani.

In questo video riprendiamo il concetto di variante ritmica introdotto nel primo video di questa serie dedicata al Duvernoy Op.276. In questo appuntamento vi propongo altre varianti che potete aggiungere a quelle che già conoscete. Quando abbiamo lunghe sequenze di note veloci dello stesso valore, solitamente ottavi e sedicesimi, accade spesso che tali passaggi ci vengano in modo automatico, quasi inconsapevole… eppure, ascoltandoci meglio, ci accorgiamo che a diverse esecuzioni corrispondono piccole imprecisioni (di note o di tempo) sparse qua e là, mai nello stesso punto. Con la variante ritmica cambiamo il ritmo di queste sequenze di ottavi o sedicesimi, attraverso uno studio che ci consentirà di ottenere gli stessi passaggi in maniera fluida e precisa!
La caduta. Con questo termine si intende il movimento che l’insieme braccio-polso-mano deve compiere quando si sta per suonare una o più note contemporaneamente. In questo video andiamo ad analizzare la caduta in riferimento a una sequenza di note staccate, ma il suo campo di applicazione è molto più vasto. In generale, un’impostazione corretta è fondamentale per il rilassamento e per l’appoggio delle dita sulla tastiera: se vogliamo ottenere un buon tocco occorre “affondare” sui tasti senza limitarsi a suonare solo superficialmente.
Infine andiamo ad analizzare lo studio anche dal punto di vista espressivo. Ogni composizione ha un tema principale, cioè una sequenza di note importanti che caratterizzano e rendono unico il brano. Se il compositore è bravo, questo tema non ce lo fa ascoltare solo alla melodia, ma riesce a inserirlo tra le altre note in una struttura armonica elaborata. A volte, quindi, questi temi principali sono nascosti: sta all’esecutore scoprirli e farli risaltare tra tutte le altre note!

Tutorial e spiegazione

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