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Diario di un neofita – settima lezione

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Diario di un neofita - settima lezione, 5.0 out of 5 based on 287 ratings

Me lo immagino così, anzi forse ancora più giovinetto, quando Mozart scrisse la sua Canzonetta che io oggi, indegnamente, ho cominciato a studiare.

Mi ci vorranno settimane per suonarla con un minimo di decenza, ma già solo averla cominciata è un onore.

Ma andiamo con ordine: oggi ho fatto la settima lezione ed è stata molto impegnativa.

La lezione è cominciata al pianoforte con la verifica degli esercizi svolti durante la settimana, specialmente le articolazioni che ancora non faccio bene, non riesco infatti ad alzare molto le dita senza perdere la posizione a martello delle falangi e tendo ad andare troppo veloce.

Devo anche continuare ad esercitare  braccio destro e migliorare il rilassamento, sento che va meglio ma sono lontano dalla giusta condizione.

A parte la tecnica, come primo esercizio abbiamo fatto del solfeggio parlato partendo dal 3′ esercizio del Pozzoli I corso. E’ stato il mio primo solfeggio, un pezzo in 2/2 sicuramente semplice, però già unire i concetti di ritmo, riconoscimento delle note e movimento delle mani è piuttosto impegnativo per me.

Dopo il Pozzoli, abbiamo preso il Beyer ed ho eseguito gli esercizi 4, 5, 7 e 8 a mani unite. Questi ultimi 2, in particolare, sono i primi dove le due mani fanno movimenti diversi (dalla 5′ battuta) e la difficoltà che trovo sta soprattutto nel suonare una legatura con una mano ed uno staccato con l’altra. Un buon consiglio che mi da l’insegnante è quello di non procedere per tentativi (poiché, dice, il cervello li memorizza tutti e prima o poi, posto di fronte al problema si chiederà quale è quello giusto, facendo perdere il tempo e l’attenzione), piuttosto prima di un punto difficile del brano, bisogna fermarsi, mantenendo le mani sulle ultime note, pensare a cosa fare, alla sola cosa giusta da fare e solo quando la si ha ben chiara, farla. In modo che si memorizzi un solo movimento, il solo movimento giusto.

Mi sembra un ottimo consiglio e dovrò ricordarmelo bene, perché io invece tendo ad anticipare troppo le cose e a correre un pò. In questo caso sarebbe ben controproducente.

Dopo il Beyer, il Bergmueller, ormai la sequenza è costante. Esercizi 2 e 3 a mani unite. Come prima anche qui stesse difficoltà a suonare diversi movimenti delle due mani e a seguire la corretta diteggiatura. Il suono nella chiave di basso però è tutta un’altra cosa!

Poi, finalmente, Mozart! O meglio, l’antologia pianistica Cesi – Marciano fascicolo I, 3′ brano: Canzonetta di W.A. Mozart, appunto!

La diteggiatura mi spaventa, la dinamica è superiore a qualsiasi altra cosa abbia mai suonato. E’ in definitiva un enorme salto in avanti.

Sono certo che lo farò, ma devo ammettere che sono un pò spaventato e non ho idea di come riuscirò mai a suonarlo.

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