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Cesi – Marciano n.26 – Minuetto – Giovanni Rinaldi

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Cesi - Marciano n.26 - Minuetto - Giovanni Rinaldi, 5.0 out of 5 based on 285 ratings

Cesi – Marciano n.26 – Minuetto – Giovanni Rinaldi

Spartito: scarica lo spartito del Cesi – Marciano n.26 qua.

Tonalità: il brano è in Fa maggiore. Ciò vuol dire che in chiave c’è il Sib. Ogni Si che si incontrerà all’interno dello spartito sarà bemolle.

Tempo: 3/4. Il tre quarti è il classico tempo di Valzer. Ogni battuta è composta da 3 unità di tempo (tre seminimine), e l’accento va posto sulla prima nota della battuta. Quindi la prima nota di una battuta dovrà essere leggermente più forte rispetto alle altre. Per ogni battuta bisogna contare fino a 3.

Posizione delle mani: la mano destra è posizionata con il 2 sul Do5 mentre la sinistra con il 5 sul Fa3.
Per quanto riguarda la diteggiatura non ci sono passaggi particolari, tranne quello della battuta n. 11in cui la destra cambia il 5 col 2 sempre sul Do4.
Lo stesso problema si ripresenta poi nella battuta n.22

Attenzione a…: per eseguire questo brano, fondamentale per la crescita dell’allievo, ci vuole una buona coordinazione. Infatti, per quasi tutta la durata del pezzo, la sinistra suona note staccate mentre la destra suona note legate con vari fraseggi.
Il fraseggio è complicato perciò va analizzato battuta per battuta.

Partiamo dal tema composto da 3 sedicesimi e 2 crome. Queste 5 note sono legate mentre le due crome a seguire sono portate e le 4 semicrome dopo sono legate. Nella battuta n. 6, la mano destra suona crome ben divise a 2 a 2, così come nella 8 e nella 10.
Nella seconda pagina bisogna fare molta attenzione, il fraseggio non è molto spontaneo perciò bisogna cercare di capirlo.

Nella battuta n.16 ci sono 3 semiminime. Le prime due sono legate mentre la terza è sospesa da tutto il contesto. Infatti nella battuta successiva ci sono le altre due note legate. Mi raccomando di tenere il Fa per la durata di ¾ nella battuta n.17.

Nella battuta numero 18 c’è il Fa da ¼ che è legato con la croma successiva perciò l’ultimo Re dura solo una croma ed è veloce. Fai ovviamente attenzione a tutti i vari cambi di dito che vanno rispettati per un migliore risultato.

Qualche battuta dopo riprende tutto il tema iniziale che già conosci.

Video tutorial del Cesi – Marciano n.26 – Minuetto – Giovanni Rinaldi

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6 COMMENTI

  1. La domanda che voglio fare, però, non è molto interessante.
    Sullo spartito che ho scaricato da questo sito, ho notato che alla fine del quarto rigo vi è il segno del ritornello. Quindi bisognerebbe tornate da capo. La stessa cosa vale per l’inizio del quinto rigo, che è richiamato come ritornello dalla fine della sesta riga della seconda pagina. Ma nella esecuzione da voi proposta e su tante altre seguite su YouTube, detti ritornelli non sono rispettati affatto. Come mai? Forse per una esigenza o un obbligo di brevità, oppure è un errore dello spartito?

    • Ciao Pasquale! Figurati! Sappi che i segni di ritornello non vengono quasi mai rispettati! Figurati, non lo fanno nelle sonate di Beethove, lo fanno nella sonatina di Kulau? Farli ovviamente sarebbe il modo giusto, ma per motivi anche di tempo (come giustamente dici) si saltano..

      Spero di essere stato esaustivo nel risponderti

  2. Caro Cristian. Non so se mi comporto bene ad approfittare della tua cortesia per chiederti ogni tanto qualche chiarimento. Il fatto è che ho ripreso a studiare il pianoforte dopo una interruzione di circa trent’anni, e non godo dei consigli e dell’assistenza di un insegnante. Però verrei comunque fare le cose per bene e studiare con ogni possibile precisione.
    Ho preso la decisione di studiare”possibilmente a memoria” la sonatina 55. N. 1 di Kuhlau, perché penso che per un principiante sia un brano molto interessante da dover studiare assolutamente, in quanto la mano destra è molto impegnata in scale diatoniche e cromatiche che richiedono una certa brillantezza e uno sforzo di memoria.

  3. Volevo fare una domanda.
    Nei brani del Cesi-Marciano, non c'è mai il pedale?
    Non ho visto lo spartito degli ultimi due presentati, ma i precedenti sono tutti senza pedale. Eppure, in altre edizioni, il pedale c'è, anche se non in tutte le battute, (tipo la sonatina in G di Baethoven).
    Come mai, il pedale non è importante?

    • Ciao Pasquale, provvederemo a mettere gli spartiti anche di questi ultimi brani.
      Per quanto riguarda il pedale…Beh, questo devo dire che è piuttosto trascurabile, pe rlo meno in questo volume!

      tieni conto che quì l'allievo è ancora all' inizio e, inserire il pedale così precocemente può mandarlo facilmente in tilt, perciò è meglio evitare e sviluppare bene la legatura di mano e non quella di pedale! 😉

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