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Diario di un neofita – Ventottesima lezione

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Sarà la scia lunga delle vacanze estive, ma la settimana di lavoro in preparazione alla ventottesima lezione è stata molto ardua.

In genere ho notato che lo studio procede con un andamento antalenante, una settimana è più faticosa, l’apprendimento appare più lento e a volte scoraggiante, quella dopo invece lo studio da i suoi frutti e gli esercizi riescono meglio e ci si rincuora.

E’ importante quindi non demoralizzarsi e credere sempre che si sta procedendo per il verso giusto anche quando ci appare che non stiamo facendo progressi.

Ma veniamo allo studio di questa settimana!

Per questa lezione ho preparato il solfeggio parlato del Pozzoli I corso es. n 45 portato a velocità 46 per una semiminima.
Come per l’esercizio precedente, la presenza di trentaduesimi ed il conseguente aumento di note e di ritmo all’interno di ogni battuta, rende il solfeggio piuttosto difficile per me.

Per aiutarmi l’ho eseguito a unità di suddivisione, inzialmente molto lentamente, salvo portarlo a unità di tempo l’ultimo giorno di studio.

Per lo studio delle scale ho fatto il SOL#m, moto retto, accordi e arpeggi su due ottave sempre a velocità 92.
Ancora ho difficoltà sugli accordi che devo fare a metà velocità, mentre moto retto e arpeggi riescono bene e riesco a rilassarmi e ad articolare su ogni nota.

Del Beyer ho preparato gli esercizi 78 e 79 che mi piacciono davvero. Forse al momento lo studio del Beyer è quello che mi da maggiore soddisfazione. Soprattutto questi ultimi esercizi sono molto musicali e piacevoli da suonare.

Per quanto riguarda il Duvernoy op. 176, completato l’esercizio 1, ho cominciato lo studio del n. 4 a mani separate.
Si tratta di un pezzo in tonalità DoM in cui le mani suonano alternativamente una gli accordi arpeggiati e l’altra la melodia.
Sicuramente quando sarò in grado di portarlo a velocità finale risulterà molto carino.

Per quanto riguarda il pezzo di musica leggera che abbiamo introdotto da qualche lezione a questa parte (Io che amo solo te di S: Endrigo), sto continuando lo studio dell’accompagnamento con gli arpeggi al posto degli accordi secchi.
Non vi nascondo che sto avendo molte difficoltà, forse quest’obiettivo è un pò esagerato per il mio livello, sopratutto considerando che lo spartito, come tutti quelli di musica leggera, contiene solo la melodia e gli accordi scritti in calce.
L’insegnante mi ha spiegato come “incastrare” le note dell’arpeggio a quelle della melodia ed abbiamo concordato una notazione per specificare quando un arpeggio deve essere semplice (1-3-5-8 per intenderci) o composto (in questo caso per lo più 1-3-5-8-pausa-5-3-5).

Certo sentirlo suonare da lei è tutta un’altra cosa, ma non dispero che piano piano riuscirò anche io a far uscire qualcosa di ascoltabile!

Pianosolo consiglia

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