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Caraglio International Piano Competition 2016

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Caraglio International Piano Competition 2016

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Il palcoscenico di un concorso internazionale rappresenta un’importante prova nella quale molti studenti decidono di cimentarsi almeno una volta nella vita.

Ad animare questo desiderio di confronto ci sono numerosi e differenti fattori che variano a livello individuale ma che hanno come comune denominatore il desiderio di mettere in campo le proprie qualità, quelle acquisite con lo studio, e trovare un’occasione di incontro con un pubblico vero.

Quest’anno a Caraglio, un piccolo comune in provincia di Cuneo, dal 15 al 18 dicembre 2016 si svolgerà la Caraglio International Piano Competition, un’iniziativa che coniuga alla mission prioritaria di divulgazione della cultura musicale proprio il desiderio di offrire ai giovani un’opportunità di salire su un palcoscenico e suonare davanti a un pubblico reale e a una giuria di artisti accuratamente selezionata. Organizzato dal Comune di Caraglio e dall’Associazione Musicale “Alfred Cortot”, il concorso giunge quest’anno alla sua settima edizione.

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Tra le peculiarità del concorso segnaliamo che la scelta dei giurati è ricaduta su eccellenze del pianismo internazionale che si sono distinte in passato in competizioni di rilievo e che hanno all’attivo carriere concertistiche di prestigio. I nomi sono noti al pubblico della classica: il presidente Roberto Plano è stato vincitore della Cleveland Piano Competition, Giuseppe Andaloro ha vinto il Busoni, Lorenzo Di Bella ha conquistato il primo premio all’Horowitz International Piano Competition, Sofia Gulyak è risultata vincitrice della Leeds International Piano Competition e Simone Pedroni del Van Cliburn. Ma al di là dei nomi e del valore artistico insito in essi, si tratta di artisti che hanno vissuto l’esperienza della partecipazione a un concorso, dunque in grado di comprendere i processi e i percorsi che stanno dietro a una competizione e sviluppare un rapporto reale con i candidati.

Un’occasione unica dunque per quanti desiderano cimentarsi in questa prova.

Il concorso è suddiviso in tre sezioni:

SEZIONE 1 – Pianoforte Solista
SEZIONE 2 – Pianoforte a 4 mani
SEZIONE 3 – Premio di Esecuzione Pianistica “Città di Caraglio”

Ogni sezione è articolata secondo differenti fasce di età. Non è prevista una prova di ammissione.

La scadenza per la presentazione delle domande di ammissione è fissata al 2 dicembre 2016.

Il regolamento e le iscrizioni sono sul sito di Caraglio International Piano Competition.

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In un’ottica di condivisione del comune obiettivo di divulgazione della cultura musicale e di stimolo allo studio dello strumento pianoforte, Pianosolo è lieto di annunciare che per questa edizione 2016 sarà media partner di Caraglio International Piano Competition.

Per comprendere meglio lo spirito di questa iniziativa abbiamo intervistato Paola Del Negro, direttore artistico del concorso, a sua volta pianista e docente.

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Paola Parri: Dal 15 al 18 dicembre si terrà la settima edizione della Caraglio International Piano Competition di cui lei è direttore artistico.

Qual è la finalità di questo concorso?

Paola Del Negro: Il Concorso ha lo scopo di promuovere e divulgare la cultura musicale e di incoraggiare i giovani allo studio della musica. Per i musicisti ogni occasione per esibirsi e per confrontarsi non può che essere un’esperienza positiva, se vissuta nella giusta maniera. La speranza e l’obiettivo principale sono quindi volti ad offrire a più o meno giovani pianisti la possibilità di farsi ascoltare esibendosi su un palcoscenico, di suonare su un meraviglioso pianoforte (anche quest’anno avremo il Grancoda Fazioli), di poter ascoltare altri musicisti provenienti da molte città italiane e straniere e di farsi giudicare da una commissione di grandi professionisti.

A chi si rivolge?

Il Concorso è suddiviso in 3 sezioni principali: la Prima Sezione prevede 6 categorie organizzate in base all’età dei concorrenti (nella categoria dedicata ai più piccoli abbiamo avuto nel corso degli anni anche iscrizioni di bambini di soli 4 anni) fino ad arrivare all’ultima categoria, la Artist, che non prevede limiti di età. La Seconda Sezione è invece dedicata al Pianoforte a 4 mani e in questo caso i concorrenti vengono suddivisi in categorie a seconda dell’età media del duo. La Terza Sezione è dedicata poi al Premio di Esecuzione Pianistica “Città di Caraglio”, aperto a tutti i pianisti italiani e stranieri senza limiti di età. Il Premio si articola in 2 prove, la Prova Eliminatoria con programma libero di 20 minuti e quella Finale con programma libero di 40 minuti. Il Primo Premio di questa Sezione si aggiudicherà un premio in denaro pari a 3000 euro e 3 concerti offerti dagli Amici della Musica di Busca (CN), dall’ENDAS di Varese per la Rassegna “Giovani Talenti alla Ribalta” e dall’Associazione Kymbala per la Rassegna “FestivalFlorio” (TP). Sono previsti altri premi in denaro e non solo; durante la serata finale del 18 dicembre verrà inoltre assegnato il Premio del Pubblico.

È richiesto un livello minimo di preparazione musicale?

I programmi sono liberi per tutte le Sezioni e Categorie. Si richiede soltanto che i brani siano eseguiti nella forma originale, non sono infatti ammesse facilitazioni o trascrizioni non pubblicate. È richiesta inoltre l’esecuzione a memoria per i candidati della Sezione 3.

È prevista una selezione per l’accesso alle prove del concorso?

Non sono previste selezioni. I pianisti interessati possono visionare il regolamento alla pagina www.caragliopianocompetition.org dedicata al Concorso ed iscriversi direttamente da questo sito.

Nella giuria spiccano nomi di rilievo del pianismo internazionale. Vuole illustrarci brevemente chi sono gli artisti chiamati a valutare le esibizioni dei candidati?

Dallo scorso anno abbiamo fatto una scelta coraggiosa che va controcorrente rispetto a quello che succede normalmente nei Concorsi, sia nazionali che internazionali: abbiamo deciso di invitare in commissione pianisti che avessero nel loro palmarès la vittoria in un grande Concorso Internazionale. Questo perché puntiamo ad una giuria di prestigio che allo stesso tempo abbia un forte legame con i concorrenti: una giuria che abbia vissuto le emozioni che vivranno i candidati durante il concorso, e che dai concorsi abbia ricevuto una spinta importante per lo sviluppo della propria carriera, così come auguriamo accada ai nostri candidati. Quest’anno, e lo dico con grande soddisfazione, abbiamo messo insieme pianisti italiani e non che sono riusciti a raggiungere il gradino più alto di alcuni fra i Concorsi più importanti al mondo: Cleveland, Busoni, Horowitz, Leeds e Van Cliburn. Roberto Plano, Giuseppe Andaloro, Lorenzo Di Bella, Sofya Gulyak e Simone Pedroni… una commissione davvero unica di cui siamo estremamente fieri e che ringraziamo per aver accettato il nostro invito.

Credo che la scelta della giuria sia fondamentale per il prestigio e la serietà di un Concorso e credo anche che per gli stessi candidati sia più gratificante ottenere un premio se giudicati da veri professionisti.

A parte i premi in palio, in generale quali sono a suo parere i benefici che un giovane artista può trarre dalla partecipazione un concorso?

Credo che i concorsi possano essere delle belle occasioni, come dicevo prima, per esibirsi e confrontarsi. Non è facile, purtroppo, per un giovane musicista trovare uno spazio che gli permetta di mettersi in gioco, di dimostrare il proprio valore, di suonare per grandi musicisti e di poter avere un loro giudizio.

Lo spirito di competizione è un buono stimolo a migliorarsi?

Se si tratta di una competizione sana il risultato non può che essere positivo per i concorrenti; parlo spesso ai miei allievi di questo e di quanto sia fondamentale vivere l’esperienza di un concorso in maniera costruttiva.

Lei è a sua volta una pianista, quindi conosce bene l’esperienza del palcoscenico. A livello emotivo il confronto con il pubblico rappresenta sempre un’esperienza forte. Ha qualche consiglio che si sente di dare ai giovani che si accingono a questo confronto in occasione di un concorso?

L’emozione, lo stress, l’ansia sono sensazioni che difficilmente possono mancare, purtroppo, prima e durante un’esibizione; ma se controllate in maniera matura possono far crescere e rendere forti, al pianoforte come nella vita. Imparare a dominare le proprie paure, a porsi nella giusta maniera su un palcoscenico, a portare di fronte ad una giuria il lavoro di anni di studio e di sacrifici senza vivere però mai quel momento come se fosse l’ultima possibilità… Ecco, questo secondo me è fondamentale. Ogni esibizione deve essere semplicemente un passaggio, un momento, una chance. Credo sia un grandissimo privilegio poter trasmettere attraverso la musica le proprie emozioni; questo penso sia fondamentale. Al di là della ricerca della perfezione sulla tastiera, che purtroppo o per fortuna accompagna un musicista sin dai primi anni di studio, non si deve dimenticare che dal palcoscenico devono arrivare anche emozioni.

Come ci si prepara per una prova selettiva quale può essere una competizione musicale?

Quando si sceglie di partecipare ad un concorso è ovvio che la prima scelta fondamentale sia il programma; il programma che si propone deve essere quello giusto, quello che può rappresentarci nel migliore dei modi. Sembra una cosa semplice, ma non lo è: lo dimostra il bisogno che molti concorrenti hanno avuto in questi anni di cambiare o rivedere in parte fino all’ultimo il programma proposto. È evidente, quindi, che non sia una scelta facile. Molti fattori la condizionano, non solo a livello di minutaggio. Quest’anno per la prima volta abbiamo inserito nel regolamento la clausola per cui non sarà più possibile apportare modifiche al programma dopo la scadenza delle iscrizioni prevista per il 2 dicembre. Questo perché credo sia importante imparare ad organizzarsi con precisione ed anticipo e che i concorrenti, almeno nelle due settimane che precederanno l’inizio del Concorso, dedichino tutto il tempo possibile alla cura del programma, senza ripensamenti e conseguenti perdite di tempo.

Tornando nello specifico alla Caraglio International Piano Competition, leggiamo nel regolamento che una delle sue prerogative è la valorizzazione di Caraglio e del suo territorio. Può dirci qualcosa a proposito di questo territorio e della sua bellezza?

Caraglio è il mio paese di origine e ovviamente ci sono molto legata; per questo sono felice che anche grazie alla musica il suo nome venga conosciuto. Si tratta di un comune del cuneese di circa 7000 abitanti, in cui l’accoglienza e il calore non mancano mai. Sono molte le cose che lo rappresentano: il centro storico medievale, con strutture ed elementi romanici e gotici, il seicentesco Filatoio (il più antico setificio rimasto in Europa, che attira ogni anno turisti da tutta Italia e dall’estero), la chiesa romanica dei SS. Pietro e Paolo, la Villa Vacchetta fiore all’occhiello dell’Art Nouveau cuneese, e molte altre. Da non dimenticare la buona cucina e il buon vino, naturalmente, e un clima che ogni anno si trasforma per tutti in familiare, grazie alla capacità dell’amministrazione comunale, nella persona del vice sindaco Paola Falco in modo particolare, di aiutare me, la commissione, le famiglie dei concorrenti in ogni necessità.

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