Home Avanzato Beethoven: Concerto per pianoforte n.3 in Do minore

Beethoven: Concerto per pianoforte n.3 in Do minore

3
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Beethoven: Concerto per pianoforte n.3 in Do minore, 5.0 out of 5 based on 205 ratings

Dati

  • Allegro con Brio (Do minore)
  • Largo (Mi maggiore)
  • Rondò (Do minore)
  • Presto (Do maggiore)
  • Scritto tra il 1800 e il 1803
  • Dedicato a Louis Ferdinand di Prussia
  • Eseguito per la prima volta a Vienna il 5 aprile 1803 con pianista Ludwig van Beethoven
  • Organico: 2 fl, 2 ob, 2 cl, 2 fg, 2 cr, 2tr, tp, archi, pf.

Storia

Beethoven scrisse il Concerto in Do minore nel 1800 ma lo ritoccò fino al 1803. Il pezzo fu dedicato a Louis Ferdinand di Prussia. Louis era pianista e compositore (ancora oggi viene talvolta eseguito un suo rondò per pianoforte e orchestra); Beethoven lo conobbe nel 1796 e da lì nacque una forte amicizia fra di loro.

Il concerto in Do minore può essere visto sotto due diverse aspetti: come conclusione del periodo classico o come inizio di nuove esperienze beethoveniane. Secondo Rattalino (“Il concerto per Pianoforte e orchestra – da Haydn a Gershwin”, ed. Ricordi 2001 pag. 196) pare più probabile posizionare questo concerto secondo il primo punto di vista, come la chiusura di un’epoca che comprende Mozart, Haydn e Christian Bach.

Anche la seconda teoria è supportata comunque da alcune tesi. Infatti, per esempio, la prima entrata del solista è esposta con un tema a doppie entrate, con una struttura chiaramente pianistica che dà una massa di suono imponente, non presente nei concerti classici.

Forma

Il primo tempo del concerto si rifà lontanamente alla tradizione del concerto militare.  Tuttavia questo carattere militare non esclude un aspetto intenso e drammatico di questo primo movimento che culmina poi nella coda, dopo la cadenza, con il dialogo tra pianoforte e timpani.

È da notare che Beethoven aveva la precisa intenzione di spostare il punto più culminante del brano dopo la cadenza. In più il concerto classico per eccellenza prevedeva la conclusione della cadenza nella tonalità del pezzo mentre nel terzo concerto di Beethoven la tonalità è ambigua, c’è un’instabilità tonale e una tensione psicologica fino alla fine del pezzo.

Il secondo tempo è in Mi maggiore. Solitamente se un concerto inizia con Do minore, il secondo tempo dovrebbe essere nella sua relativa maggiore (Mib maggiore o al massimo Lab maggiore), invece abbiamo una tonalità del tutto estranea.

Il terzo tempo è un rondò suddiviso in 7 episodi con tre temi principali. Non c’è la cadenza del pianoforte. È molto evidente qui la somiglianza col concerto in Do minore K 491 di Mozart,  per il quale Beethoven aveva un vero e proprio culto, infatti si concludono in modo analogo. Il solista non suonerà nelle ultime battute (altro carattere “non classico”)

Ascolto

Spartito

download-spartito

 

Pianosolo consiglia

3 COMMENTI

  1. Una delle opere migliori di Beethoven. Credo che come la Nona Sinfonia, sia una pura descrizione dell’animo umano.

    Il Largo in particolare è uno dei pezzi per piano ed orchestra più commoventi che io conosca.

    Questa particolare opera mi è stata vicina in un periodo difficile della mia vita, ci sono particolarmente legato 🙂

LASCIA UN COMMENTO