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Danilo Rea, A Tribute to Fabrizio De André, (2010, Act, distribuzione Egea Distribution)

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Danilo Rea, A Tribute to Fabrizio De André, (2010, Act, distribuzione Egea Distribution), 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Fabrizio De André e Danilo Rea, un incontro felice fra uno dei nostri più geniali poeti/narratori e un pianista di straordinario talento: questo disco ne è l’esempio tangibile. La domanda che potrebbe sorgere spontanea per operazioni di questo genere è la seguente: com’è possibile rappresentare delle storie privandole delle parole, di quello che è l’elemento chiave di ogni narrazione?

Danilo Rea ci riesce perfettamente, con il suo pianoforte, attraverso il potere evocativo del suono e la generosa ricchezza della sua fertile sensibilità e creatività artistica. Questo disco in piano solo è il suo personale omaggio al narratore/poeta Fabrizio De André.

Ascoltando le tracce riviviamo le storie che De André ci ha raccontato, storie che ci sono divenute familiari nel tempo, diamo corpo ai personaggi che le animano, presenze che vivono nel nostro immaginario collettivo e che qui prendono nuova forma, inedita sostanza.

Da “Bocca di rosa” a “La Canzone di Marinella”, da “La Ballata dell’amore cieco” a “Girotondo”, passando attraverso due composizioni originali come “Oona” e Highlands”, tutto il disco riflette quell’abilità caratteristica di Rea di far confluire con naturalezza in un unico ed ininterrotto discorso le scoperte della sua inesauribile esplorazione ritmico-sonora.

Un tocco delicato che sa trasformarsi in un attacco deciso ed energico al momento giusto, una fluidità del fraseggio che improvvisamente si apre ad incisi ritmico-percussivi veementi e dinamicamente mutevoli, una versatilità e un eclettismo che ben riflettono la variazione dei toni propria di una lunga conversazione. Blues, swing, ballads, melodie impregnate di romanticismo, in una tessitura sonora che non ci restituisce l’impressione di un monologo, ma di un colloquio fra più voci, una sorta di narrazione commentata in cui il “pianoforte/orchestra” è tutte queste voci, è una e molte.

La forma canzone con cui De André ci ha consegnato questo patrimonio incontra la formazione classica di questo pianista, si sposa perfettamente con l’improvvisazione jazzistica e, attraverso la creatività e l’anima di Danilo Rea, diventa nuova poesia sonora.

Il disco è stato registrato nel Castello di Schloss Elmau ed è notevole anche per il suo suono perfetto.

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