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Corso introduttivo allo studio del pianoforte – 13. Le scale musicali

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Corso introduttivo allo studio del pianoforte – 13. Le scale musicali, 4.9 out of 5 based on 93 ratings

Benvenuto in questa nuova lezione del Corso introduttivo allo studio del pianoforte. Guarda il video di presentazione:

Secondo la teoria, una scala musicale è una successione di suoni (gradi) congiunti. Praticamente significa che per ottenere una scala musicale, bisogna suonare in successione un tasto dopo l’altro.

Questa definizione è però superficiale poiché ogni scala musicale (scala di DO maggiore, scala di Do minore, scala di Do# maggiore, scala di Do# minore, scala di La maggiore ecc.) ha uno schema rigido da seguire.
Se noi suoniamo la successione di tasti bianchi che va da un Do più basso a un Do più acuto, otteniamo la scala di Do maggiore.

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Se noi invece suoniamo la successione di tasti bianchi che vanno dal Re più basso a quello più acuto, non otteniamo la scala di Re maggiore e nemmeno quella di Re minore.

Per conoscere gli “schemi” sui quali sono costruite le scale musicali, ci basterà prendere come riferimento una sola scala maggiore e tre scale minori. Esiste un unico modello per la costruzione di una scala maggiore (a parte altre scale particolari come la “maggiore armonica”) e tre modelli per le scale minori.

Cominciamo a esaminare quello della scala maggiore.

Il primo passo che dobbiamo fare è quello di prendere in esame una qualsiasi scala maggiore e analizzarla. Per semplificare prenderemo in esame la scala di Do maggiore, poiché è priva di alterazioni fisse.

Le note che compongono la scala di Do maggiore sono:

Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si, Do

Prima di continuare devo però aprire delle parentesi doverose:

  • Nota bene che per completare una scala è importante che ci siano almeno 8 suoni. Una successione di sole 4 note per esempio rappresenta solo un frammento di scala musicale.
  • In alcuni testi puoi trovare la definizione di scala musicale con solo 7 note: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si ; escludendo il Do acuto poiché è intesa come ripetizione del primo grado. Tuttavia trovo incompleta una scala con l’assenza dell’ottavo grado (o primo grado ripetuto all’ottava più acuta).
  • In questo articolo leggerai spesso la parola “grado” o “gradi”. In una scala musicale, per esempio quella di Do maggiore, la nota “Mi” è il terzo grado, la nota “La” è il sesto grado e così via.
  • Il “semitono” è la più piccola distanza fra due tasti (Do-Do#, Mi-Fa, La-Lab, Re-Re# ecc..). Il “tono” è la somma di due semitoni (Do-Re, Fa#-Sol#, Sib-Do, Re-Mi ecc…). In questa videolezione di Leonard Bernstein potrai trovare un’appassionante spiegazione su questo concetto: http://www.scuola.rai.it/articoli/leonard-bernstein-vi-spiega-la-musica-gli-intervalli/7693/default.aspx

Le scale maggiori

Ora possiamo ritornare alla nostra scala di Do. Analizziamo i rapporti che ci sono fra un suono e quello successivo:

Do-Re = 1 Tono

Re-Mi = 1 Tono

Mi-Fa = 1 Semitono

Fa- Sol = 1 tono

Sol-La = 1 Tono

La-Si = 1 Tono

Si-Do = 1 Semitono

 

Bene. Guarda e memorizza questa successione di toni e semitoni perché ci servirà per applicare questa successione a qualsiasi scala musicale maggiore. Proviamo insieme? Proviamo a costruire la scala maggiore a partire dalla nota La. Ciò significa che dal La dovremo suonare tutti i tasti, bianchi o neri che siano, fino ad arrivare al La successivo.

Il primo passo che dobbiamo fare è quello di costruire 1 tono a partire dal La.

La-Si= 1 Tono

Il primo gradino di scala è composto dalle note La-Si.

Ora dalla nota “Si” che abbiamo ricavato, dobbiamo salire di un altro tono.

Si-Do# = 1 Tono (fra Si e Do vi è un Semitono, ecco perché il Do è diventato “diesis”).

La scala prende forma: La-Si-Do#.

Ora dal “Do#” si va ancora sopra, ma questa volta di un semitono e si ottiene il Re.

La scala ora è composta da: La-Si-Do#-Re.

Dal Re, saliamo di 1 tono e otteniamo il Mi.

E ora abbiamo: La-Si-Do#-Re-Mi.

Dal Mi abbiamo 1 tono e quindi arriviamo al Fa#

Ecco cosa abbiamo fino ad ora: La-Si-Do#-Re-Mi-Fa#.

Dal Fa# dobbiamo salire di 1 tono e otteniamo il Sol#.

Scala: La-Si-Do#-Re-Mi-Fa#-Sol#.

Infine dal Sol# dobbiamo salire di 1 semitono:

Scala completa: La-Si-Do#-Re-Mi-Fa#-Sol#-La.

scala di la

Mettiamo a confronto la Scala di Do maggiore con questa di La maggiore che abbiamo ricavato:

 

Do                                                             La

1 tono                                                      1 tono

Re                                                             Si

1 tono                                                      1 tono

Mi                                                             Do#

1 semitono                                              1 semitono

Fa                                                             Re

1 tono                                                      1 tono

Sol                                                            Mi

1 tono                                                      1 tono

La                                                             Fa#

1 tono                                                      1 tono

Si                                                              Sol#

1 semitono                                             1 semitono

Do                                                            La

Prova ad andare al pianoforte e a suonare la successione di queste scale e sentirai come le sonorità saranno molto affini.

Le scale minori

Abbiamo detto che principalmente esistono tre tipi di scale minori.

  • Scala minore naturale (molto utilizzata nella musica moderna)
  • Scala minore armonica
  • Scala minore melodica

 

Ognuna di queste scale ha una sua struttura ben precisa. Prendiamo in esame ciascuna scala, osservando quella di La minore che è priva di alterazioni fisse. N.B. la scala minore melodica è l’unica che varia nei due sensi (ascendente e discendente).

 

Scala min. NaturaleScala min. ArmonicaSc. Min. Melodica – asc.Sc. Min. Melodica – disc.
LaLaLaLa
TonoTonoTonoTono
SiSiSiSol
SemitonoSemitonoSemitonoTono
DoDoDoFa
TonoTonoTonoSemitono
ReReReMi
TonoTonoTonoTono
MiMiMiRe
SemitonoSemitonoTonoTono
FaFaFa#Do
TonoTono + semitonoTonoSemitono
SolSol#Sol#Si
TonoTonoSemitonoTono
LaLaLaLa

 

 

Come puoi notare da questa tabella, ognuna di queste scale ha una sua struttura ben precisa.

Perché esistono 3 tipi di scale minori?

Perché ogni scala ha una funzione differente. La prima, la scala minore naturale, viene poco utilizzata nella musica classica perché ha uno stile più “modale”. Infatti la successione di note La-Si-Do-Re-Mi-Fa-Sol-La formano proprio il modo eolio.

La seconda, la scala minore armonica (per ricordarcela possiamo ricordarci il suo suono un po’ “arabeggiante”), molto utilizzata invece, ha una caratteristica ben particolare (utilizzata per esempio nella sinfonia n.40 di Mozart). Come vedi è l’unica scala che ha, ad un certo punto, l’intervallo di 1 tono + 1 semitono (1 tono e mezzo) tra un suono e l’altro.

Ricordi cosa abbiamo detto all’inizio dell’articolo? Che la scala musicale è una successione di gradi congiunti. L’intervallo di un tono e mezzo non crea una congiunzione ma un salto, che può dare inizio a un arpeggio di un accordo minore o diminuito.

Ecco che, per ovviare a questo inconveniente, è stata creata la scala minore melodica, una scala che ha il sesto grado alzato, in modo tale che non ci sia più il gradino Fa-Sol# (di 1 tono e mezzo) ma Fa#-Sol# (di 1 tono).

Per studiare le scale musicali ti consigliamo di consultare anche queste lezioni:

http://www.pianosolo.it/come-studiare-le-scale-al-pianoforte/

http://www.pianosolo.it/come-studiare-le-scale-al-pianoforte/

 

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17 COMMENTI

  1. Vorrei sapere se imparando questo metodo si riceve un aiuto tangibile per poter suonare il sassofono.
    In caso contrario gradirei avere dei suggerimenti in merito.

    saluti

    Salvatore

  2. Ho acquistato una tastiera e ho cominciato da zero, persino a imparare a distinguere le note sul pentagramma. Nonostante tutto ho cominciato a strimpellare, ovviamente solo con la mano destra, in pochissimi giorni e la cosa mi ha letteralmente entusiasmato. Ovviamente la curiosità è tanta, e man mano che s’impara qualcosa ci si rende conto quanto sia arduo riuscire ad essere intuitivi, veloci ed eleganti come dei veri pianisti. Tuttavia nonostante la parte razionale di me faccia di tutto per sabotare l’entusiasmo iniziale, c’è che quando cominci a suonare è come se tu cominciassi a dipingere l’universo, ed è una sensazione davvero meravigliosa ed indescrivibile, di cui non si vorrebbe mai più fare a meno. Grazie ai video delle tue lezioni mi sono tolta tanti dubbi, sei davvero molto bravo, assolutamente non noioso, ed esauriente!

  3. ciao Cristian sono un nuovo iscritto sto provando a seguire le tue lezioni per imparare qualcosina da suonare nel tempo libero, perche’ lavoro e poi ho 55 anni dunque sara’ difficile che riesco ad imparare qualcosa di serio, comunque ti ringrazio per le tue belle lezioni.
    uso un pianoforte da studio perché mia figlia ha fatto due anni ma poi a smesso dovrebbe andare bene per un principiante. ciao e grazie

  4. Ciao Christian,

    mi è piaciuto molto seguire le tue lezioni. Sei veramente molto bravo a spiegare (non solo a suonare). Questa è una dote non consueta. Desidero ringraziarti perchè inoltre le tue lezioni gratuite avvicinano molti allo studio del pianoforte e della musica ed anche per il tuo entusiamo contagiante… grazie Ciao a presto concetta

  5. Ciao Christian…. sarebbe possibile avere la tua mail….. ho scritto qualcosa x te da qualche parte ma non so se è sullo spazio giusto. .. io vorrei prendere lezioni,,, ma non on line….. la mia mail è franco.caramia@hotmail.it..
    spero tu legga questo messaggio. sei bravissimo complimenti. ciao

  6. Ciao Cristian ho 65 anni possiedo un pianoforte da anni non lo mai suonato ma da alcuni giorni lo sto facendo cantare un pò stonato ma con un po di pazienza diventerà intonato grazie alle tue lezioni molto chiare ciao antonio

  7. ciao Christian, buona sera, io sono innamorato da sempre di poter suonare un pianoforte….
    solo oggi ho comprato una tastiera yamaha con 5 ottave….ho seguito le tue 15 lezioni prima di mettermi su a far qualcosa.
    Ma la mia domanda è : tu fai anche lezioni dal vivo oltre che on- line ??… ho 55 anni ed ho sempre suonato la chitarra… ma la mia vera passione è il pianoforte. Abito in prov. di Milano e vorrei sapere come posso mettermi in comunicazione con te. GRAZIE Francesco

  8. Buonasera.
    Chiedevo un consiglio su come affrontare lo studio di questo meraviglioso strumento.
    Sto studiando su tastiera a 5 ottave.
    Mi sto applicando sulle scale maggiori dopo avere applicato il sistema tono semitono.
    Non vorrei diventi per me un incubo questo studio per poi gettare la spugna.
    Grazie e scusate.
    Pierangelo.
    Chiedevo anche se dopo il login sul sito posso comunicare con voi o è meglio via mail
    Grazie
    MEDEGHINI

  9. CIAO CHRISTIAN.
    MI VOGLIO COMPLIMENTARE CON TE PER IL LAVORO CHE SVOLGI ,SEMPRE CHIARO E SEMPLICE.
    SEMBRERA’ RIDICOLO MA A 42 ANNI VOGLIO IMPARARE A SUONARE IL PIANO.MI STO’ APPLICANDO SU UNA TASTIERA A 5 OTTAVE PER COMINCIARE.
    IL PIANO NON POSSO PERMETTERMELO PER SOLDI E PER SPAZIO .
    MI STO’ APPLICANDO SEGUENDO ANCHE IL BEYER .
    HO CREATO SEGUENDO IL TUO SISTEMA DELLE SCALE MAGGIORI CON 1 TONO 1 TONO 1 ST 1 TONO 1 TONO 1 TONO 1 ST.
    CON LA MANO SINISTRA HO NON POCHE DIFFICOLTÀ’.
    MI POTRESTI AIUTARE?.
    GRAZIE PIERANGELO

  10. Hello Chris! Interessante lezione,specie per le scale minori. 2 quesiti ordunque:
    1 hai detto che la scala di la minore naturale è molto usata adesso specie nel pop ma non lo era nella musica classica. Stavo per coincidenza ascoltando la k310 di Mozart in la min e in effetti ci sono molti sol# e quindi è la min armonica. Ma non si trovano MAI esempi classici o barocchi o romantici di sonate in LA min naturale?
    2 perchè nella scala minore armonica di LA, l’alterazione viene mantenuta sia salendo che scendendo mentre nella scala di LA melodica le alterazioni ci sono solo in salita ma vengono annullate in discesa?
    grazie per le risposte. Max

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