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Diario del neofita – ventinovesima lezione

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Diario del neofita – ventinovesima lezione, 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Sono passati due mesi dall’ultimo articolo che scrissi in questo blog. Il lavoro mi ha portato lontano dal PC, ma per mia fortuna non lontano dalla tastiera del pianoforte!

Il mio percorso infatti è proseguito e voglio ora raccontarvi a che punto sono.

Prima di iniziare però faccio un piccolo riepilogo per chi non avesse letto i precedenti articoli del “Diario del neofita”.

Ho 41 anni e circa un anno fa ho maturato la decisione, a lungo cullata, di imparare a suonare il pianoforte. Dopo un periodo iniziale di studio da autodidatta, passato seguendo i consigli e le indicazioni di Pianosolo, ho deciso di prendere lezioni da un’insegnante.

La decisione è nata dal fatto che come autodidatta non riuscivo ad essere costante e non capivo bene quale fosse il percorso giusto da seguire, le modalità e i tempi dello studio.

Una volta iniziato il corso preparatorio ho pensato di proporre a Giulio e Christian (che molto carinamente hanno accettato entusiasti) di pubblicare su Pianosolo questo semplice diario, per dare il mio modesto contributo a chi approccia questo fantastico strumento.

In questo primo anno di corso ho vissuto momenti di grande entusiasmo alternati a fasi di scoraggiamento, durante le quali mi è sempre venuta in aiuto la presenza di questo blog e di tutti voi che condividete con me questa grande passione.

Progressi però ce ne sono stati, se penso che solo alla terza lezione l’insegnante mi ha fatto emettere un suono al pianoforte tanto era maldestra la mia tecnica.

La tecnica è migliorata (il mio punto debole, il rilassamento, è un po’ meno debole che in passato), la lettura è più veloce ma devo fare ancora molta strada.

In questi ultimi mesi ho continuato lo studio del solfeggio parlato arrivando quasi a terminare il Pozzoli I corso. Ora non leggo più ad alta voce le pause e cerco di non cantilenare le note quando hanno una durata più lunga del singolo movimento. Il solfeggio mi piace ma mi ruba troppo tempo allo studio del pianoforte. Spero di poterlo rallentare se non lasciare alla fine di questo corso (lo so che siete contrari, ma il tempo a disposizione è un mio vincolo non aggirabile).

Anche le scale sono andate avanti e ho terminato tutte e 45 le scale maggiori, minori armoniche e melodiche, stuadiate su due ottave con moto retto, accordi e arpeggi. Da poco ho ripreso lo studio dall’inizio che dovrò portare avanti fino alla fine del del corso preparatorio. Da quel punto lo studio delle scale cambierà, mi ha anticipato l’insegnante anche se ancora non so come.

Da qualche settimana, per lo studio della tecnica, alle scale abbiamo aggiunto il Pozzoli, tecnica giornaliera del pianista corso I e II. Sono solo all’inizio ma capisco che queto lavoro sarà molto importante per migliorare ulteriormente il rilassamento e l’impostazione della mano.

Lo studio del Beyer prosegue, udite udite sono al numero 93 e mi piace sempre tantissimo! Ho faticato non poco con l’esercizio 88 che aveva un ritmo nuovo e movimenti delle mani piuttosto veloci su più ottave. Farlo bene è stata una bella conquista!

Per quanto riguarda gli studi a contorno, ho cominciato il corso con il Bergmueller e il Cesi-Marciano, di cui ho fatto 4 pezzi per ognuno, da qualche mese abbiamo affrontato il Duvernoy op. 176 e devo dire che il livello di difficoltà rispetto agli altri due, per lo meno per questi brani, è evidente.

Per ora sono allo studio nr. 11 che è composto per la totalità da accordi staccati sia per la mano destra che sinistra. Lo studio è molto bello e musicale ma piuttosto difficile per me.

Qualche mese fa avevo iniziato lo studio di un brano di musica leggera (Io che amo solo te di S. Endrigo) e l’insegnate è stata molto brava nel farmi capire come creare l’arrangiamento partendo dagli accordi e inserendo un semplice arpeggio per arricchire la melodia. Devo dire che ho faticato molto perché lo studio era completamente nuovo per me e perché gli arpeggi non erano scritti nello spartito ma dovevo crearli io mentre leggevo la melodia.

Forse l’obiettivo era un po’ alto e non credo di aver finito il pezzo perfettamente, ma l’insegnante è stata lo stesso soddisfatta e siamo andati avavti. Un giorno vorrei però tornarci su e rifarlo meglio.

Da qualche settimana abbiamo iniziato lo studio dei minuetti di Bach del libro “12 piccoli pezzi” ed. Curci, in particolare il minuetto 1 in Sol maggiore.

Che meraviglia Bach! Sapere che mi accompagnerà per tutto lo studio mi rende felicissimo!

Bene, ora che vi ho raccontato tutto e ho ripreso il filo del discorso spero proprio di riuscire ad essere più costante e di portare a compimento questo mio corso preparatorio e di raccontarvelo in questo diario!

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9 COMMENTI

  1. Beh anch'io come te ho cominciato a 39, due anni fa. Devo dire che anche se il tempo che ho a disposizione non è molto ogni volta che mi siedo al piano il suono del pianoforte mi da pace. il bello è che non mi stancherei mai. Che sia il Beyer o Bach o Bartok o anche l'Hanon devo dire che continuerei per ore.
    Buon Piano a tutti

  2. Ah ecco! grazie christian….. vuol dire che quando diventero' famoso ti regalero' 1 biglietto per il mio mega concerto…
    Grazie ancora

  3. Ciao a tutti. sono interessato ad avere le lezioni partendo dalla prima.__Non riesco a trovarle sul sito (il PC non e' il mio forte..__Grazie!

    zio mugna

    • Ciao Gabriele! Vai tranquillo, te lo dico io 😉 In alto al sito ci sono dei rettangoli "pagine" che sono un po' la mappa del sito. Passa col mouse su "Speciali" e infine clicca su "Diario di un neofita". Troverai in ordine tutte le lezioni, e potrai scorrerle con i numeri che trovi a fondo pagina! Se avrai ancora problemi, basta scrivere! 😉

  4. Complimenti per il tuo percorso…per certi versi sto per intraprendere il tuo stesso cammino. Ho 31 anni e il pianoforte mi ha sempre accompagnato nel corso degli anni anche alla fortuna di averne uno in casa, un buon orecchio musicale che mi permette quantomeno di tirare giù ad orecchio molti pezzi. Il mio neo, il mio grosso problema è che non ho mai studiato pianoforte e quindi mi son sempre imbattuto in grosse limitazioni. Dopo anni, un po' per problemi, un po' per impossibilità di tempo, ho deciso di studiare pianoforte e leggo che è sempre possibile intraprenderne lo studio anche grazie al tuo esempio. Non ho pretese di diventare un concertista ma il mio desiderio è di riuscire a conoscere questo strumento che amo da sempre ed arrivare un giorno a imparare a "parlare" con esso…

    Non so se ne hai mai parlato nel tuo diario o comunque se se ne è parlato nel sito a cui vanno i miei complimenti, con quale metodo si sceglie un buon maestro?

    Continua così e grazie.

  5. Ti faccio i miei vivissimi complimenti, in un anno ne hai fatta davvero tanta di strada, sei davvero di esempio… e ti auguro di continuare così! 🙂

  6. bene bravo! eh si bach non ti mollerà mai!! lo adoro anch'io sono passato dai 23 pezzi facili, alle invenzioni a 2 voce a quelle a 3 alle suite francesi, inglesi e partite (ho intenzione di farle tutte ripartendo dalle francesi), e ora sto sbattendo la testa con il clavicembalo ben temperato , bella ma duro!! fare una fuga a 4 voci… ma dopo aver sentito la Tureck devo arrivare al concerto italiano e il capriccio sulla lontananza del fratello dilettissimo almeno!!!

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