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Danilo Rea in concerto a Montalcino per Jazz&Wine

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Danilo Rea in concerto a Montalcino per Jazz&Wine, 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Danilo rea a montalcino siena

Siamo andati a Montalcino, un piccolo paese in provincia di Siena, da alcuni anni scenario del festival Jazz&Wine, realizzato in collaborazione con Villa Celimontana: appuntamenti musicali di qualità, proprio come il vino di queste colline.

Danilo Rea e il suo pianoforte su un palco ricavato all’interno dell’antica fortezza del paese, l’atmosfera adatta per lasciarsi andare alle molteplici suggestioni musicali che lo stile di questo pianista suggerisce.

Se tra i fini della musica c’è il raccontare storie, emozioni, sogni, paesaggi interiori, questo che Rea ci fa sentire è un ottimo esempio di narrazione musicale sfaccettata, variegata nel lessico, nella costruzione sintattica e nell’espressività.

Non ci sono limiti di repertorio: dai Beatles a George Gershwin, da Fabrizio De André a Thelonious Monk, da Luigi Tenco a composizioni originali del pianista.

Sembra di assistere ad un concerto sinfonico, dove l’orchestra è tutta racchiusa là, nel pianoforte e nelle mani di Danilo Rea. Ogni brano infatti è come una piccola sinfonia, con i suoi movimenti interni, in un’alternanza di “adagio” e “presto”, di forte e piano, che non fa mai prevedere gli immediati sviluppi successivi.

I temi dei brani suonano come citazioni che emergono dal magma sonoro e trovano un proprio percorso, si legano gli uni agli altri, restano in contatto, attraverso passaggi fluidi, talvolta rarefatti e lunari, talvolta dirompenti e vorticosi. Riconosciamo melodie note, le inseguiamo, inafferrabili e pronte ad un’istantanea metamorfosi, poliedriche, ne cerchiamo una definizione, ma poi hanno la stessa mutevolezza del vento.

Rea sembra cercare la musica fra i tasti del suo pianoforte, quando attacca con walking bass velocissimi, piccoli preludi preparatori allo sgorgare delle linee melodiche tracciate con la mano destra. Spesso le due mani dialogano serratamente fino a confondersi in un suono compatto, preciso, materico, voci distinte di un intreccio logico coerente. Lirico, intenso, appassionato, poliedrico, emozionato ed emozionante, Danilo Rea ci ha regalato due ore di musica indimenticabile.

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