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PianoSolo – Spartiti gratuiti per pianoforte, lezioni di piano e suggerimenti per imparare velocemente

Blog sul pianoforte, news e informazioni sul mondo delle 88 note. Centinaia di spartiti musicali da scaricare gratis, lezioni e suggerimenti di tecnica pianistica per suonare facilmente. Di Giulio Cinelli e Christian Salerno

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Come pulire il pianoforte

Uno dei nemici principali dei pianoforti è la polvere. Ma sono davvero in pochi coloro che si preoccupano di eliminarla. Eppure, oltre che ad essere brutta da vedere, questa aiuta molto a deteriorare lo strumento, e perciò bisogna eliminarla. Ma, come bisogna pulire il pianoforte?

Esistono degli spry appositi ma non tutti hanno la possibilità di comprarli (infatti la maggior parte di questi sono riperibili solo in Internet), perciò oggi ti dico come poter pulire il tuo bel pianoforte nero laccato senza lasciare alcune conseguenze negative sul tuo strumento.

Per prima cosa, sappi che non fare è meglio che fare. Cioè, se non sai come pulire il tuo strumento, non farlo, perchè facendolo potresti solo peggiorare la situazione. Se seguirai questi consigli riportati quì di seguito non avrai alcun rischio.

C’è chi dice che bisogna usare la cera d’api per il legno, c’è chi dice che basta un semplice panno, ma in realtà queste non sono le soluzioni migliori. Se la cera d’ api non si sà stendere bene, si rischia di lasciare aloni irreversibili, mentre passare un semplice panno, non fa altro che spostare la polvere, non la toglie, anzi, molto spesso il panno perde dei pezzi che si vanno a depositare sul tuo pianoforte.

Perciò quello che devi fare è: fare una prima passata con un panno di microfibra leggermente umido (o in alternativa una spugnetta umida ben strizzata) in modo tale da assorbire tutta la polvere, non ti preoccupare se troverai dopo questa passata delle piccolissime goccioline d’ acqua sul tuo strumento, queste andranno via da sole, o alla seconda passata. La seconda passata invece, và effettuata con un panno asciutto, in modo tale da assorbire le goccioline restanti ed eliminare la polvere restante. Ed ecco il tuo bel pianoforte come nuovo!

Se invece desideri pulire i tasti, non mettere assolutamente nemmeno una goccia d’ acqua su di questi ma è sufficiente passare anche solo un panno completamente asciutto.

Suonare le doppie note

Le doppie note si incontrano molto spesso in musica classica. Le si incontrano sin da subito. Dalle Ariette di Mozart, ai minuetti e sonatine di clementi, da Bach, alle sonate di Beethoven, da Chopin a Listz. Tutti ne facevano uso indistintamente. Queste infatti sono capaci di aumentare l’ intensità del suono oltre che a trasformare il ” colore ” del brano. Pensiamo alla magnifica introduzione di   Claire De Lune di Debussy, sicuramente non si avrebbe avuto lo stesso magnifico effetto se, al posto delle terze, avrebbe usato solo la nota superiore. (continua…)

Per leggere tutte gli appuntamenti del Diario del Neofita. Lista aggiornata in tempo reale:

F.Chopin – Valzer / Mondospartiti

Salve a tutti, in questo articolo vi recensisco un libro di spartiti di cui si è parlato in uno scorso articolo di Christian, quello sul tutorial del Valzer op.69 n°2 e quindi il libro dei 19 Valzer di Frederic Chopin.

In questo articolo vedremo le varie edizioni possibili, mettendole a confronto sia per l’efficenza, che per la qualità, che per il costo, che per l’uso che ne si vuole fare. (continua…)

In questo magnifico post di qualche tempo fa, Giulio aveva postato questo magnifico Valzer di Chopin (dove potrete trovare lo spartito da scaricare).

Sicuramente uno dei Valzer più noti e di conseguenza uno dei più studiati. Dato che molti studenti si avvicinano a chopin tramite questo Valzer (che infatti è anche inserito nella raccolta “Il mio primo Chopin“), ho deciso di creare un Tutorial suddiviso in 3 parti (come 3 sono le parti che compongono il pezzo), che spiegasse come eseguire certe note, l’ interpretazione da dare, e quali le differenze con le altre edizioni. Inoltre nei passaggi complicati ho sottolineato la diteggiatura, a volte cambiata per semplificare l’ esecuzione.

Video Tutorial n.1/3

In questo video ho introdotto il valzer e spiegato la prima parte (la prima pagina).
(continua…)

Scoprire il nostro stile

StileOgni pianista ha un suo compositore preferito, per esempio Gold prediligeva Bach e quindi fu presto etichettato come l’esecutore di Bach. I nostri gusti sono personali e quindi ci appassioneremo a compositori diversi: se siamo bruti e con tecnica rude allora saremo più portati a Beehtoven, se abbiamo un tocco delicato e fine allora siamo più portati per Chopin, se ci piace l’organo o il clavicembalo e il suono staccato allora saremo più portati verso Bach.

Molti pianisti però sono dell’idea che è sbagliato “etichettare” un pinista perchè per esempio Gold non sa suonare solo Bach.
E’ vero non sa suonare solo Bach, ma Bach lo interpreta in una maniera divina.
Io penso che non basti un’ intera vita per cercare di capire e quindi di “imitare” lo stile di un grande genio come Beethoven, perciò non ci si può addentrare in tutto. Non si può suonare tutto il repertorio classico e quello contemporaneo. E’ matematicamente impossibile. Perciò già conoscere tutte le opere per pianoforte di Listz è un impresa, come si può pensare poi di specializzarsi su di un’altro genio?

E’ anche gratificante penso dopo avere speso gran parte della propria vita dietro ad un compositore, ad essere visto come colui che eccelle in Liszt (in questo caso).
Non si può suonare Listz nello stesso modo in cui si suona Beethoven.
Ciò vorrebbe dire creare 2 stili diversi di suonare. Cambiare stile vuol dire spendere tanto tempo nel cambiare atteggiamento al pianoforte. Questo tempo “perso” nel cercare un nuovo stile non sempre viene ricompensato perchè il più delle volte non ci si riesce. Allora perchè non rimanere su un compositore in particolare e ottimizzare quel determinato stile?

Crearsi uno stile: Per crearsi uno stile bisogna sottolineare vari fattori. Bisogna capire ciò che ci piace di più. Siamo amanti del rubato ? ci piace il tocco fine? ci piace fare il crescendo solo nella parte finale della battuta anzichè dall’inizio come fanno tutti? ci piace usare pochissimo pedale?
Perfetto, capito ciò che ci piace…lo applichiamo!
Così avremo uno stile di un pianista che suona col tocco leggero, che usa poco pedale ma che ama il rubato e che usa il crescendo nella parte finale della battuta. Questi indicatori indicano che siamo più indirizzati nell’eseguire Chopin, bisogna solo aggiungere più pedale. Ecco trovato il nostro compositore che ci è più congeniale!

CoupleKiss“Baciami, più volte, come se questa notte fosse l’ultima volta”

…non è un caso che la celebre canzone “Besame mucho” nasca dal desiderio di un bacio.
Tutto questo non a caso:  l’autrice Consuelo Velazquèz, infatti, nata il 29 agosto del 1916 nello stato messicano del Jalisco, dichiarò infatti di aver composto la canzone all’età di 25 anni, quando non aveva ancora ricevuto un primo bacio!
Certo, questo dà l’aria di essere tutto fuorchè un bacio dolce e fuggevole: la canzone venne registrata nel 1941 e fin da subito iniziò ad essere la colonna sonora d’amore per eccellenza, prima di tutto come tema musicale di molte coppie separate dalla Seconda Guerra Mondiale. Il bacio in questo caso visto come sigillo ad una relazione difficoltosa, ostacolata dalla distanza o dalle circostanze del periodo cui si appartiene…

Parlando di baci…

Vi siete mai chiesti se anche il bacio ha una sua storia?
Spulciando quà e là ho trovato qualcosa che potrebbe soddisfare qualche piccola curiosità a riguardo. Il bacio, quello amoroso, dicono che risalga già dall’antica preistoria; i latini invece suddividevano il bacio in tre categorie ben distinte: “Osculum” è il bacio del rispetto, “Savia” sono i baci della libidine e degli amori e “Basia” quelli dell’affetto.
Isidoro da Siviglia ci spiega come l’osculum sia da attribuire come bacio dato ai figli, il basium alle mogli e il savium alle prostitute (dunque rispettivamente bacio di carattere familiare e affettivo, amoroso e infine puramente in contesto erotico).

(continua…)

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Il Clavinova Yamaha

Quasi tutti noi abbiamo iniziato a studiare il pianoforte con una tastiera. All’inizio può anche andare bene ma poi ci accorgiamo che abbamo la necessità di un pianoforte.

Oggi giorno di pianoforti in giro se ne trovano tantissimi di tutti i modelli e di tutti i tipi.
Solo che per prendere un buon pianoforte solitamente la cifra si aggira sui 4000-5000 euro e non tutti hanno questa posibilità.

Allora come proseguire gli studi? Le soluzioni fondamentalmente sono 2:

1) Comprare un pianoforte a muro usato.

2) Comprare un Clavinova.

Se decidete di usare la prima è a vostro rischio e pericolo. O conoscete bene il venditore, e sapete come ha trattato il pianoforte, da quanto tempo lo possiede ecc.. oppure è meglio lasciar perdere perchè talvolta i difetti di un pianoforte li si notano solo col tempo.

La seconda opzione, quella che ho scelto io, mi sembra molto più valida. Il Clavinova.

Per chi non lo sapesse, il clavinova è un pianoforte digitale (va a corrente) della Yamaha.

E’ il migliore dei pianoforti digitali. Infatti il mio primo acquisto è stato questo pianoforte al prezzo di 1800 euro (non è poco ma nemmeno tanto per quello che vale!). Ora elencherò una serie di vantaggi e svantaggi del pino digitale rispetto ad uno meccanico:

Vantaggi: costa di meno, possiede una grande qualità del suono (registrato da un grancoda), offre la possibilità di cambiare suoni (quindi provare a sperimentare, a sovrapporre suoni e a suonare i pianoconcerti!), ci sono molte basi per accompagnamento, dotato di metronomo interno (che ha anche la opzione dei tempi ternari), è facilmente smontabile,è possibile regolare l’intensità del suono (spesso se non si vive in una casa indipendente oppure se non si ha avuto modo di isolare la camera del pianoforte, abbassare semplicemente il volume è la soluzione migliore), possiede 3 pedali, non ha bisogno dell’accordatura ogni 3 mesi come un pianoforte meccanico.

Difetti: è delicato (nel senso che il clavinova non è adatto per essere smontato e portato in giro a fare concerti i sobbalzi in strada spesso finiscono per rovinarlo), qundo si suonano gli autori più virtuosi che usano molto le ottave, spesso capita che si va a toccare con qualche mignolo per sbaglio su dei pulsanti (per esempio quello dei suoni, così la nostra sonata per pianoforte diventa una serenata per sax! ihih) , coloro che hanno l’orecchio più sensibile e raffinato potranno notare “l’errore” presente dal passaggio dai bassi al registro medio-alto, in particolare il passaggio dal Sol3 al La3 (magari così non si sente ma se provate a suonare la scala di do,con estensione di un’ottava sulla 3^ ottava,noterete come il timbro del do,re,mi,fa,sol sono completamente diversi dal la,si,do ecc.. , impossibilità di fare i “glissando” (infatti se provate, oltre che a non riuscirci, vi farete anche male).

Per riassumere, il Clavinova non è il pianoforte perfetto, come avete visto, però è perfetto invece per iniziare lo studio del pianoforte. Se tornassi indietro lo rifarei. Inoltre i tasti del Clavinova sono pesati come un normale pianoforte, forse la meccanica è un pò più leggera, ma sono sottigliezze.

Voto… 3/5!

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