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Diario di un neofita – diciannovesima lezione

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Diario di un neofita – diciannovesima lezione, 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Lo studio in preparazione alla 19-esima lezione ha risentito ancora dello stop della scorsa settimana.
Tutto ciò, sommato al fatto che molti esercizi ora sono da portare a maggiore velocità con il metronomo, il risultato è stata una grossa mole di lavoro ma poco rilassamento e in genere poca tecnica.
Ma andiamo con ordine.
La lezione è iniziata con il solfeggio parlato (prima metà es. 32 Pozzoli) a unità di tempo, portato a velocità 88 per una croma.
Il tempo 4/4 e la presenza di sedicesimi, unita alla velocità più sostenuta, hanno reso questo esercizio un buon banco di prova. Ho dovuto studiarlo bene, facendo due giorni senza metronomo ed il resto partendo da 72 a88, due numeri al giorno.
Per aumentare la velocità di riconoscimento delle note, prima di iniziare a solfeggiare leggo le note di tutto il pezzo ad alta voce.
A seguire abbiamo visto la scala di FaM anche questa portata a velocità 92 per una nota nel moto retto e negli arpeggi, e metà velocità negli accordi.
Questi ultimi sono particolarmente ostici, devo concentrarmi al massimo per ricordare in velocità la diteggiatura e suona rele note giuste.
L’esercizio del Beyer n. 49 l’ho eseguito correttamente con la giusta tecnica di rilassamento e articolazione, il che mi capita sempre quando sono sicuro del pezzo.
E la sicurezza ce l’ho solo se lo studio correttamente, quindi ripetendolo molte volte a mani separate, unendole molto lentamente e solo quando è maturo aumentando la velocità, ma sempre contando (all’inizio a voce alta, poi mentalmente).
Il problema è questo studio prende molto più tempo e risulta anche noioso (l’insegnante, relativamente allo studio lento di un pezzo, dice che se non è noiso non sto studiando bene) ma ho capito che non ci sono alternative, poiché la maggiorparte delle difficoltà che ho quando eseguo i pezzi a lezione derivano proprio da uno studio poco “scolastico” che mi rende teso e quindi poco rilassato e quindi carente nella tecnica.
Del Bermueller (scuola primaria del giovane pianista) abbiamo completato l’esercizio n.2 (Marcia) anche se, per i motivi di cui sopra, non avendolo eseguito abbastanza musicalmente, devo riportarlo finito alla prossima lezione.
Poco male, questo pezzo piace anche a me e mi fa piacrere avere ancora una settimana per studiarlo.

In ultimo prosegue il lavoro sul Cesi-Marciano, es. 17. Il Minuetto è completo, l’ho portato a velocità 88 per una semiminima e ora lo devo solo mantenere e maturare.
Il Trio invece deve ancora crescere, per ora sono a 112 per una croma, con l’obiettivo di finirlo a 100 per una semiminima, praticamente devo raddoppiare la velocità.
Per ora mi sembra impossibile anche il solo arrivare a 152 per una croma che è l’obiettivo per la prossima lezione!Lo studio in preparazione alla 19-esima lezione ha risentito ancora dello pausa della scorsa settimana (lo avessi saputo portavo il pianoforte sulle piste di sci!).
Tutto ciò, sommato al fatto che molti esercizi ora sono da portare a maggiore velocità con il metronomo, il risultato è stata una grossa mole di lavoro ma poco rilassamento e in genere poca tecnica, con sommo disappunto della mia insegnante.
Ma andiamo con ordine.
La lezione è iniziata con il solfeggio parlato (prima metà es. 32 Pozzoli) a unità di tempo, portato a velocità 88 per una croma.
Il tempo 4/4 e la presenza di sedicesimi, unita alla velocità più sostenuta, hanno reso questo esercizio un buon banco di prova. Ho dovuto studiarlo bene, facendo due giorni senza metronomo ed il resto partendo da 72 a88, due numeri al giorno.
Per aumentare la velocità di riconoscimento delle note, prima di iniziare a solfeggiare leggo le note di tutto il pezzo ad alta voce. Fin qui tutto bene.
A seguire abbiamo visto la scala di FaM anche questa portata a velocità 92 per una nota nel moto retto e negli arpeggi, e metà velocità negli accordi.
Questi ultimi sono particolarmente ostici, devo concentrarmi al massimo per ricordare in velocità la diteggiatura.
L’esercizio del Beyer n. 49 l’ho eseguito correttamente con la giusta tecnica di rilassamento e articolazione, il che mi capita solo quando sono sicuro del pezzo.
E la sicurezza ce l’ho solo se lo studio correttamente, quindi ripetendolo molte volte a mani separate, unendole molto lentamente e solo quando è maturo aumentando la velocità, ma sempre contando le note (in genere le crome) all’inizio a voce alta, poi mentalmente.

Il problema è che questo studio prende molto più tempo e risulta anche più noioso (l’insegnante, relativamente allo studio lento di un pezzo, dice che se non è noioso non sto studiando bene) ma ho capito che non ci sono alternative, poiché la maggiorparte delle difficoltà che ho quando eseguo i pezzi a lezione derivano proprio da uno studio poco “scolastico” che mi rende teso e quindi poco rilassato e quindi carente nella tecnica.
Del Bermueller (scuola primaria del giovane pianista) abbiamo completato l’esercizio n.2 (Marcia) anche se, per i motivi di cui sopra, non avendolo eseguito abbastanza musicalmente, devo riportarlo finito alla prossima lezione.
Poco male, questo pezzo piace anche a me e mi fa piacere avere ancora una settimana per studiarlo.

In ultimo prosegue il lavoro sul Cesi-Marciano, es. 17.
Il Minuetto è completo, l’ho portato a velocità 88 per una semiminima e ora lo devo solo mantenere e maturare.
Il Trio invece deve ancora crescere, per ora sono a 112 per una croma, con l’obiettivo di finirlo a 100 per una semiminima, praticamente devo raddoppiare la velocità.
Per ora mi sembra impossibile anche il solo arrivare a 152 per una croma che è l’obiettivo per la prossima lezione!

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