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Diario di un neofita – seconda lezione

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Diario di un neofita – seconda lezione, 5.0 out of 5 based on 291 ratings

http://www.provincia.mediocampidano.it/resources/cms/images/20081103_pianista_02_d0.JPGFinalmente è arrivato il giorno della lezione di pianoforte!

Sono appena alla seconda (di dieci, cento, mille?) e sono già pianodipendente! Spero però che non ci sia cura disintossicante per questa passione!

Arrivo alla seconda lezione dopo una settimana passata a rilassare deltoidi e bicipiti (!). Dieci minuti al giorno di meditazione e rilassamento. Beh non proprio dieci, però qualche minuto si! Respiro regolare, concentrazione sui muscoli fino a sentirli sciogliere. Ho notato che aiuta cercare di sentirsi stanco e se gli esercizi li faccio di sera, neanche devo sforzarmi troppo…

All’inizio della lezione ho un momento di condivisione con l’insegnante. Le spiego che mi ha un pò spaventato quando ha prospettato che saremmo arrivati a toccare il pianoforte non prima della quarta lezione. Lei per un verso se lo aspettava: gli adulti, ha detto, vanno sempre di fretta e invece ci vuole pazienza. E così sia 🙂

La lezione di oggi è stata 3/4 teoria e 1/4 tecnica. Abbiamo rivisto i concetti della settimana scorsa (note e chiavi musicali) e letto i capitoli 2, 3 e 4 del Compendio di Letterio Ciriaco (valori musicali, rigo musicale e la tavola dei valori semplici).

http://www.arturu.it/v/img/teoria/014.gifA differenza dei testi di esercizi che utilizzerò (Beyer, Cesi Marciano), il Compendio introduce il rigo musicale mediante l’endecalineo con al centro la chiave di Do. Di fatto comunque i pentagrammi sopra e sotto il Do centrale sono in chiave di Sol e Fa e quindi non mi sconvolge più di tanto!

Per la prossima lezione devo imparare a memoria la posizione delle note sia nel pentagramma (nelle due chiavi) che al di sopra e al di sotto di esso (tagli in testa e in gola, mamma mia la ghigliottina!). E qui diventa più difficile…

Per la chiave di basso poi per ora non sono riuscito a trovare una scorciatoia di riconoscimento più veloce del riportare il tutto in chiave di violino, visualizzando la nota sul rigo di sopra.

Finita la teoria, abbiamo affrontato la parte di tecnica al pianoforte. Oggi abbiamo visto le cadute con appoggio a mani separate e su tutte le dita. Le cadute con appoggio servono a esercitare la tecnica di pressione del tasto mediante il peso del braccio, senza sforzo del muscolo.

Perciò oggi ho di fatto emesso il primo suono con il pianoforte, che se non mi sbaglio era un Mi, suonato con il dito medio della mano destra 🙂

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5 COMMENTI

  1. Complimenti! Per esperienza personale posso dirti che gettare delle buone basi e’ fondamentale, con quelle poi puoi fare tutto ciò che ti piace! Sono questi dei primi momenti importanti che ti avvicinano ad uno strumento non solo fisicamente ma anche sentimentalmente perchè si possa creare tra te e lui quel feeling e quell’armonia che darà vita alla tua MUSICA!

  2. se tutto ciò mi fosse stato insegnato subito, respirazione e peso compresi, invece che cominciare a suonacchiare subito (a mani unite) credo che ora suonerei mooolto meglio!dopo 8 anni respirazione, rilassamento e peso sono cose molto dure da assimilare!!!x la lettura delle note..beh pian piano ti viene spontaneo!

  3. Cavoli, il pianoforte lo toccherete solo alla quarta lezione? io non so se avrei resistito da tirarle un pugno! ahah alla fine te paghi e anche molto caro per quelle lezioni, non si può solo fare teoria. Alla fine per far fare gli esercizi di articolazione sulle 5 note (DO-Re-Mi-Fa-Sol) non bisogna sapere ne teoria ne leggere le note. Se provi a dire ad un bambino che vuole iniziare a suonare il pianoforte che suonerà alla quarta volta (più o meno dopo un mese) sarà traumatizzato a vita! ahahah

    Però ogni insegnante sà il fatto suo e sicuramente è un metodo che ha già sperimentato più volte, buona fortuna!

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