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Come superare l’esame di dettato musicale

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Come superare l’esame di dettato musicale, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Per eseguire correttamente un esercizio di dettato ritmico-melodico non occorre avere l’orecchio assoluto, né essere un genio.

Quando ho dovuto sostenere l’esame, per tutto il periodo estivo mi sono esercitato ogni giorno per un paio di ore. Superare quella prova per me “impossibile” all’epoca era un sogno. Mi sono fatto quindi seguire da un insegnante privato che mi ha aiutato moltissimo e mi ha introdotto alle tecniche di ascolto più utili allo scopo. Come in ogni cosa, con un giusto metodo si ottengono dei risultati migliori.

Pensa a una squadra di basket che gioca senza uno schema contro una squadra che invece ha molti schemi provati ripetutamente in allenamento. Chi avrà la meglio secondo te?

Ecco, durante il periodo estivo precedente l’esame ho messo a punto i miei “schemi”, sicuro che mi sarebbero serviti in fase di esame.

Arrivato finalmente il giorno del fatidico esame, vuoi sapere com’è andata? Sono uscito da quella prova consapevole del fatto che avevo fatto tutto in maniera corretta. Infatti ho preso una votazione di 9.50.

Questo per me significa che chiunque, con un po’ di allenamento intelligente, può raggiungere dei buoni risultati. Si tratta solo di fare tanti ascolti, domandarsi sempre che cosa accade nel pezzo ma soprattutto “guardare” quel brano da una prospettiva più ampia.

Se stiamo per esempio risolvendo un sudoku oppure stiamo esaminando una posizione in una partita di scacchi, non possiamo partire con l’analizzare ogni singola possibilità. Rischieremmo di perdere un sacco di tempo, di affaticarci e non trovare comunque la soluzione. È sempre meglio dare un’occhiata al quadro generale per poi entrare in profondità nella situazione gradualmente. Step by step.

Ecco qui di seguito gli schemi che ho utilizzato durante l’esame. Alcuni li ho appresi da altre persone, altri invece me li sono costruiti autonomamente. Ad ogni modo spero che possano aiutarti.

Individua la tonalità

La prima cosa che devi fare è individuare la tonalità del dettato. Io mi ero preparato per questo esame da privato (allora si poteva ancora fare), e di conseguenza avevo sempre fatto le prove d’esame da solo. Quando mi sono ritrovato per la prima volta all’esame con altri 20 candidati, mi sono sentito disorientato. Nel momento in cui il professore ha fatto ascoltare la tonalità del pezzo, tutti hanno intonato la propria voce su quelle note.

Per me questo ha rappresentato un elemento di grande distrazione. Ero abituato a lavorare in solitudine, e in quell’occasione sembrava di essere in una gabbia di uccellini canterini dove ognuno cantava una cosa diversa. Quello di fianco a me intonava il La o il Si, quello dietro di me un’altra nota, e quello davanti a me ancora un’altra. Mi sono lasciato confondere da tutti questi fattori esterni, tanto da sbagliare la tonalità del brano e sbagliare la tonalità di un dettato significa commettere un errore gravissimo.

Perciò: concentrati cercando di non ascoltare gli altri. In realtà ci vorrebbe silenzio durante tutto l’arco della prova ma vedrai che ci sarà sempre qualcuno che ogni tanto inizierà a intonare con la gola delle battute. Come risolvere questo? Fallo anche tu. Intona senza paura ogni nota che vuoi, e se ne hai bisogno, tappati pure le orecchie per non sentire gli altri.

Fatta questa premessa, è il momento di capire qual è la tonalità. Quello che ti consiglio di fare è innanzi tutto capire se nell’accordo/arpeggio che ti suonerà l’esaminatore è presente o meno il “La”.

Se non è presente allora puoi escludere tutti quegli accordi che contengono il “La” (Re maggiore, Re minore, Fa maggiore, La maggiore, La minore).

Se senti che la nota “La” è presente nell’accordo, allora devi chiederti dov’è posizionata. Se al primo posto, al secondo posto o al terzo. Se il “La” è al primo posto sarà sicuramente o La maggiore o La minore (La-Do/Do#-Mi-La). Se è per esempio al secondo posto allora è l’accordo di Fa maggiore (Fa-La-Do-Fa). Se è al terzo posto allora si tratta o di Re maggiore o di Re minore (Re-Fa/Fa#- La -Re).

Ti consiglio inoltre di guardare questo video per riconoscere la prima nota dell’accordo partendo dal “La”.

Capire la nota di partenza del dettato

Una volta che abbiamo capito qual è l’arpeggio/accordo di tonica (per esempio Re maggiore), significa che la tonalità d’impianto del dettato è Re maggiore. A quel punto aspettati per il 99% dei casi che il brano parta con una delle 3 note dell’accordo, ovvero: Re, Fa#, La.

Se sarà il “Re”, sentirai una situazione di grande stabilità e riposo. D’altronde in tonalità di Re maggiore il “Re” è la tonica. Se partirà col “Fa” sentirai che questa nota tende a spingere verso il “Mi” e poi verso il “Re”, quasi per concludere. Se sentirai la prima nota “La”, allora non ci saranno problemi perché il “La” è il suono più semplice da individuare.

 

Fai un primo ascolto attento. Non scrivere nulla

Quando ti eseguono il dettato la prima volta per intero, non perderti nel cercare di scrivere ogni nota che senti. Appena ti fermi per scrivere qualcosa, finisci per concentrarti solo su quella sezione, perdendo tutto il resto. Tu ti fermi, ma la musica non si ferma. Credo che sia meglio avere una visione completa del dettato che avvantaggiarsi con una o due note scritte (magari anche sbagliate).

Cerca piuttosto di capire se il dettato modula. Se modula chiediti in che tonalità si spinge. Ricordati che la maggior parte dei dettati vanno verso una tonalità vicina e che quindi le possibilità sono limitate. Cerca inoltre di capire se la nota di inizio del dettato corrispondere a quella di fine. Se senti che è la stessa, allora questo sarà per te un grandissimo aiuto.

Avere la certezza della nota iniziale e quella finale, significa sapere bene da dove partire e dove arrivare.

Alcuni al primo ascolto cercano di capire il tempo. Non è sbagliato, anzi, ma è sbagliato fossilizzarsi solo su quello. Ho saputo di studenti che contano tutti i battiti, li sommano e poi li dividono per il numero di battute. Questo procedimento è troppo macchinoso e non c’è il tempo materiale per fare tutti questi ragionamenti. Personalmente credo che l’unico problema da porsi è se il tempo sia semplice o composto. Una volta fatta questa distinzione poi non devi fare altro che scrivere le note nelle prime due battute e vedere la somma dei valori. Se hai ottenuto una somma totale di 6/4, evidentemente si tratta di due battute da 3/4 ciascuna (e il tempo del dettato è 3/4).

Organizza una procedura

dettato

Solitamente hai 3-4 ascolti per ogni coppia di battute quindi sfruttali bene. Non cercare sempre di capire tutto ad ogni ascolto ma puoi per esempio dirti: la prima volta capisco solo l’aspetto melodico, la seconda volta solo quello ritmico e la terza volta cerco di capire il senso armonico.

Se cerchi di capire tutto e subito, rischi di sbagliare le cose più banali. Io ti consiglio di mettere prima tutte le teste bianche delle note (individuando solo le altezze). Poi al secondo ascolto, se ti accorgi che si tratta di semiminime o note più veloci li colori e ci metti le gambette (individuando i valori).

Altra cosa importante: fatti molte domande. Non stancarti mai di farti delle domande che confermino ciò che hai scritto. Le domande che puoi farti sono:

  • Ci sono due o più note uguali in questa successione? Se sì, trovale subito.
  • Ci sono note alterate?
  • C’è un passaggio cromatico?
  • Che intervallo ho scritto fra queste due note?
  • Questo intervallo che ho scritto assomiglia a qualche intervallo famoso di un brano di musica classica?
  • Questa nota che ho scritto di che armonia farebbe parte?
  • Ci sono terzine?
  • Il tempo è lineare?
  • Il brano è partito in battere o in levare?
  • Questa nota che ho scritto, corrisponde alla realtà?

Dalla mia esperienza ho notato che quando scriviamo una battuta errata, dentro di noi lo sappiamo già che lo è, ma speriamo in qualche modo che sia giusta. Ecco, quando hai quel presentimento, non aspettare che sia la commissione a dirti che è sbagliato, ma cerca di trovare tu la soluzione corretta prima di loro J .

L’armonia non è materia a parte

Non capisco perché nel percorso di studi tradizionale dei Conservatori, lo studio dell’armonia cominci solo dopo un certo anno (solitamente al 6° del vecchio ordinamento). È vista come materia così astrusa e complicata da non affrontare prima poiché non se ne possiedono gli strumenti di studio, come la conoscenza degli intervalli, degli accordi ecc…

Ma non è detto che non si possa cominciare lo studio dell’armonia a uno stadio di base sin da subito, anche solo per cercare di capire a orecchio la funzione che ha ogni singolo accordo e capire che sotto ogni melodia, seppure invisibile, c’è sempre un’armonia, e lo stesso professore che ha scritto il dettato per la prova d’esame ha pensato proprio a una data armonia. Per avere una visione più ampia del dettato, è bene domandarti su che tipo di armonia sia costruita quella battuta o parte di battuta.

Collega bene le battute

Il rischio dell’errore nel dettato è che se ne fai uno poi ne commetti una serie con effetto domino. Difficilmente ci si riprende a metà strada. Perciò è importantissimo assicurarci che prima di andare avanti sia tutto corretto.

In particolare ci interessa la prima nota delle nuove battute. Se ci suonano la coppia di battute “a+b” ripetute un tot di volte, poi ci suoneranno “a+b+c+d”, collegando la prima coppia di battute con quelle successive. In questa fase di collegamento la tua massima attenzione deve concentrarsi sulla prima nota di battuta “c”. Non ti interessa nient’altro. Per trovare le note restanti di battuta “c” e “d” hai tutti gli ascolti successivi. Se non prendi con certezza la prima nota, allora tutto il lavoro seguente risulta superfluo.

Riascolta il dettato

Una volta finite le 8 battute (o 12 dipende dai Conservatori), è il momento di riascoltare tutto il dettato da capo. In questa fase puoi trovare errori banali, per esempio ti accorgi che un intervallo è errato. Segnati con una matita il punto preciso dove hai sbagliato, poi ritornaci in un secondo momento. Se ti metti subito a sistemare quel punto finirai per perdere eventuali correzioni delle battute a seguire.

Pianosolo consiglia

9 COMMENTI

  1. Cristian grazie del tutorial un aiutino io ho dei temi da ricollegare agli intervalli ma durante i dettati i passaggi sono troppo rapidi e non riesco a identificarli qualche consiglio ? Non ho L esame domani ma tra un anno però sto lavorando ma non miglioro

  2. Ciao un aiutino io ho gli intervalli in testa ma durante i dettati sono troppo rapidi in sequenza te come facevi ? Dici che devo solo fare esercizio e avere pazienza ?

  3. Ciao un aiutino io ho gli intervalli in testa ma durante i dettati sono troppo rapido in sequenza te come facevi ? Dici che devo solo fare esercizio e avere pazienza ?

  4. Grazie!!!Bellissimo tutorial,io non capisco nulla di musica però sono la mamma di una aspirante pianista,frequenta il secondo anno al liceo musicale e deve affrontare un esame di certificazione in cui ci sarà anche il dettato. Ama la musica ma non ha l’orecchio assoluto e cominciava a deprimersi prima che le facessi leggere quello che Lei ha condiviso in internet…..speriamo in bene e grazie davvero

  5. Un ottimo tutorial molto utile agli allievi strumentisti dei conservatori,
    issm, e non solo.
    Complimenti al nostro Christian.

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