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Diario di un neofita – ventisettesima lezione

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Finalmente è autunno!

Chiunque penserebbe “che sciocchezza sta dicendo?!” ma non chi, come noi, finalmente riprende le lezioni di pianoforte!

Non che durante l’estate ci siamo risparmiati o abbiamo lasciato andare la nostra passione cullati dal suono delle dolci sirene dell’ozio, ma vuoi mettere l’impegno quotidiano dello studio finalizzato alla lezione settimanale!

E allora Vive la rentree!

Come avrete capito, sono felice per la ripresa delle lezioni…

La pausa estiva è stata fondamentale per ricaricare le batterie ma, non so voi, per me l’inizio dell’anno è ora, Settembre, e non Gennaio.

Ora infatti riprendono tutte le attività e si ha l’energia giusta per iniziarne di nuove, come fu l’anno scorso quando decisi di intraprendere lo studio di questo meraviglioso strumento!

Nonostante quest’anno per motivi di lavoro non abbia fatto molte vacanze – ma la rentree c’est la rentree quand meme – mi sento addosso la giusta carica per cominciare il nuovo anno di studio, riprendendo da dove avevo lasciato e sperando di portare a termine il corso preparatorio, magari anche con il vostro sostegno!

Questo infatti è anche il momento in cui ci si deve porre gli obiettivi del nuovo anno.

Come ogni percorso che si rispetti, deciso qual’è l’inizio di deve stabilire qual’è il fine. E io quest’anno ce la metterò tutta per completare il corso preparatorio, che poi per l’impostazione della mia insegnante ciò significa terminare il Beyer e il solfeggio del Pozzoli I corso, corredando il tutto con i libri a contorno (Bergmueller, Duvernoy op.176 oltre a scale e qualche pezzo di musica leggera).

Con questo spirito ho quindi affrontato la ventisettesima lezione, che come potete immaginare è stata una verifica del lavoro svolto durante la pausa.

La discreta regolarità con cui durante l’estate mi sono esercitato mi ha permesso di arrivare non del tutto impreparato alla lezione.

Certo tre mesi senza verifiche hanno accentuato alcuni vecchi difetti (poco rilassamento, dita non sempre a martello, poca articolazione dell’anulare), ma tutto sommato non è andata male.

Per il Pozzoli I corso abbiamo provato il solfeggio a UT dell’esercizio 44 da portare a velocità 52 per una semiminima (sono arrivato con qualche difficoltà a 46, devo esercitarmi ancora e rafforzare soprattutto la seconda parte che ha molti sedicesimi in sequenza nella stessa misura).

Abbiamo proseguito lo studio delle scale minori con il Do#m, sempre a due ottave a velocità 92 (moto retto, accordi a metà velocità e arpeggi).

Per il Beyer, ho completato gli esercizi 74 e 76 e cominciato il 78 e 79.

Che dire? Ma quanto sono diventati belli gli esercizi del Beyer! A partire dal 73-esimo sono ognuno un pezzettino molto carino da suonare. I vicini ringraziano: finalmente non solo scale e arpeggi!

Sul nuovo testo del Duvernoy op.176 abbiamo visto l’esercizio 1 a mani unite (da velocizzare e rassicurare per la prossima lezione) ed iniziato il 4, che mi appare piuttosto ostico.

Il Duvernoy op.176 in generale mi sembra di un livello appena più difficoltoso del Beyer, di certo mi servirà più impegno in questo nuovo anno!

Per il pezzo di musica leggera, abbiamo cominciato “Io che amo solo te” di Endrigo, per ora con gli accordi sullo stato fondamentale (I-III-IV) con la sinistra e la melodia con la destra.

La difficoltà maggiore è riuscire a suonare con il ritmo giusto mantenendo il tempo (la canzone è in 2/2), ossia sforzandomi di contare le note con i loro valori corretti senza lasciarmi andare dalla melodia che conosco già.

Non sarà facile, ma spero un giorno di suonarla così!

Pianosolo consiglia

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