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Diario di un neofita – quindicesima lezione

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E sono quindici! Un quadrimestre di lezioni è passato ed è tempo di fare un mini-bilancio di questa avventura.

Se cerco un’immagine allegorica che rappresenti questo percorso, non trovo niente di meglio che una scala che esprime bene in concetto di salita, fatica, vetta, conquista.

Anche a chi è al primo grado, ehm scusate, gradino di questa scala non manca la percezione di quanta strada manchi, se mai si potrà dire di essere arrivati (in effetti il concetto stesso di essere arrivati non è che mi piaccia particolarmente).

Ma anche un solo gradino è pur sempre più in alto di quello precedente, e questa consapevolezza da senso all’intero cammino.

Oggi, per restare in tema, abbiamo visto l’ultimo argomento teorico del I corso di Letterio Ciriaco: la scala cromatica. Per chi, come me almeno per ora, non ha intenzione di prepararsi per l’esame di solfeggio, questo è anche l’ultimo argomento di teoria necessario al corso preparatorio. Dalla prossima lezione, infatti, proseguiremo con il solo pianoforte ed analizzeremo eventuali nuovi temi di teoria direttamente incontrandoli nella pratica.

Del Pozzoli I corso, ho solfeggiato l’esercizio 30 in 2/4, cercando di applicare regolarità nella lettura. L’insegnante mi ha suggerito l’utilizzo del metronomo per prendere il giusto ritmo nella lettura.

Proseguendo lo studio delle scale al pianoforte, abbiamo visto il Fa#M, la settima e penultima scala nel circolo delle Quinte maggiori con #. Ora che le scale si suonano per lo più i tasti neri, devo fare attenzione a piegare maggiormente le dita per non finire troppo avanti nei tasti, dove la leva è troppo corta. Ah la cara vecchia scala di Do, quanto è rassicurante e comoda!

Sul Beyer abbiamo fatto un bel salto avanti, passando all’esercizio 45 e 46, prima a mani unite e pian piano da unire per la prossima volta.

Sul Bergmueller abbiamo avviato lo studio dell’andantino a pag. 18. Per ora a mani separate. La melodia è molto carina e piacevole da suonare. Finalmente!

Continua poi lo studio del Minuetto n.17 del Cesi-Marciano, devo continuare lentamente ad unire le mani e guardare lo spartito. Tendo infatti a guardare troppo le mani. Questo pezzo è di un livello abbastanza elevato per me e mi impegna non poco.

Stiamo cominciando poi lo studio a mani separate del Trio. Anche questo molto carino e forse leggermente più semplice rispetto al Minuetto. Sarà bello poterli suonare insieme. Presto, spero!

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