Domenico Scarlatti – Sonata K.380 (Spartito)

SONATA-K.380
  • 18 aprile, 2011
  • 3
  • VN:F [1.9.22_1171]

Oggi ho l’onore di presentare questa Sonata di Scarlatti veramente incredibile e introvabile. La cercavo ovunque ma invano, poi l’ho trovata casualmente sul forum…coincidenza? :D In ogni modo l’edizione che riporteremo nel video e nello spartito è quella riadattata da Longo e non quella Kirkpatrick. Tuttavia basta togliere le assurde indicazioni di pedale inserite da longo, qualche legatura dove non ci vuole, e si ottiene la versione originale :D .

La sonata è allegra, frizzante, è in Mi maggiore e dura solamente 4 pagine, andiamo ad ascoltarla:

Ho rallentato un po’ nel centro del brano dove si fa un attimino più complicato, lo sto ancora studiando infatti ;) . In ogni modo il brano non presenta grandi difficoltà se non altro il fatto che talvolta bisogna compiere grande salti con pochissimo tempo di preparazione, come nei minuti 2:02 dove la sinistra deve scendere sul Si senza alcuna prearazione.

Bisogna stare attenti ai mordenti e farli in modo più fluido possibile, e bisogna prestare attenzione a tenere bene il tempo.

Per esempio, un’esecuzione come questa che segue, con ritardandi, cambi di dinamica frequenti e pedale, è a mio parere un’esecuzione romantica che ha tutt’altro a che vedere con Scarlatti:

I gusti poi son gusti… qui di seguito puoi scaricare lo spartito:

Domenico Scarlatti - Sonata K.380 (Spartito), 5.0 out of 5 based on 263 ratings

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3 Commenti per “Domenico Scarlatti – Sonata K.380 (Spartito)”

  1. Ah, questa di Scarlatti è davvero magnifica.
    Per quanto riguarda l'interpretazione di Lu: certamente è romantica e probabilmente come dici tu non c'azzecca molto con lo Scarlatti delle K001 e sorelle, però bisogna ammettere che l'interpretazione è stupefacente : i mordenti, specie nei pianissimo, sono incredibilmente precisi e nonostante la meccanica maniacale riesce comunque a trasmettere una dolcezza che mai avrei associato al Domenico (anche se alcune sonate forse suggeriscono una dinamica un po' meno clavicembalistica… forse…)
    Sai che quasi quasi la preferisco in versione romanticizzata? Del resto, come dici tu, de gustibus non disputandum est!
    Aggiunta nell'elenco degli "spartiti da imparare" (saranno cinquecento ormai, sono apposto almeno fino al 2700…!) :)

    • Ahah grande Bruno! E' sicuramente uno spartito da imparare! ;-) Si, la versione romanticizzata non dispiace anche a me, ma dobbiamo ammettere che si attiene molto poco alla realtà esecutiva dell'epoca ;)

  2. avatar

    Da neofita del mondo della classica devo dire di aver conosciuto questo brano stupendo grazie al Le Orme, e precisamente “Collage” dove viene citato per bene a metà brano. Se penso anche all’Uccello di Fuoco, con il quale gli Yes hanno praticamente da sempre aperto i loro concerti, e i tanti bizzarri arrangiamenti degli Emerson Lake e Palmer, devo ringraziare il rock progressive per avermi fatto avvicinare alla musica classica e al pianoforte.

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