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Bach – Invenzioni a due voci n.2 Lezione 303

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Bach – Invenzioni a due voci n.2 Lezione 303, 5.0 out of 5 based on 286 ratings

Poveri noi, piccoli pianisti che con il poco talento che madre natura ci ha donato siamo costretti a sudare sette camicie di fronte a cotanta bravura e maestria. Sopratutto quando l’invenzione a due voci è in Dominore, e le alterazioni in chiave si fanno 3 (sib,mib,lab). La difficoltà tecnica infatti è leggermente superiore a quella dell’invenzione n.1, proprio per la tonalità, ma non solo: mano sinistra e mano destra qua lavorano senza iterruzioni tra mille mordenti.

Io la sto studiando proprio adesso e come per l’altra invenzione sto trovando le seguenti difficoltà: quando vado ad unire le due mani, anche se le ho studiate separatamente, faccio una fatica tremenda. Credo sia normale, serve solo tempo e dedizione. Posso dirvi che studiandola un ora al giorno, in una settimana ne ho fatto metà…

L’unica consolazione è che sebbene sia dichiarato come un allegro moderato, in realtà, va suonato molto più lentamente. Infatti nella mia versione RICORDI, il tempo non è un allegro moderato (purtroppo ora non ce l’ho sottomano).

Se qualcuno come me la sta studiando e vuole dare qualche consiglio, faccia pure. Spero di non essere il solo ad affrontare il caro e temibile Bach.

Buono studio

Tutti gli articoli della serie

  1. Introduzione alle Invenzioni a due voci di Bach Lezione n.301
  2. Bach – Invenzioni a due voci la n.1 Lezione n.302
  3. Bach – Invenzioni a due voci n.2 Lezione 303 (This post)

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5 COMMENTI

  1. Ciao! Anche io sto studiando questo brano, più battute imparo e più mi rendo conto della bellezza di questo pezzo.
    Anche io ho riscontrato delle difficoltà: fatte alcune battute a mani separate ma al momento di suonare con entrambe le mani…aiuto!!!
    Dopo due giorni di tentativi andati a vuoto ho chiesto aiuto al mio insegnante di pianoforte che mi ha detto “in genere va bene studiare a mani separate e poi unire il tutto ma con Bach non non basta: non si tratta di voce e accompagnamento con accordi, si tratta di due voci distinte e separate che si intrecciano, e per fare combaciare ciò bisogna approcciarsi allo studio in maniera un po’ diversa…”, detto questo mi ha spiegato come studiare adottando una lettura “verticale” del brano: soffermarsi molto, molto lentamente, pezzettino dopo pezzettino, ripetendo fin quando lo si suona bene e proseguire con un altro pezzettino..battuta per battuta.
    E’ una maniera molto lenta di studiare ma, paradossalmente e con mio grande stupore, la più veloce: si suona senza avere più alcun dubbio su dove mettere le mani. 🙂

    Dopo questa dritta, la sto studiando da sola da due giorni (un’oretta dopo pranzo e una la sera) e sono alla battuta n 10 (altre due e finisco la prima pagina). So soddisfazioni 🙂

  2. Salve,
    studio piano jazz, Bach è stato uno dei primi “jazzisti”, se mi concedete un’eresia. Quante fantastiche applicazioni sono possibili studiando questo autore classico nella musica jazz… e mica a livello base: i più grandi jazzisti hanno Bach nelle dita: Brad Mehldau e Keith Jarrett in primis.
    Quindi grazie JS Bach, cercherò di studiarti più possibile, ma mamma mia quanto è difficile unire le due mani!!!
    Ciao

  3. ciao a tutti i ” colleghi “… noto con piacere che comunque siamo più o meno tutti nella stessa situazione…con bach!! è..pesante..ma è un genio! e secondo me..se sai suonare bach..come si deve IL RESTO ..pur se difficile sembrerà una passeggiata..ma andiamo al dunque!
    per quanto riguarda la parte che dice ” allegro moderato ” io ho un altra versione , non RICORDI , ma è uguale anche li..in ogni caso..non badate a queste indicazioni..va suonato sempre un pò più lento rispetto all’indicazione!
    per quanto riguarda questa invenzione..io..sono arrivata alla 6… vi assicuro..che la 2.. per me.. ( forse perchè ancora è l’inizio delle invenzioni..e di bach ) è la più difficile di queste sei!..l’unica cosa che posso dire per noi COMUNI MORTALI..pazienza..e buonavolontà..sempre studiare a mani separate per almeno un oretta al giorno ..o di più (dipende dalla pazienza anche!) ma comunque sia..con un ritmo così..se è costante..in poco si raggiungono i risultati!
    bene a questo punto vi auguro un buono studio e una
    buona musica a tutti!
    MANUELA

  4. Come suonare il grande Bach … difficile questione! Un consiglio e’ esercitarsi molto a pezzettini, per poi provare a unire questi in sequenze, man mano sempre piu’ lunghe. Ovviamente, ogni tanto (magari all’inizio dello studio quotidiano) rifare il pezzo una mano per volta. Altro consiglio: conoscere bene il pezzo ad orecchio, magari ascoltandolo mentre si legge lo spartito, concentrandosi come se si dovesse suonarlo, come faceva il mitico Glenn Gould.

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