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Diario di un neofita – nona lezione

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Diario di un neofita - nona lezione, 5.0 out of 5 based on 289 ratings

http://www.stefanoubbiali.com/wp-content/uploads/2009/10/compleanno.jpgQuesta settimana è stato il mio compleanno.

Un anno fa, mi ero ripromesso che per i 40 anni avrei cominciato a studiare pianoforte. Poco dopo comprai una tastiera e per alcuni mesi ho provato da autodidatta, salvo poi rendermi conto che dopo i primi passi mi ero fermato e non progredivo più, né mi divertivo. E allora ho deciso di studiare seriamente.
Dopo due mesi, l’arrivo di un pianoforte e nove lezioni, sono qui a raccontarvi la mia esperienza.

http://www.studiomusica.it/Corso_di_teoria_musicale/images/Sincope_non_sincope_.gif
La nona lezione è stata meno effervescente della precedente ed è iniziata con la teoria: si è parlato di sincope, ritmo tempi forti e tempi deboli.
Sarà che con la teoria siamo più avanti che con la tecnica, ma ho necessità di capire l’effetto del ritmo sulla melodia.

L’insegnante però mi redarguisce. Per ora mi deve bastare assimilare il concetto. Lo rivedremo in pratica quando affronterò brani che le contengono.
A seguire un pò di solfeggio parlato (es. 10 del Pozzoli) e poi pianoforte, dove abbiamo visto gli esercizi della settimana (n. 8 e 9 Beyer e studi di Crome del Bergmueller) e cominciato a vedere le scale, gli accordi e gli arpeggi, cominciando da quelli in DO maggiore. Tutto a mani separate.
La diteggiatura è fondamentale e ho qualche difficoltà con le cadute sugli accordi e con gli arpeggi soprattutti nei rivolti.
Poi abbiamo visto le cadute con rimbalzo sul Bergmueller e provato la Canzonetta di Mozart del Cesi-Marciano a mani unite.
L’errore che ho commesso durante la settimana di studio, è quello di suonare senza guardare lo spartito, ma seguendo le mani cercando di ricordare a memoria le note, le legature e la diteggiatura. Sbagliatissimo e infatti pur suonando tutto il pezzo non provavo soddisfazione.

Ora sto tentando molto lentamente a non guardare le mani se non nei passaggi più complicati, va certamente meglio anche se la velocità e la precisione lasciano a desiderare.

Ma so che è la strada giusta e vado avanti.

Pianosolo consiglia

5 COMMENTI

  1. Avete ragione, l’errore che commettevo non stava nell’imparare a memoria il fraseggio, le note e la diteggiatura, ma nel guardare le mani mentre suonavo.

    Infatti l’insegnante mi esorta ad allenare le mani a muoversi sulla tastiera senza dover guardare i tasti se non negli spostamenti più importanti, quando la mano si alza.

  2. Boh… A meno che non ti faccia fare un exploit nel giro di poco tempo, di questo passo prima di cavarti qualche soddisfazione ne passerà del tempo… Sono un po’ perplesso… 😐

  3. Non vorrei aver interpretato male, ma credo che l’errore al quale si riferisce l’insegnante sia quello di guardarsi le mani mentre si suona, non tanto l’imparare a memoria…
    Io ho il problema opposto (ho letto anch’io Chang a suo tempo)… mi sforzo di imparare tutto a memoria e poi capita che a volte non ricordo qualche nota e sono costretta a fermarmi, o faccio confusione, e in genre non guardando per niente lo spartito faccio una fatica enorme a suonare a prima vista.

  4. Beh, voler studiare a memoria i pezzi fin dai rudimenti è tutt’altro che un errore, un mucchio di pianisti adulti e consumati recriminano verso i loro insegnanti per non averli costretti a farlo quando era ora. Per imparare le note e avere consapevolezza del fraseggio e degli aspetti artistici dell’esecuzione devi analizzare attentamente la partitura, se poi la mandi a memoria la interiorizzi. Tutti i grandi hanno sempre consigliato lo studio a memoria. E’ il tuo insegnante che lo definisce un errore?

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