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Claudio Filippini, Overflying (2016 Cam Jazz)

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Claudio Filippini, Overflying (2016 Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 3 ratings

Claudio Filippini, Overflying (2016 Cam Jazz)

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Vitale e lirico, dinamico e poetico, prorompente eppure garbato, vola davvero alto il piano solo di Claudio Filippini che in “Overflying”, ultima sua fatica per Cam Jazz, opera un lavoro di sintesi di quello che è stato il suo percorso di maturazione artistica. Perché c’è davvero tutto il lessico di Claudio Filippini in queste 12 tracce, un mondo in divenire, un incessante movimento di ricerca, uno stato dell’essere che parafrasando scherzosamente lo stesso artista potremmo a ragion veduta avallare come “filippismo”.

Non esiste un’unica cifra linguistica in questi dodici brani, piuttosto abbiamo a che fare con dodici storie, ciascuna un microcosmo che Filippini racconta con dovizia di particolari e specifica ambientazione, legate dal filo rosso di una personalità musicale che nel tempo ha saputo rendersi inconfondibile.

Se c’è qualcosa che ci sembra ricorrere nel mood di Claudio Filippini è una certa attitudine al gioco inteso come uso dell’intelligenza al servizio della creatività. La duplicità di significato del verbo to play (giocare o suonare a seconda del contesto) diventa identità unica nell’attitudine del pianista. Filippini trasforma, plasma con facilità la materia musicale, se ne appropria, la fa sua e ce la restituisce in abiti nuovi.

L’abilità di manipolazione e riscrittura creativa di temi della letteratura pianistica classica emerge con chiarezza in quei brani per i quali i nomi di riferimento sono Sergej Prokofiev, Maurice Ravel, Ludwig van Beethoven, Domenico Scarlatti. Questa riscrittura non è mai in Filippini dissacratoria sfida alle regole, gratuita mescolanza sensazionalista, quanto piuttosto espressione di un interesse sincero che fa presto a trasformarsi in amore autentico e disinteressato.

Il testo classico concede volentieri spazio all’improvvisazione, rampa di lancio delle idee del pianista da cui si dipana sempre un filo narrativo di gusto e stilisticamente coerente con il contesto.

Le composizioni originali che Claudio Filippini ci regala in “Overflying” confermano questa sua vivida e prolifica creatività. La varietà di atmosfere e soluzioni compositive rende possibile la coesistenza del dinamismo ritmico di “Voilà” o di “Haze” con le ricercatezze armoniche di “Phantom Zone” o ancora con la tenerezza intimistica di una ballad originale come “Mentre dormi”, chiave segreta di accesso al mondo più personale di Filippini.

Overflying” è davvero un volo pieno di felici sorprese, un raid in solitaria in cui il pianismo di Claudio Filippini, con il suo controllo assoluto dello strumento, un fraseggio fluido e denso di spunti, un’attitudine poetica e garbata al canto e quella curiosità che sempre produce idee nuove, trova piena espressione di sé.

Un’anteprima di ascolto di “Overflying” è disponibile sul sito della Cam Jazz.

Tracklist: 1. Voilà; 2. El Noi De La Mare; 3. Haze; 4. Tales of the Old Grandmother – 2nd Mov.; 5. Phantom Zone; 6. K 135; 7. Impro K 135; 8. Le Tombeau de Couperin – Forlane; 9. Mentre Dormi; 10. Sonata n.14; 11. Impro Mozart/Beethoven; 12. Via Andante.

 

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