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Come leggere musica sul pentagramma

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Leggere le note sul pentagramma non è molto complicato quanto sembra. Basta conoscere alcune nozioni di teoria di base per entrare nel meraviglioso mondo della musica.

La musica è un linguaggio universale. Le stesse note che leggo e posso suonare io, le possono leggere e suonare un tedesco o un coreano. Imparare questo nuovo linguaggio può aprirti tantissimi orizzonti.

La prima cosa che devi sapere è che cos’è un pentagramma. Il pentagramma è un insieme di 5 linee parallele all’interno delle quali si creano 4 spazi.

pentagramma

Dal basso verso l’alto abbiamo:

 

  • Riga 1
  • Spazio 1
  • Riga 2
  • Spazio 2
  • Riga 3
  • Spazio 3
  • Riga 4
  • Spazio 4
  • Riga 5

 

C’è una parte del nostro corpo che ricorda la forma del pentagramma. Pensaci bene. Qual è quella parte del tuo corpo che ha 5 parti che fra di loro formano 4 spazi?

pentagramma mano

La mano! Se provi a posizionare la tua mano destra come in figura noterai che questa assomiglia molto al pentagramma. Fra le tue 5 dita si vengono a creare 4 spazi.

Le note musicali vengono inserite all’interno del pentagramma, quindi o sulle righe o negli spazi.

Le note musicali non sono altro che dei segni che rappresentano i suoni. Per rappresentare la loro durata si parla di figure. Esistono diversi tipi di figure musicali e a seconda della figurazione cambia la durata della note (il valore).

Quando si vogliono inserire delle note nel pentagramma senza dare loro una durata stabilita, si utilizza questo tipo di scrittura:

image005

Piccoli pallini neri posizionati o sulle righe o negli spazi.

Che differenza c’è per esempio tra la nota più bassa (prima riga) e la nota più alta (ultima riga)? Cambia l’altezza del suono. L’altezza è quella caratteristica che rende un suono grave piuttosto che acuto.

Le 7 note musicali

Come ben sai, le note musicali sono 7 e sono: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. Non dimentichiamoci però che esistono altri suoni che hanno lo stesso nome delle note che sono: Do# o Reb, Re# o Mib, Fa# o Solb, Sol# o Lab e infine La# o Sib. Quindi i suoni che tuoi puoi emettere non sono 7 ma 12.

Fatta questa precisazione, vediamo come riconoscere una di queste note sul pentagramma.

Un’ultima premessa da fare è essenziale: l’errore più comune è quello di pensare che sulla seconda riga ci sia la nota SOL. Questo è vero solo se siamo in chiave di Sol. Devi sapere che in musica esistono 7 chiavi musicali e in base a quale chiave di lettura viene inserita all’inizio del pentagramma saprai come leggere le note.

Oggi noi esaminiamo solo la chiave di violino detta anche chiave di Sol o chiave di canto.

image007

 

La chiave di violino è una delle chiavi più utilizzate. Molti strumenti utilizzano questa chiave, e attualmente si sta cercando di sostituire tutte le “chiavi antiche” con la chiave di violino e chiave di basso.

Perché si chiama “chiave”? Perché ti offre una chiave di lettura. Ogni chiave ti dice come decifrare le note all’interno del pentagramma. Ogni chiave è una lingua a sé. Immagina la chiave di violino come l’italiano, la chiave di basso come l’inglese, la chiave di baritono come il francese e così via. Ci sono 7 lingue da imparare, ma la principale, quella che ti dà le basi è l’italiano, ovvero la chiave di violino.

Vediamo quindi come sono disposte le note all’interno del pentagramma:

image008

In questa figura qui sopra, hai uno schema dei nomi delle note posizionate sulle diverse righe e nei diversi spazi. In rosso trovi sottolineata la seconda riga quella del Sol. Proprio sulla seconda riga nasce il “ricciolino” della chiave di Sol, e per questo lì c’è il Sol.

Man mano che si sale dal Sol si procede seguendo la scala musicale (Sol, La, Si, Do, Re ecc…), man mano che si scende dal Sol si procede in senso inverso (Sol, Fa, Mi, Re, Do, Si ecc…).

Sempre come riportato in figura, puoi notare che ci sono delle note al di sopra e al di sotto del pentagramma. Vediamo come si leggono queste.

I tagli addizionali

I tagli addizionali sono quei trattini posizionati sopra e sotto il pentagramma che ne rappresentano un prolungamento. Essendo il pentagramma formato solo da 5 linee, avremmo una gamma limitata di suoni, dal Mi al Fa (Mi, Fa, Sol, La, Si, Do, Re, Mi, Fa). Per ovviare a questa limitazione sono stati inventati i tagli addizionali che rappresentano dei prolungamenti immaginari del pentagramma, rendendolo così praticamente infinito come estensione.

Per esempio, sotto al primo rigo c’è un “primo spazio immaginario”, e sotto al primo spazio immaginario c’è una “prima riga immaginaria”. Sotto la prima riga immaginaria c’è una “secondo spazio immaginario” e così via. Solitamente si tende a non andare al di sotto dei 4 tagli addizionali.

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Per cominciare basta imparare anche fino ai primi due tagli addizionali. Solitamente è piuttosto raro incontrare note molto al di fuori nel pentagramma negli spartiti per principianti. Leggi l’articolo con la videospiegazione sui tagli addizionali.

I valori musicali

Fino ad ora abbiamo visto solamente le note sotto forma di piccoli pallini bianchi con contorno nero oppure interamente neri. Abbiamo detto che questo tipo di figura ci indica solo l’altezza della nota ma non la durata. La durata, oltre all’altezza, è il secondo parametro importante nella lettura. Conoscendo che nota è, e quanto dura, possiamo essere in grado di suonare qualsiasi spartito. Qui di seguito trovi la tabella dei principali valori musicali:

principali valori musicali

I valori sono dal più alto (la nota che dura di più) al più basso (la nota che dura di meno). Questi non sono ovviamente tutti i valori musicali ma sono soltanto i principali, quelli che troverai nei primi spartiti per pianoforte.

Il valore più alto è il 4/4. Cosa significa che una nota dura 4/4? Per cominciare possiamo dire che ¼ equivale ad un secondo, e quindi una nota che dura 4/4 dura 4 secondi. Ma in realtà non si tratta di un valore assoluto.

La durata di ¼ viene stabilita dal compositore inserendo le indicazioni di metronomo all’inizio del brano. Il metronomo è uno strumento che permette di stabilire in maniera oggettiva le proporzioni dei valori di ogni singola nota in modo tale che chiunque suoni quel determinato spartito, sa quanto deve essere la durata di ogni singola nota.

Le dinamiche

Fortunatamente lo spartito non è fatto solo da note e valori musicali. Uno spartito di musica classica è formato anche da altri segni in grado da far capire all’esecutore come rendere l’interpretazione di quel brano. I computer eseguono le note corrette con i valori corretti, gli esseri umani cercano di eseguire le note corrette, con delle durate variabili, con un’intensità del suono variabile.

Una delle caratteristiche del pianoforte, e lo dice la parola stessa, è quella di poter fare i suoni sia “piano” che “forti”.

In musica queste variazioni di intensità del suono vengono chiamate dinamiche. Spesso come sinonimo si utilizza anche il termine colori. Studiare un brano inserendo i colori significa studiare un brano inserendo le dinamiche. Un pezzo senza dinamiche è privo di colori, è una mera esecuzione meccanica. Le dinamiche danno, insieme al fraseggio, espressività alla frase.

Fogli pentagrammati vuoti

A questo link puoi trovare i fogli pentagrammati vuoti da stampare comodamente.

Esercizi di lettura

Imparare a leggere la musica sul pentagramma è un po’ come imparare a leggere una lingua nuova. Più esercizio fai e più capisci come funziona. Prova a ricordarti le prima volte in cui leggevi in inglese. Facevi una grossa fatica. Magari pronunciavi il “ph” ancora come “p” e non come “f”. Poi a furia di sbagliare, rifare, essere corretto dal tuo insegnante hai appreso la pronuncia corretta.

La stessa cosa funziona nella musica. In un primo momento ti ritrovi con una marea di nuovi segni da imparare, note posizionate in diversi punti del pentagramma, ma a furia di stare a stretto contatto con loro impari a conoscerle, fissando prima quelle che ti rimangono più in mente e poi pian piano tutte le altre.

Qui di seguito puoi scaricare 40 esercizi in chiave di Violino:

Scarica gli esercizi 1-20.

Scarica gli esercizi 21-40.

I pianisti leggono su due chiavi contemporaneamente. Utilizzano sia la chiave di violino che quella di basso. Utilizzano due chiavi differenti perché hanno due mani, una posizionata sul registro medio – acuto del pianoforte (mano destra), e una posizionata sul registro medio – grave (mano sinistra). Per evitare di inserire troppi tagli addizionali nella chiave di Sol è preferibile inserire la chiave di Basso.

Per imparare a leggere la chiave di basso, qui trovi il nostro videocorso.

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Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali condividendole sul web con articoli e video. Attualmente seguo il corso di laurea all'istituto G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

25 COMMENTI

  1. sono un settentenne,ho chiuso la mia attività pochi mesi fa – finalmente ho il mio tempo libero per dedicarmi a cio’ che ho sempre desiderato fare
    Ho sempre desiderato imparare a suonare, anche solo brani molto semplici, su una tastiera.-
    Ho acquistato un pianoforte elettr. YAMAHA CLAVINOVA CLP120
    Premetto che sto partendo da zero, se non da sotto….la volontà pero’ non mi manca.-
    da alcuni giorni sto seguendo le Sue video lezioni, che trovo molto intuitive ed accurate.-
    Spero di riuscire a combinare qualcosa di buono, Le faro’ sapere piu’ avanti
    Grazie per il suo impegno

  2. Ciao Christian, conosci Piano, di Bebu Silvetti e Corazon de niño di Di Blasio? Sarebbe bello se potessi suonarle per noi

  3. Ti ringrazio tantissimo per i tuoi video che sono molto chiari per me che sto cercando di suonare la pianola, volevo chiedere se le indicazioni di dinamica valgono anche per la pianola o solo per il pianoforte che ha i pedali.

    • Le indicazioni di dinamica possono essere eseguite soltanto da strumenti che possono realizzarle, quindi nel nostro caso o pianoforti acustici o pianoforti digitali con tasti semi-pesati o pesati.

  4. Complimenti vivissimi per la chiarezza dei concetti e soprattutto per la generosità nel condividere il tuo sapere . Utilissimo, grazie infinite 🙂

    Vanessa.

  5. Buon giorno Christian sono un sessantottenne, amo la musica ed ora avendo un poco di tempo da dedicare a me desidererei imparare a suonare il pianoforte: sarà un poco dura considerando che ritornare a studiare non si ha più la elasticità mentale di un giovane , ma spero di riuscirci.
    Voglio complimentarmi per la lezione di introduzione : molto semplice.
    Vorrei un consiglio: ho un pianoforte verticale , antico di radica modello tedesco comperato almeno 45 anni fa per arredare un ambiente della mia casa . Pianoforte che ha 2 tasti che non producono suono : dovrei farlo accordare o cosa mi consigli di fare?.
    Ti ringrazio se vorrai darmi una risposta tramite la mia mail e, ti auguro buona giornata.
    Roberto

    • Carissimo Roberto,

      grazie intanto di tutto. Per quanto riguarda la risposta alla sua domanda… Beh, dipende dal valore che da a quel pianoforte e in che stato è 🙂 . Se i tasti non producono suono non è colpa dell’accordatura ma significa che a livello di meccanica è successo qualcosa e quindi un tecnico esperto deve vedere l’interno del pianoforte per capire cosa è successo.
      In ogni modo un’accordatura una volta l’anno direi che è quasi d’obbligo 🙂

  6. Sono un settantenne ho sempre desiderato imparare la musica poi suonarla con uno strumento ,devo complimentarmi per la semplicità’ e la chiarezza con cui descrivi le note musicali ,quale strumento mi consiglieresti per incominciare a suonare? Saluti e grazie

  7. Ciao Francesco, grazie per i complimenti.
    Cerchiamo sempre di realizzare contenuti di facile comprensione e di estrema chiarezza. Questo articolo su come leggere la musica sul pentagramma è davvero molto completo. Se avete bisogno di altre delucidazioni noi rimaniamo a vostra disposizione.

  8. Ho 12 anni e grazie te Cristian mi sono appassionato alla musica ed ora ho anche una YAMAHA F50.Tutorial ben fatti e molto semplici.Grazie!

  9. Ho deciso di iniziare a suonare il pinoforte ed ho 50 anni. Le tue lezioni sono formidabili per chiarezza e non scoraggiano. Grazie per l’accuratezza delle tue lezioni che aiutano passo per passo.
    Saluti Rosario.

  10. Bravo anzi bravissimo,, sono un quasi ottantenne, amo la musica e seguendoti stò imparando tantissime utilissime cose, grazie mille e un abbraccio
    luciano

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