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Bocca di Rosa – De Andrè (spartito per pianoforte)

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Bocca di Rosa - De Andrè (spartito per pianoforte), 5.0 out of 5 based on 313 ratings

 

“Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior.”

Bastrebbe questa sua frase memorabile per poter capire che tipo di persona fosse Fabrizio De Andrè, poche righe ricche di semplicità, ma piene di un potere emotivo. Come del resto è sempre stato lui.

De Andrè è stato un cantautore ma soprattutto un poeta italiano. Capace di portare alla mente di tutti quelle emozioni indomabili e magiche percepite attraverso le parole da lui scritte e cantate. Scrive dei testi che non possono essere semplicemente considerati delle canzoni: De Andrè ha sempre fatto ben altro. Nelle sue parole prendevano vita delle vere e proprie composizioni poetiche che sono riuscite a trasmettere alla gente, e anche a me, dei veri insegnamenti morali. L’amore che noi tutti nutriamo per questa canzone penso derivi dal fatto che De Andrè stesso la considerasse la più cara e più vicina al

suo modo di essere.

La prima volta che sentii Bocca di rosa fu negli anni 90’, precisamente nel 1997 durante una lezione di musica alle scuole medie.

“C’è chi l’amore lo fa per noia, chi se lo sceglie per professione, Bocca di rosa né l’uno né l’altro, lei lo faceva per passione”.

Fui colpita e scossa, piacevolmente, dalle sue parole, anche se ho potuto apprezzare il vero significato della canzone solo dopo qualche anno.
La canzone racconta la vicenda di una donna forestiera che con il suo comportamento passionale e libertino sconvolge la quiete del “paesino di Sant’Ilario”. Viene presa di mira la mentalità perbenista e bigotta della popolazione, che non tollerandone la condotta riesce alla fine a farla espellere dalle forze dell’ordine.

Il testo risulta particolarmente duro e sprezzante nei confronti delle donne cornificate, lo possiamo notare quando canta “l’ira funesta delle cagnette a cui aveva sottratto l’osso”.

Il personaggio di Bocca di rosa viene riproposto con una caratterizzazione diversa in “Un destino ridicolo”, libro di narrativa scritto a quattro mani da De André e Gennari.
Della canzone sono state eseguite svariate cover da artisti come Roberto Vecchioni, Ornella Vanoni, L’Aura e Mario Incudine.
Alla canzone è dedicato un intero saggio di Andrea Podestà, edito da Zona nel 2009: “Bocca di rosa. Scese dal treno a Sant’Ilario. E fu la rivoluzione.”

Potete trovare qui lo spartito per pianoforte (linea melodica e chitarra) .

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