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Diario di un neofita – quinta lezione

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La quinta lezione è cominciata con la teoria.

Abbiamo visto i concetti di misure e tempi, misure binarie, ternarie, quaternarie, quinarie e settenarie, misure semplici e composte. In sostanza in capitoli 5 e 10 del I corso del Compendio di Letterio Ciriaco.

Ancora non ho modo di vedere nella pratica tutti questi concetti se non nei primi esercizi del Beyer che comuqnue sono tutti in 4/4 o al massimo 3/4, però questa parte della teoria musicale è molto affascinante e non fatico a capirla.

I guai vengono quando passo al pianoforte. Sarà stata una settimana passata più ad esercitarmi sul Beyer che a fare esercizi di rilassamento, ma la tecnica non è migliorata neanche un pò e sono lontano dal saper rilassare il braccio come dovrei, soprattutto il destro.

Nel fare le articolazioni poi addirittura mi fa male il polso. Risultato, devo continuare a fare esercizi di cadute e rilassamento un dito alla volta cercando di scaricare tutto il peso del braccio sul tasto.

La prof mi ha visto un pò demoralizzato e per motivarmi mi ha detto che la prossima settimana cominciamo il Bergmueller!

Io tengo duro (anche grazie al vostro supporto) ma, accidenti se è tosta!

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7 COMMENTI

  1. Prova questo esercizio: un braccio alla volta, poggiando l’intera mano sulla tastiera (compreso il palmo), lascia andare completamente il peso.

    Si abbasseranno tutti i tasti, non perchè stai spingendo con i muscoli ma il peso del braccio.

    A questo punto, cominciando dal medio che è il più semplice, curva il dito nella posizione corretta e solleva la mano agendo solo sul dito, quasi come se si aggrappasse al tasto.

    Fai attenzione a tenere il braccio accostato al busto (in questo modo il deltoide è rilassato) e a non sollevare l’avambriaccio (in questo modo il bicipite è rilassato).
    Senti tutto il peso scaricarsi sul dito. Gli altri si appoggiano alla tastiera ma non premono i tasti.

    Quando hai trovato la posizione cerca di tenerla per un pò, aiutandoti a mantenere il rilasssamento con la respiranzione (espira con la bocca).
    Ripeti l’esercizio per tutte le dita.

    Poi esercitati con le cadute, ossia solleva l’avambraccio (facendo forza con solo il bicipite), fermati per un secondo e lascia letteralmente cadere la mano sulla tastiera andando a suonare con un dito alla volta.
    Appena sei giù, ricerca subito la sensazione dell’eserciio precedente.

  2. so che sarà difficile spiegarlo a parole, ma visto che anche tu lo stai imparando magari puoi provarci: come faccio a rilassare il braccio e a non mettere forza ma peso??proprio non mi riesce…..son sempre rigida fino a farmi venir male alle braccia dopo un po’ che suono qualcosa di articolato o veloce -.-
    graziegrazie

  3. Non ho le conoscenze per giudicare il metodo della mia insegnante e sinceramente neanche lo voglio fare.
    Credo sia ancora presto per trarre qualsiasi conclusione.

    Capisco dalle vostre indicazioni però che quantomeno il suo non è un approccio universale ed altri insegnanti sono più pratici.
    Da altre parti leggo quanto sia importante riuscire ad avere una buona tecnica per saper suonare velocemente e soprattutto per ore senza affaticare le braccia.
    Aggrappato a questa teoria, al mio entusiamsmo comunque immutato ed alla forte, fortissima voglia che ho di impararae a suonare il piano, vado avanti.

    Per Luca: la pago bene, forse è proprio questo il problema, magari per me (per la mia età, per i miei obiettivi) sarebbe bastato un insegnante di livello più basso.

    E ora scusatemi che vado a rilassarmi 🙂

  4. Insomma, non succede niente… 🙁 Andate un po’ a rilento in effetti… Io dopo 5/6 lezioni avevo già fatto tante cosine, tra cui un minuetto di Bach… Almeno mi divertivo un po’… Altrimenti va a finire che ci si perde gusto… Non so quanto la paghi, ma io non sarei contento di pagare per fare così poche cose ogni settimana…

    Ciao! 😉

  5. Caro Ginko, all’ inizio è proprio tosta perchè ci sono 900 cose da tenere sott’ occhio. Però una cosa te la vorrei dire, non per andare contro alla tua insegnante, ma, il rilassamento e le cadute, sono molto utili, ma giustamente l’allievo vuole anche suonare! Beate te che sei così paziente, qualcun altro al tuo posto avrebbe già mollato!

    Io so storie di insegnanti che erano fissati sul “rilassamento”, e senti questa testimonianza: “ho studiato tantissimi anni per 10 ore al giorno, per cercare di capire cosa intendeva la mia insegnante col “suonare rilassato”. Non capivo, avevo anche paura di chiederglielo, probabilmente sbagliavo. Poi grazie ad un libro di pianoforte sono migliorato. Basta solo che lei mi dicesse “NON SPINGERE IN GIUì”; invece mi sono impuntato su come il peso delle braccia fosse la chiave di tutto. Non mi permetteva neanche di suonare veloce! […] ”

    Ora alla luce di tutto ciò, molti insegnanti applicano i metodi senza capire davvero il perchè(probabilmente perchè a loro hanno insegnato così, ma non è detto che sia giusto!). Perchè non far suonare veloce ed andare a ritmo di lumaca per settimane, che senso ha? come fai a sviluppare la velocità se non vai veloce? E’ come chiedere ad un velocista di migliorare la sua velocità facendo esercizi sulla resistenza! Ho sentito troppe volte che insegnanti che usano il metodo del peso del braccio, reputano TABU’ la velocità. Un mio modestissimo parere, secondo mè è sbagliato. Poi ovvio, un’ insegnante di pianoforte sà sempre il fatto suo, però.. 🙂 dai, forza ginko!!!

    • Scusami…non posso far a meno di non risponderti…Se non rilassi il braccio e fai arrivare il peso sulle dita a lungo a dare si blocca su polso e ti fa male. Andare veloci non serve a nulla se non costruisci le "fondamenta". Anche dalla tecnica si può sentire la musica dentro di sè…nonostante sia noiosa basta guardarla da un'altra prospettiva. Tutto quì 😀

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