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Corso Introduttivo allo studio del pianoforte – 12. I tagli addizionali

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Benvenuto in questa nuova lezione del corso introduttivo allo studio del Pianoforte. Oggi parliamo di tagli addizionali in chiave di Violino.

Non esistono solamente le note all’interno del pentagramma, altrimenti verrebbe a mancare una vastissima gamma di suoni. Per sopperire a questa mancanza, sono stati inventati i tagli addizionali. In pratica questi tagli sono come delle linee immaginarie di pentagramma poste al di fuori dello stesso e servono a dare dei riferimenti precisi alle note che si trovano fuori dal pentagramma.

tagli-addizionali

Ci sono note al di sotto del pentagramma e ci sono note al di sopra del pentagramma. Come puoi notare, ci sono dei taglietti paralleli al pentagramma. Ecco, quelli sono i tagli addizionali. In pratica è come se le linee del pentagramma continuassero anche oltre lo stessi. Andiamo ad analizzare la parte al di fuori del pentagramma (sopra):

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L’ultima nota sull’ultima riga del pentagramma in chiave di Violino è un Fa, ricordi? Bene. Ora, andando al di sopra di questa nota, secondo la scala musicale (Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si) dovrebbe venire il Sol. Ed ecco infatti che il Sol è la prima nota al di fuori del pentagramma. In pratica è come se si trovasse nel sesto spazio. Proseguendo sempre secondo la scala musicale, dopo il Sol c’è il La. Infatti, come vedi in figura sopra, dopo il Sol arriva il La. Il La ha un trattino in mezzo. Che cosa significa? significa che dobbiamo immaginarci che quel trattino sarebbe come il sesto rigo musicale, e se ci fosse stato il sesto rigo musicale, avremmo avuto il La. Lo stesso ragionamento vale per le due note successive:

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Idem ora. Questa volta però avendo come riferimento la scala musicale in senso inverso: Si, La, Sol, Fa, Mi, Re, Do.

Partiamo dalla prima nota della prima riga del pentagramma…è un Mi (note sulle righe Mi, Sol, Si, Re, Fa). Andiamo ora al di sotto di questa nota. Secondo la scala musicale percorsa in senso inverso abbiamo il Re. Infatti, come mostra la figura sopra, la prima nota al di sotto del pentagramma è un Re. Percorriamo sempre la scala al contrario, e al di sotto del Re dovremmo avere un Do. Guardiamo ora la figura sopra e verifichiamo. Il Do però è trapassato da un taglietto (come il La per le note al di sopra del pentagramma) perché è come se al di sotto della prima riga, ci fosse un’altra riga di pentagramma immaginaria, e il Do viene proprio tagliato da questa riga immaginaria. Così ovviamente vale anche per tutte le altre note al di sotto del Do.

Solitamente non si aggiungono più di 4 (circa) tagli addizionali, poiché la lettura di note con 5 o 6 tagli può risultare molto difficoltosa. In quel caso, ci saranno simboli che aiuteranno il pianista a comprendere a che altezza suonare quelle determinate note. Per esempio il semplice cambio di chiave può essere una soluzione per non aggiungere troppi tagli addizionali. Tuttavia non di rado troviamo negli spartiti di Chopin, Listz ed altri autori che esplorano tutta la tastiera, delle note che hanno più di 4 tagli addizionali. Il mio consiglio è comunque di cercare di memorizzare le note fino a 4 tagli sopra e sotto il pentagramma, dopodiché per le note a 5, 6 o 7 tagli, possiamo sempre arrivarci con il calcolo. Se per esempio troviamo una nota a 5 tagli sotto e vogliamo conoscere di che nota si tratta, basta fare questo semplice calcolo:

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Figura 4

Partiamo sempre dal presupposto che sulla prima riga del pentagramma abbiamo il Mi. Ora dobbiamo scendere fino alla nota di figura 4. Quando scendiamo, andiamo ad utilizzare la scala discendente, ovvero: Si, La, Sol, Fa, Mi, Re, Do.  In questo caso la scala partirà dal Mi e scenderà, quindi: Mi, Re, Do, Si, La, Sol, Fa ecc..

Quindi, iniziamo a scendere di gradino per volta dal Mi. Appena sotto il pentagramma abbiamo uno spazio, e lì c’è il Re. Scendendo dal Re troviamo il primo taglio addizionale, quindi Do. Sotto il Do c’è il secondo spazio dove troviamo il Si. Poi incontriamo il secondo taglio dove c’è il La. Più sotto un altro spazio Sol. Poi taglio Fa, poi spazio Mi, poi taglio Re, poi spazio Do e infine al quinto taglio troviamo la nostra note… Si!

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