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Charles Rosen, Le sonate per pianoforte di Beethoven (2008, Casa editrice Astrolabio)

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Charles Rosen, Le sonate per pianoforte di Beethoven (2008, Casa editrice Astrolabio), 5.0 out of 5 based on 286 ratings

Se c’è qualcosa di veramente straordinario per il nostro strumento, queste sono proprio le sonate per pianoforte di Beethoven.
Ogni sonata ha una sua storia, ha dei colori differenti, ti trasporta in un paesaggio diverso, così diverso che non possiamo pensare di addentrarci in una sonata di Beethoven senza una guida.

Questa guida ce la dà Charles Rosen con “Le Sonate per Pianoforte di Beethoven”.

Rosen ha la capacità di proiettare il lettore direttamente nell’incandescente fucina creativa di un compositore come Beethoven, di rievocare il musicista all’opera nel suo laboratorio, di mostrarci i suoi attrezzi, le sue strategie compositive, il montaggio della forma, il mistero del gesto creativo, il senso profondo delle più minute sottigliezze. (Copertina)

All’interno di questa guida, non troviamo solamente dei consigli pratici in merito alle sonate di Beethoven, spesso l’autore fa riferimento anche ad altri grandi compositori come Mozart, Haydn, e prende in esame anche alcune loro opere per rendere ancora più chiaro il concetto esposto all’interno di quel capitolo.

Nella prima parte del libro, sono affrontati molti aspetti tecnici delle sonate di Beethoven e come andrebbero eseguite secondo il compositore tramite numerosi esempi. Si parla perciò di fraseggio, legato, staccato, tempo, agogica, pedali, trilli e abbellimenti vari.

Queste sono tutte nozioni preliminari per poi poter finalmente affrontare le sonate di Beethoven nella seconda parta del libro (p.139).

Le sonate sono state trattate in ordine progressivo, e sono state esaminate nel dettaglio. Un esempio? A pagina 191 Rosen tratta la Tempesta di Beethoven, col famosissimo movimento finale.

Hai mai fatto caso che nella parte del Tenore c’è sempre un La ribattuto? Questo serve a dare un impulso sincopato al ritmo e gioca un ruolo importante anche più avanti nel movimento.

Rosen spiega che questo ultimo tempo deve essere staccato non troppo veloce altrimenti questo “La” non sarebbe percepibile se non sforzandolo. Prendendo invece un tempo più comodo, il “La” ostinato viene percepito dall’orecchio anche senza alcuno sforzo da parte dell’esecutore.

La convinzione che un perpetuum mobile debba necessariamente essere rapido è responsabile di sforzi mal diretti per velocizzare questo brano.

Questo era solamente uno dei tantissimi consigli presenti in questo libro riguardo alle sonate. È un libro ben fatto, di circa 300 pagine, con allegato uno splendido cd. Nel cd sono contenute moltissime tracce, e in ogni traccia c’è l’esecuzione di un esempio inserito all’interno del libro.

Una pecca fondamentale, se così vogliamo definirla, è data dalla mancata corrispondenza degli esempi con le tracce del cd. Sia gli esempi che le tracce vanno in ordine e quest’ordine è semplice da seguire finché siamo sulle prime pagine del libro. Ma se apriamo il libro a pagina 135, e vogliamo capire come si esegue quella data sezione, dobbiamo prendere il cd ed ascoltarci tutte le tracce? Sarebbe stato comodo invece avere un rimando nel testo che indicasse il numero della traccia da ascoltare.

prezzo: €25,00-30,00

pagine: 279

Consigli l’acquisto: Si

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Sono un pianista a tempo pieno. Adoro condividere le mie esperienze musicali condividendole sul web con articoli e video. Attualmente seguo il corso di laurea all'istituto G.Puccini di Gallarate e insegno pianoforte a coloro che intendono cominciare quest'avventura.

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