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Des pas sur la neige (“Passi sulla neve”) di Claude Debussy

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Des pas sur la neige ("Passi sulla neve") di Claude Debussy, 5.0 out of 5 based on 290 ratings

Des pas sur la neige (“Passi sulla neve”) di Claude Debussy

 

neve_lunare-webClaude Debussy compose tra il 1909 e il 1913 due raccolte di “Préludes” per pianoforte denominate comunemente Premier livre e Deuxième livre.

Ciascun libro contiene 12 brani in diverse tonalità ed ispirazioni differenti.

Nel primo libro dei “Préludes” la stessa tonalità non compare due volte, fatta eccezione per il I e il X Preludio, entrambi in do maggiore, ma osservando attentamente il secondo Preludio è più propriamente un pezzo sulla scala esatonale.

I – Danseuses de Delphes (“Danzatrici di Delfi”): Lent et grave – si bemolle maggiore
II – Voiles (“Vele” o “Veli”): Modéré – do maggiore
III – Le vent dans la plaine (“Il vento nella pianura”): Animé – mi bemolle minore
IV –“Les sons et les parfums tournent dans l’air du soir” (“«I suoni e i profumi che esalano nell’aria della sera»”: citazione da Baudelaire): Modéré – la maggiore
V – Les collines d’Anacapri (“Le colline di Anacapri”): Très modéré – si maggiore
VI – Des pas sur la neige (“Passi sulla neve”): Triste et lent – re minore
VII – Ce qu’a vu le vent d’Ouest (“Ciò che vide il vento dell’ovest”): Animé et tumultueux – fa diesis minore
VIII – La fille aux cheveux de lin (“La fanciulla dai capelli di lino”): Très calme et doucement expressif – sol bemolle maggiore
IX – La sérénade interrompue (“La serenata interrotta”): Modérément animé – si bemolle minore
X – La Cathédrale engloutie (“La cattedrale sommersa”): Profondément calme – do maggiore
XI – La danse de Puck (“La danza di Puck”): Capricieux et léger – mi bemolle maggiore
XII – Minstrels (“Menestrelli”): Modéré – sol maggiore

Debussy nega la struttura simmetrica e razionalistica del susseguirsi dei cicli tonali: la successione delle tonalità nei preludi non segue le regole del periodo precedente (es. Bach), creando così anche solo in questa scelta un punto di rottura rispetto dalla musica precedente.

L’indole e la naturale predisposizione a mettere in discussione le convenzioni musicali del tempo producono nella musica di Debussy un’ulteriore peculiarità nel suono e nel rapporto tra musica e semantica. Egli critica apertamente la poetica della musica a programma sostenuta dalla scuola neo-tedesca, rifuggendo da ogni classificazione e categorizzazione.

L’etichetta “impressionismo”, che instaura un rapporto diretto, quasi iconico, tra suono e immagine, non riesce a definire completamente la musica dei “Préludes”. Meglio dire che si tratta di colori, evocazioni e suggestioni, che lasciano una libera interpretazione soggettiva nell’ascoltatore.

L’autore, pur di non condizionarne l’ascolto e l’interpretazione, pone al termine di ogni preludio un suggerimento, un “titolo ideale” volutamente messo fra parentesi.

“Des pas sur la neige” (“Passi sulla neve”) è scritto in piccolo, tra parentesi, al termine delle due pagine del VI Preludio. “Il ritmo iniziale”, scrive Debussy sulla partitura, “deve avere il valore sonoro d’un fondo di paesaggio triste e ghiacciato”, e la melodia è indicata “espressivo e doloroso”, poi “espressivo e tenero”, ed infine “come un tenero e triste rimpianto”.

Debussy dipinge un ambiente spettrale, nella solitudine di un paesaggio invernale, in cui a rompere un ritmo ostinato (re-mi, re-mi fa ecc…) è un basso claudicante, che arranca e si spegne in un rallentando finale quasi tragico ma naturale.

La descrizione viene dipinta senza partecipazione affettiva, secondo una logica spaziale e non psicologica. L’assenza di una guida melodica proietta direttamente l’ascoltatore all’interno della scena, da oggetto a soggetto interpretativo.

L’esecuzione di questo brano, così come da tutti gli altri preludi, necessita di un’attenta analisi e di moltissima pratica. Alle difficoltà di ordine interpretativo seguono quelle di una ricerca del suono continua e meticolosa.

Download del primo libro dei Preludi (URTEX)

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