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Diario di un neofita – ventiseiesima lezione

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Diario di un neofita – ventiseiesima lezione, 5.0 out of 5 based on 283 ratings

mancanza di tempo studio pianoforteCome temevo, è arrivato il momento in cui le distrazioni esterne
(nel mio caso il cambio di lavoro), prendono il sopravvento sulla musica
e non consentono di dedicarmici come vorrei.

Negli ultimi mesi ho dovuto affrontare, e sto ancora affrontando,
una nuova sfida: mantenere la pratica senza compromettere quanto
fino ad ora fatto, avendo a disposizione molto meno tempo e
soprattutto avendo la testa “altrove”.

Sono convinto che molti di voi si sono trovati o si trovano in questa situazione e non è piacevole e mi piacerebbe conoscere come vi siete organizzati.

In mio aiuto, per fortuna, è arrivata l’estate e l’interruzione delle lezioni.
Questo per ora ha mitigato il rischo di fare brutta figura con l’insegnante 🙂

Ci eravamo lasciato alla 25-esima lezione, in realtà, travolto dal nuovo lavoro,
non avevo avevo ancora scritto il diario della 26-esima lezione.
L’ultima prima delle vacanze estive.

Il programma è proseguito con il solfeggio parlato del Pozzoli
I corso (es. 37), che ho velocizzato e portato a 72 per una semiminima.

Per lo studio delle scale, terminato il Mim, ho fatto il Fa#m, a due ottave a velocità 92 (moto retto, accordi a metà velocità e arpeggi).
Devo dire che le scali minori (sia armoniche che melodiche) sono proprio interessanti, hanno una sonorità molto piacevole e intrigante, in qualche modo meno “rassicurante” rispetto alle scale maggiori e per questo piu’ coinvolgente.
La differenza poi tra la scale armonica e quella melodica è notevole, nonostante cambi poco in termini di note, forse per via del diverso moto discendente di quest’ultima in cui il 6′ e 7′ grado si suonano senza alterazioni.

Lo studio del Beyer è proseguito ed abbiamo completato l’esercizio 73 ed iniziato il 74 a mani separate.
Il 73 è proprio un bell’esercizio! Vi ricordate quando ne parlai, qualche mese fa? Mi sembra già impossibile essere arrivato fin qua!

Del Burgmuller (scuola primaria per il giovane pianista) ho completato l’allegretto n.4. Questo, per ora, è l’ultimo esercizio che farò su questo libro.
Infatti dalla prossima lezione comincerÚ a studiare l’opera 176 del Duvernoy e, udite udite, un brano di musica leggera a mia scelta!

Quella di imparare a suonare musica leggera era stata una mia precisa richiesta all’inizio delle lezioni, lo scorso anno.
Evidentemente l’insegnate ha reputato mauturi i tempi per cominciare con qualcosa di semplice.

Abbiamo scelto “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo.

La difficoltà con la musica leggera è che spesso, come in questo caso, gli spartiti sono solo per la mano destra mentre
per la sinistra ci sono solo gli accordi.

Per ora dovrò esercitarmi suonando solo gli accordi nel loro stato fondamentale, piu’ avanti introdurremo gli arpeggi (l’insegnante mi ha fatto sentire come verrà l’armonizzazione e mi sono venuti i brividi per quanto era bello!).

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3 COMMENTI

  1. Ciao, sono Fabio da Firenze.
    Che dire ? Non sai quanto ti capisco…se ti può consolare ti racconto la mia personale opinione su questa avventura quotidiana che ho con il piano.
    Al contrario di te, che mi sembra di capire sei molto giovane, io sono un vecchietto di 4o anni suonati.
    Ho ricominciato a suonare dopo tanti anni, e pensa…ho dovuto riprendere dal beyer !
    Anche io naturalmente lavoro e non ho tutto quel tempo a disposizione che servirebbe.
    Inoltre la vita è sempre piena di imprevisti e impegni particolari.
    Quello che credo conti in questo viaggio, è la determinazione, non demordere mai, avere fiducia che anche il passettino alla volta aiuterà il nostro cervello ( si perché tutto dipende da lui )a metabolizzare fino a diventare dei mini pianisti.
    Molto importante l'organizzazione, sfruttare anche le mezzore…e ancora di più il metodo di studio. Non dimenticare mai che la fretta e l'approssimazione non renderà la seduta di lavoro produttiva, pertanto meglio poco ma bene.
    Inoltre quello che hai fatto tu….scrivere per cercare aiuto e conforto è fondamentale, da soli si va poco lontano….
    p.s ciao vado a studiare un altro pezzettino della invenzione n.13….che pazienzaaaa (°_°)

    • Il lavoro! ahimé! Fabio, anche io lavoro e ho ripreso a suonare dopo tanti anni di inattività e per responsabilizzarmi ho anche comprato un nuovo pianoforte. Hai presente la serie Silent della Yamaha? Pianoforti dalla meccanica tradizionale che però sono dotati di un sistema che, in caso di necessità, "silenzia" totalmente il piano. Il pedale centrale se pigiato e bloccato aziona una sbarra interna che impedisce ai martelletti di raggiungere le corde e quindi di emettere suono, più un piccolo campionatore sotto alla tastiera che in cuffia riproduce quello che stai suonando. In questo modo posso suonare di notte!!!
      L'importante è stare sereni. Quando ho ripreso a suonare avevo l'ansia dei risultati, volevo suonare tutto perfettamente e subito, e questo mi portava a commettere l'errore di cui tu dicevi: avere fretta e non studiare bene.
      Ora ho capito che suonare deve essere un piacere e quel poco tempo che ho cerco di usarlo bene!
      Visto che hai a che fare con Bach, mi sembra di capire, buon lavoro! 🙂

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