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Corso introduttivo allo studio del pianoforte – 14. Gli arpeggi

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Corso introduttivo allo studio del pianoforte - 14. Gli arpeggi, 4.9 out of 5 based on 24 ratings

Benvenuto in questa nuova lezione del corso. Guarda il video di presentazione:

Che cos’è un arpeggio? L’arpeggio è un accordo suonato in “orizzontale” piuttosto che in “verticale”. Se l’accordo è un insieme di tre o più note eseguite simultaneamente, l’arpeggio contiene le stesse note, ma queste note vengono disposte in modo consecutivo, una dopo l’altra.

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Prendiamo in considerazione le prime 6 note che troviamo nella prima battuta della figura di sopra. Le note sono Sol4 – Si4 – Re5 – Sol5 – Re5 – Si4. Se noi mettessimo insieme queste note sotto forma di accordo, otterremmo un bell’accordo di Sol maggiore con tanto di raddoppio della tonica all’ottava superiore. Mentre, dato che le note non sono eseguite in contemporanea ma una dopo l’altra, siamo in presenza di un arpeggio. Di che tipo? Di Sol maggiore.

Per dare la denominazione ad un arpeggio bisogna vedere prima quali sono tutte le note che lo compongono e poi vedere quelle note che accordo vanno a formare.

Facciamo l’esempio ora con la seconda battute: Sol4 – Si4 – Re5 – Fa5 – Re5 – Si4.

Provando a mettere insieme queste note otteniamo l’accordo di Sol7 formato appunto dalle note: Sol + Si + Re + Fa. L’arpeggio è quindi di Sol7 (si dice “Sol Settima”).

 Ma non tutte le note disposte in successione possono formare un arpeggio prestabilito. Non sempre le note si dispongono secondo un accordo ben preciso. Nella battuta 3 e successive abbiamo un arpeggio sul moto ascendente e un altro sul moto discendente. Nel caso specifico di battuta 3 c’è un Sol maggiore e un La minore. A battuta quattro invece troviamo un accordo diminuito.

Ora ti starai chiedendo: come faccio a sapere quando si tratta di un arpeggio maggiore, minore, diminuito o eccedente?

Basta ragionare sempre sugli accordi.

Prendiamo l’accordo più comune, quello di Do maggiore, e iniziamo a ragionarci sopra nelle sue principali varianti:

Do + Mi + Sol

Ora dobbiamo prendere in esame le prime due note dell’accordo (Do-Mi) e le ultime due (Mi-Sol) e vedere che relazione c’è fra queste.

Do-Mi —> 2 toni = terza maggiore

Mi-Sol —> 1 tono e mezzo = terza minore

Do + Mib + Sol

Ora dobbiamo prendere in esame le prime due note dell’accordo (Do-Mib) e le ultime due (Mib-Sol) e vedere che relazione c’è fra queste.

Do-Mib —> 1 tono e mezzo = terza minore

Mib-Sol —> 2 toni = terza maggiore

 

Do + Mib + Solb

Ora dobbiamo prendere in esame le prime due note dell’accordo (Do-Mib) e le ultime due (Mib-Solb) e vedere che relazione c’è fra queste.

Do-Mib —> 1 tono e mezzo = terza minore

Mib-Solb —> 1 tono e mezzo = terza minore

 

Do + Mi + Sol#

Ora dobbiamo prendere in esame le prime due note dell’accordo (Do-Mi) e le ultime due (Mi-Sol#) e vedere che relazione c’è fra queste.

Do-Mi —> 2 toni = terza maggiore

Mi-Sol# —> 2 toni = terza maggiore

 

Riassumendo tutto questo, possiamo dire che:

Accordo maggiore = 3M + 3m

Accordo minore = 3m + 3M

Accordo diminuito = 3m + 3m

Accordo eccedente = 3M + 3M

La combinazione fra terza maggiore e terza minore può dare luogo a diversi accordi (maggiore, minore, diminuito, eccedente). Qui di seguito trovi una tabella che ti fa vedere in quali gradi di quali scale trovi questi accordi:

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È un po’ più chiaro ora? Lo so, sono argomenti difficili e vanno assimilati con calma giorno per giorno. Ora che abbiamo capito come si forma un accordo maggiore e uno diminuito, siamo in grado di costruire un qualsiasi arpeggio maggiore e diminuito senza dover imparare a memoria sfilze di note apparentemente “senza senso” dai libri di tecnica.

 Come suonare gli arpeggi

Passando dalla teoria alla pratica, vediamo come si suonano gli arpeggi. Come nelle scale, anche qui dobbiamo utilizzare il passaggio del pollice, ma oltre a questo dobbiamo inserire la rotazione del gomito. Dato che il salto sarà molto grande – e non più di un solo grado come nelle scale – ci sarà bisogno di tutta la partecipazione del braccio.

Ogni arpeggio nato su qualsiasi accordo può avere due rivolti o più. Per esempio sull’accordo di Do maggiore possiamo eseguire l’arpeggio formato dalle note: Do4 – Mi4 – Sol4 – Do5, ma anche l’arpeggio Mi4 – Sol4 – Do5 – Mi5 (che sarebbe l’arpeggio sul primo rivolto dell’accordo di Do) e così via.

Gli accordi più comodi da suonare per la mano sono quelli sul secondo rivolto, per esempio: Sol4 – Do5 – Mi5- Sol5.

È bene in ogni modo studiare tutti gli arpeggi con entrambe le mani e a partire da tutte le posizioni. Andiamo a vedere la diteggiatura migliore dell’arpeggio di Do maggiore in tutti i vari rivolti:

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Fai bene attenzione perché questa diteggiatura non è sempre valida per tutti gli accordi. Ricordati sempre che le regole della diteggiatura hanno la precedenza, quindi non bisogna mai (o quasi) mettere il pollice sul tasto nero, come per esempio nell’arpeggio di Dom in primo rivolto (nonostante alcune edizioni consiglino proprio di adottare il pollice sul Mib con la mano destra).

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È bene comunque fare prima degli esercizi preparatori che puoi trovare in questo articolo.

Su quali libri studiare

 

Ci sono moltissimi libri di tecnica per quanto riguarda gli arpeggi, ma difficilmente si trovano separati dalle scale. Perciò ti consiglio di scegliere dei libri di scale e arpeggi.

Ad esempio:

Hanon il Pianista virtuoso: sebbene io non nutra molta simpatia nei confronti di questo metodo, nelle ultime pagine troviamo scale e arpeggi di tutti i tipi.

Pianosolo consiglia

3 COMMENTI

  1. La teoria degli accordi la devo ancora digerire però mi è piaciuto tantissimo come spieghi il “salto” nell’arpeggio (ascendente con dx e discendente con sx) coinvolgendo la rotazione del gomito e la “traslazione” della mano.
    Sto impazzendo con il n.2 della 740 di Czerny (proprio sugli arpeggi) e mi si stancava proprio l’articolazione del pollice della mano dx ed ero sicuro di sbagliare qualcosa.
    Grande Christian e tutto lo staff di Pianosolo.
    Ciao.

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