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Dario Candela, Conversazioni con Aldo Ciccolini (2012, Edizioni Curci)

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Dario Candela, Conversazioni con Aldo Ciccolini (2012, Edizioni Curci), 5.0 out of 5 based on 282 ratings

Dario Candela, Conversazioni con Aldo Ciccolini (2012, Edizioni Curci)

Una carriera artistica lunga e densa di avvenimenti come quella di Aldo Ciccolini corrisponderebbe a una scrittura biografica ricca di date e luoghi geografici, concerti, viaggi, incontri, ma non renderebbe il senso e la misura di ciò che questo gigante del pianismo internazionale rappresenta per la musica. Ben venga allora questo libro edito da Curci editore in cui il Maestro Ciccolini parla all’allievo Dario Candela, oggi pianista, compositore e didatta presso il Conservatorio di Napoli. E Ciccolini parla all’allievo in maniera diretta, proprio lui che non ama essere chiamato “Maestro” ma che molto ha dato a innumerevoli pianisti dedicando all’attività dell’insegnamento quasi pari energia che all’attività concertistica.

Le “Conversazioni con Aldo Ciccolini” di Dario Candela sono durate sette anni, in maniera discontinua ma sempre molto intensa, occasioni per discutere sugli argomenti più svariati, tra Napoli, città natale del pianista e Parigi, eletta a sua residenza dal 1949.

La vicenda umana di Aldo Ciccolini attraversa infatti un lungo periodo che parte dall’infanzia napoletana, testimonia la Napoli della guerra e arriva fino al presente, offrendoci un’occasione unica per approfondire la conoscenza di alcune figure fondamentali della musica italiana ed europea, grandi maestri che hanno dato a Ciccolini l’imprinting musicale, come Achille Longo, Francesco Cilea, Alfred Cortot e  Marguerite Long. Una biografia illustre dove quello che per noi è storia della musica traspare come splendida normalità in un periodo musicalmente ricco di personalità eccellenti che il Maestro Ciccolini ci racconta con semplicità, così come si racconta una storia quotidiana priva di importanza.

Ed è questa umiltà di fronte alla musica, di fronte alla sua stessa arte che emerge come preponderante atmosfera di queste conversazioni. L’artista Ciccolini dedica alla musica tutta la propria esistenza, come si fa con qualcosa di sacro. L’uomo Ciccolini sacrifica all’arte ogni istante della propria vita.

Ciccolini si dichiara un umile servitore, un sacerdote al servizio di qualcosa di più grande. Leggere queste pagine è come stare ad ascoltare un grande saggio che mette in campo non solo il proprio immenso talento, ma anche la coscienza della propria attività pari a una missione esistenziale imprescindibile. E come ogni saggio si mostra severo in alcuni giudizi, ma anche indulgente e appassionato su certi argomenti. Basti pensare alla critica del termine “virtuoso” che il Maestro vede come antitesi alla parola e al significato di “interprete”, alla ribadita sacralità dello spartito, la pagina musicale, il testo sacro che l’interprete deve “illuminare”, alla definizione dell’atto del suonare come atto d’amore.

Il libro include inoltre una preziosissima appendice sullo studio del pianoforte in cui è possibile leggere i consigli di Aldo Ciccolini sulla lettura, la posizione della mano, la diteggiatura, la tecnica, il meccanismo e alcuni esercizi tematici che è possibile effettuare per progredire.

Un libro da avere, non solo per conoscere più da vicino uno dei grandi maestri del pianismo internazionale, ma anche per imparare il significato dell’espressione vivere per la musica e nella musica con devozione e dedizione assolute.

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