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Chopin improvviso fantasia op.66 (Spartito per pianoforte)

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Chopin improvviso fantasia op.66 (Spartito per pianoforte), 5.0 out of 5 based on 297 ratings

Non si tratta di un pezzo a 4 mani, ma di due mani che vanno per sei. Credo che quasi tutti voi conosciate questo pezzo, un improvviso chiamato “improvviso fantasia”, composto da Chopin nel 1834 per Julian Fontana, grande amico di Chopin. Se un amico mi avesse dedicato un capolavoro del genere, lo avrei ricompensato con così tante birre che sarebbe stato sbronzo a vita. E pensare che Chopin non voleva pubblicarla, perchè molto somigliante al “chiaro di luna” di Beethoven.

Per quanto riguarda l’analisi “Il pezzo, in tempo dimezzato, è caratterizzato lungo tutta la sua durata da un ritmo incrociato di gruppi di semicrome, in chiave di violino, e di terzine, in chiave di basso. Dal punto dei vista dei tempi l’improvviso si apre con un “Allegro agitato”, in cui un moto turbinoso alla mano destra scorre sull’accompagnamento in ondulato arpeggio della mano sinistra. Dopo un breve ponte di collegamento si apre l’oasi lirica della parte centrale, “Moderato cantabile”. Qui muta la tonalità, che passa al maggiore (Do Diesis Maggiore, scritta enarmonicamente in Re Bemolle Maggiore), e si infittisce la cura per la microdinamica che scende fin nelle sue più piccole sfumature, si generano inediti giochi timbrici, risaltano notevoli spunti melodici di delicata fattura. Con la ripresa, “Presto”, è ripetuto il materiale della prima sezione, ma con l’aggiunta di una coda che è un piccolo gioiello: attorno a un pedale di tonica ripetutamente ribadito al basso, si frange l’impetuoso incipit tematico. Nel curioso effetto di circuitazione, man mano perde spinta sino a rallentare visibilmente. Poi, come d’incanto, ricompare il tema lirico della parte centrale dell’improvviso, ma per aumentazione, ossia con i valori ulteriormente allargati e di nuovo in Do Diesis Minore. Un ricordo che è un’immagine di sollievo e speranza, un rasserenarsi di tinte dopo la tempesta.”

Suonare questo pezzo, per alcuni di voi come per me, sembrerà pura fantasia. In fondo pensandoci bene, è impossibile ripetere la perfezione! Ma su alcuni forum, invece, come quello di musica-classica.it, si danno anche alcune dritte su come impararla:

Chuan C.Chang, nel suo libro “I fondamento dello studio del pianoforte”, a proposito dello studio a mani unite, esamina questa composizione di Chopin.
“Questa composizione può sembrare impossibile da imparare, se non si hanno buoni metodi di studio.
L’euforìa di essere improvvisamente in grado di suonarla è impareggiabile.
La maggior parte degli studenti in difficoltà non riesce a iniziare e questo ostacolo crea un blocco mentale che fa dubitare della propria capacità di suonare”
L’Autore propone quindi il metodo giusto da seguire: iniziare a studiare anzitutto A MANI SEPARATE,senza pedale, dapprima lentamente, quindi, sempre a mani separate, aumentare la velocità , fino a suonare a memoria senza errori a velocità finale.
Questo richiederà molti giorni di esercizio. Evitare assolutamente di tentare di suonare a mani unite : questo errore di metodo comprometterà lo studio successivo.
Quando ciascuna mano è in grado di eseguire con sicurezza la propria parte, si può iniziare lo studio a mani unite. Meglio iniziare con la seconda metà della misura 5, dove la destra entra per la prima volta. Il modo più facile per imparare a suonare una terzina contemporaneamente a quattro sedicesimi è di farlo a velocità all’inizio, non rallentare per scoprire dove deve andare ogni nota, perchè ciò introdurrebbe delle discontinuità ostiche da eliminare più avanti.
Prima si suonino le sei note della sinistra senza fermarsi, poi si cambi mano e si faccia lo stesso per le otto note della destra.
Inizialmente è solo necessario far corrispondere con precisione le note iniziali, senza preoccuparsi se le altre non sono così giuste. Ripetere molte volte.
Siccome quasi tutta la composizione è fatta di cose come il segmento appena studiato, ripaga studiarlo bene finchè non si è soddisfatti. Poi, si cambi velocità, molto veloce, poi molto lentamente. si scoprirà che veloce non significa necessariamente difficile e lento non è così facile.
Si ripeta la stessa procedura per la prima metà della misura 5. Si uniscano poi le due metà. Ora si dovrebbe essere in possesso di tutti gli strumenti necessari per imparare da soli il resto della composizione, una battuta alla volta, one by one.
Io ho seguito pedantemente tutte le istruzioni sopradescritte e vi posso garantire
che questa composizione, che prima pareva impossibile per me, ora la trovo abbastanza facile. A mani unite non ho ancora raggiunto la velocità che mi riesce a mani separate, ma ci sto arrivando, con calma e costanza.

Quindi se con calma e costanza volete mettervi sotto… non vi resta che scaricare lo spartito e iniziare a suonare. Scarica l’improvviso fantasia op.66

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5 COMMENTI

  1. E’ un capolavoro , io ho 15 anni e dopo un profondo studio sono giunto al finale, ora però prima di concludere devo fare una revisione generale del pezzo a mani separare

  2. Il mio italiano è molto cattivo … ma … romantico Chopin allo stato puro, sublime. Ancora una volta, grazie per questo dono. Volevo dire a voi nella vostra lingua … ma la musica, come mio padre, un violinista, è la lingua universale

  3. incredibile la spiegazione che hai dato!!!!……..enorme penso sia la soddisfazione nel riuscire ad eseguire il pezzo….ferdinando.

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