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Claudio Filippini Trio, Facing North (2013 Cam Jazz)

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Claudio Filippini Trio, Facing North (2013 Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 279 ratings

Claudio Filippini Trio, Facing North (2013 Cam Jazz)

Facing North_1

Nuovo trio, nuovo sound. Evoluzione, trasformazione, maturazione, affermazione. Il pianista Claudio Filippini rivolge lo sguardo verso nord e insieme a Palle Danielsson, storico contrabbassista che vanta Bill Evans e Keith Jarrett fra i grandi con cui ha suonato, e al giovane batterista finlandese Olavi Louhivuori, già affermatosi nel quintetto di Tomasz Stanko e nel trio del pianista Joona Toivanen, ci regala una registrazione in studio che ne conferma il valore artistico e la maturità come compositore.

Suoni del nord che uniti alla naturale attitudine lirica di Claudio Filippini creano un’atmosfera minimale, rarefatta ma estremamente lirica.

Filippini aveva già dimostrato di sapere agire con perizia sulla materia musicale nel suo “The Enchanted Garden” e in duo con Fulvio Sigurtà (“Through The Journey”), ma in “Facing North” va ancora oltre, un oltre ideale eppure concreto, a creare quella semplicemente può definirsi bellezza.

“…rivolto al nord, cercando quel punto che la bussola ci suggerisce quando perdiamo la strada, guardando oltre, puntando in alto…” scrive Claudio Filippini nelle note di copertina di “Facing North”, a chiarirci cosa rappresenti la ricerca per un musicista, quel movimento costante e necessario che non consente soste e attraverso la riflessione, l’esplorazione, l’autoanalisi, conduce a un perenne rinnovamento, all’atto creativo. Se poi a questa ricerca aggiungiamo una sensibilità straordinaria ecco, appunto, la bellezza. “Nothing to lose”, un brano di Henry Mancini, apre il disco, metaforicamente una partenza in cui nulla si lascia perché quello che abbiamo costruito non risiede in qualcosa di materiale, ma è parte di ciò che siamo e ci accompagna nel percorso.

Un cantabile leggero e arioso esalta il valore della melodia, cifra stilistica inalienabile di Filippini, una cantabilità che non viene mai meno neppure nei brani ritmicamente più definiti, ad esempio in “Scorpion Tail”, dove il contrabbasso di Palle Danielsson introduce con perfetta simmetria le cellule melodiche di Filippini, o ancora nel delicato valzer della title track. Una piccola suite quella di “Landscape”, un’architettura musicale contrappositiva, sospesa sui morbidi arpeggi del pianoforte iniziale, che sostengono il canto del contrabbasso a cui è affidata la linea melodica, con suggestioni orchestrali più che cameristiche, fino al repentino cambio di atmosfera quando la nuda voce del piano si fa avanti in accordi serrati per introdurre il tema vero e proprio del brano.

Non mancano le sorprese anche nella scelta di brani appartenenti ad altri ambiti musicali, come “God only knows” (Beach Boys) e “Chasing Pavements” (Adele), a conferma dell’interesse di Claudio Filippini per lo sviluppo di un personale cifrario da imprimere al testo musicale. “Embraceable you” dalla mente di George Gershwin al tocco di Claudio Filippini, che interviene sulla ballad con delicatezza e un coinvolgimento che trasmettono stupore ed emozione. Un lavoro in trio in cui equilibrio ed empatia sorreggono e sviluppano l’innato gusto dei musicisti coinvolti, in grado di dirci qualcosa di nuovo. Cosa è accaduto a Ludwigsburg nei Bauer Studios lo possiamo percepire in questa musica, una magica alchimia, che leggiamo anche nel racconto emozionato di Daniela Floris nel booklet del disco, parte importante di questa storia di musica, perché, come ogni storia di musica, prima della musica ci sono le persone che la fanno.

Sito Cam Jazz.

Tracklist

Nothing To Lose (D. Black/H. Mancini)/Scorpion Tail (C. Filippini)/Facing North (C. Filippini)/Landscape (C. Filippini)/Sonatina (C. Filippini)/Embraceable You (I. Gershwin/G. Gershwin)/God Only Knows (T. Asher/B. Wilson)/Chasing Pavements (A. Adkins/E. White)/Soaking and Floating (C. Filippini)/Modern Times (C. Filippini)

 

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