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Bill Evans, Live in Koblenz 1979, (2010, Domino Records, Egea Distribution)

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Bill Evans, Live in Koblenz 1979, (2010, Domino Records, Egea Distribution), 5.0 out of 5 based on 286 ratings

Il 15 settembre del 1980 scompariva Bill Evans. Da allora siamo un po’ come orfani, ma  iniziative discografiche come questa ci restituiscono la gioia della scoperta di qualcosa che gli appartiene e che ancora non conoscevamo. A 30 anni dalla sua scomparsa esce infatti questo doppio cd che è un piccolo tesoro di perle musicali.

La musica che possiamo sentire è la registrazione di un concerto che Bill Evans tenne all’Hans Rossbach’s Jazz Club di Koblenz, in Germania, il 9 dicembre del 1979, con il suo ultimo trio, composto Marc Johnson al contrabbasso e Joe La Barbera alla batteria. Evans stesso definì questo trio come il più vicino alla sua formazione d’esordio, quella che aveva visto protagonisti Scott La Faro e Paul Motian.

Se pensiamo al periodo negativo che Bill Evans stava attraversando, alla sua profonda prostrazione psicologica, fra lutti familiari e debilitazione fisica dovuta ad abusi di vario genere, ascoltando questo concerto restiamo sorpresi dalla intensa carica vitale e dalla tangibile energia di questa musica.

Standard e composizioni originali del noto repertorio evansiano si alternano in due ore di musica ininterrotta in cui possiamo riconoscere la caratteristica abilità di questo artista di muoversi disinvoltamente tra elaborazioni melodico-armoniche sempre nuove, variazioni ritmiche libere, ma sempre legate all’inconfondibile pronuncia jazzistica, e momenti di intenso lirismo che sono l’espressione più vera della sua attitudine. Un interplay, quello di questo trio, perfetto, serrato, una comunicazione reciproca, una tacita intesa che si percepisce persino in quelle frasi solo accennate, frasi che lasciano spazio all’immaginazione di tutte le parole non dette che risiedono nella musica, a tratti silenzi, ma mai vuoti.

Dunque una registrazione preziosa, una testimonianza dell’ultimo periodo del pianista. Il concerto fu registrato da uno spettatore e quindi il suono non ha alcuna purezza, si sentono in sottofondo voci provenienti dal pubblico, ma a noi piace, ci rende partecipi di un momento, fissa in maniera indelebile e concreta la presenza di questa musica.

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