Bach – Invenzioni a due voci la n.1 Lezione n.302

  • 13 ottobre, 2009
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Ve lo avevo promesso! ecco la prima lezione, o meglio, le prime indicazioni su come studiare le invenzioni a due voci di Bach. Per chi non avesse letto l’introduzione vorrei ricordare che in questa “rubrica” settimanale inserirò le mie esperienze di studio nella speranza di aiutare o almeno semplificare la vita di coloro che intraprenderanno il mio stesso cammino. Niente a che vedere quindi con una noiosa lezione: ti aiuterò, nel possibile, ad analizzare il pezzo e a suggerirti le migliori strategie che ho personalmente testato.

La prima invenzione, assieme alla 8, è una delle più conosciute. Sebbene essa venga definita come l’invenzione di DOmaggiore essa si articola armonicamente in più parti: la prima parte in DO maggiore, la seconda in SOL maggiore e la terza in Remaggiore ecc… . Si possono chiaramente rintracciare le tonalità di passaggio attraverso gli accidenti usati. Essi infatti sono assenti in una prima parte, ma nella seconda è facile vedere dei fa#, nella terza sia un fa# che do#, e così via

In base alle divisioni armoniche, ma anche in base alle divisioni di senso musicale, dividerei il pezzo in 5 parti (chiamiamole A,B,C,D,E) che potete vederle chiaramente nelle immagini a seguire:

Questi blocchi possono essere realmente utili per suddividere lo studio in vari step. Inizeremo quindi dalla prima sezione…la studieremo a mani separate. Perchè? Unire due linee melodiche indipendenti al volo è qualocosa di impossibile… in questo modo eviteremo gli errori facendo emergere sin da subito eventuali problemi o novità.

Ecco che iniziando a suonare la mano destra, alla fine della prima battuta si trova una specie di ondina sul si. Cosa significa?

Il mordente è un abbellimento il cui effetto è la rapida alternanza di tre o cinque note, per grado congiunto. L’esecuzione è in genere effettuata con la figura che rappresenta l’unità di suddivisione di terzo grado nel tempo del brano, ciò non esclude che si possa eseguire anche con quella di quarto grado, soprattutto nei tempi lenti. Deve essere eseguito sempre in battere.

Che note dobbiamo suonare? Seguendo il modello riportato in figura sarebbe logico suonare SI-DO-SI (se si vuole il mordente a tre note), ma nella mia versione dello spartito edito da ricordi, si indica che il mordente debba essere suonato come DO-SI-DO (una terzina in 32esimi) e SI finale (un sedicesimo). (io mi sono fidato di lui).

Osservando l’intero spartito notiamo che ci sono moltissimi mordenti, alcuni con l’ondina completa altri con l’ondina segata a metà da una lineetta.

Da Wikipedia si evince la differenza tra i due tipi. Il primo è

  • superiore: si alternano tre note: la prima è la nota reale, sulla quale è posto il simbolo stesso del mordente; essa muove per grado congiunto alla nota successiva (secondo la disposizione diatonica) e poi nuovamente alla nota reale.

Il secondo:

  • inferiore: si alternano tre note: la prima è la nota reale, sulla quale è posto il simbolo stesso del mordente; essa muove per grado congiunto alla nota precedente (secondo la disposizione diatonica) e poi nuovamente alla nota reale.

Nell’edizione ricordi i mordenti superiori vengono eseguiti a quattro note secondo il modello che ho riportato sopra, mentre tutti i mordenti inferiori a tre note.

Un esempio per il mordente inferiore potrebbe essere senza dubbio il DO del terzo rigo, che viene eseguito con il do e si (trentaduesimi) e di nuovo il DO (un ottavo). Questo esempio vale anche per i successivi mordenti inferiori.

Superata questa difficoltà, dopo aver studiato il pezzo a mani separate arriva il peggio. Ovvero unire le due mani. La sensazione che avrete in un primo momento sarà quella di non capirci niente.

Sucessivamente ti accorgerai è che stai facendo conversare le mani in una sorta di dialogo; non sai come stai facendo… ma ci state riuscendo! È una sensazione bellissima che ti darà l’idea di cosa significhi l’indipendenza delle mani!

Stare attenti è una parola d’obbligo. Alle pause (all’inizio si parte dopo un sedicesimo) ed alla grande quantità di note intersecate.

Quello che consiglio, come ho detto all’inizio è di studiare il pezzo piano piano, secondo le parti in cui lo abbiamo diviso. Procedere a mani separate e poi unirle!

Il tempo finale di esecuzione, sebbene ci siano molte polemiche sul vero tempo delle esecuzioni di Bach, io vi consiglio di tenere il metronomo tra gli 84 e gli 88.

Detto questo… in bocca al lupo!

Bach – Invenzioni a due voci la n.1 Lezione n.302, 5.0 out of 5 based on 260 ratings

Tutti gli articoli della serie

  1. Introduzione alle Invenzioni a due voci di Bach Lezione n.301
  2. Bach – Invenzioni a due voci la n.1 Lezione n.302 (This post)
  3. Bach – Invenzioni a due voci n.2 Lezione 303

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15 Commenti per “Bach – Invenzioni a due voci la n.1 Lezione n.302”

  1. Christian Salerno

    Grandissimo post Giulio!! Cavoli come suona Bach Gold è incredibile…brividi..comunque aggiungerei di mettere sempre un “rall” prima della conclusione e prima dell’ accordo finale, alzare le mani prima di suonarlo, creerà un effetto incredibile (come se ci fosse una pausa da 1/16)!

  2. non mi piace per niente l’interpretazione del brano…
    nella maniera più assoluta, un filo troppo veloce, senza colore..
    no… non mi entusiasma…

  3. Ciao Giulio,
    complimenti per la ottima collaborazione con Christian, siete due forze della natura!!!
    Vi segnalo questa interpretazione dell’Invenzione n° 1 che, come tutte quelle che escono fuori dagli allievi della meravigliosa Irina Gorin, è superba… date un’occhiata al suo canale, perchè ne vale davvero la pena.
    Lei ha di certo un metodo eccezionale ed infallibile per tirar fuori dai suoi allievi (tutti) il meglio del meglio:

    http://www.youtube.com/user/pianoteaching#p/u/4/Fk4HnOyXl4A

    Un caro saluto, continuate così e farete sempre felici tutti gli amanti dei tasti bianchi e neri, Emanuela

  4. È difficile eseguire sul piano brani per clavicembalo, personalmente preferisco le trascrizioni fatte da Alkan, Busoni o Myra Hess, in queste il piano è perfettamente idoneo per le sue caratteristiche. Ho interpretato le invenzioni e dopo 35 anni amo suonarle con una sonorità piena, cantabile senza inutili antifilologici tentativi di imitazione del clavicembalo ( staccati, crescendo,diminuendo) ..auguri e buon lavoro. Andrea Simone

  5. Ciao a tutti. Sono nuovo di questo sito e suono da poco tempo il piano.
    Ho trovato questo articolo mentre cercavo informazioni su questo brano.
    Vorrei farvi sentire la mia versione, in modo da capire come e dove migliorarla.
    Tenete presente che sto studiando da (relativamente) poco tempo il brano e che quella che vi propongo è una registrazione "molto rapida e non ricercata".

    Eccola: http://www.mediafire.com/?zmmjmcymzie

    E'un semplicissimo file midi registrato direttamente dal piano digitale…

  6. Per favore basta con BachScholar!!
    Non postate più i suoi video!!!
    Non è un esempio didattico da proporre…
    Suona come un piano roll………..
    Che Dio benedica Glenn Gould e qualunque pianista vero……..
    Non si può suonare Bach come un robottino di latta

  7. Ciao Giulio, seguo i tuoi post da qualche tempo. Sono arrivato all’esercizio 63 del beyer, volevo chiederti se credi che sia il momento di imparare queste invenzioni a due voci di Bach o è meglio aspettare ancora. Grazie. Ciao

  8. Giulio Cinelli

    Ciao Marco, ti consiglio di aspettare.
    Per renderti conto puoi leggere il nostro “percorso di pianoforte”
    http://www.pianosolo.it/percorso-pianoforte/
    è puramente indicativo, ti consiglio di affiancarti ad un maestro.

  9. Caspita Gulio, notevole il percorso! Davvero complimenti. Peccato non averlo scoperto prima! Da oggi seguirò il percorso, ma che dici, inizio dal periodo relativo all’esercizio 63 del beyer o faccio una rilettura del precedente? ….grazie….Marco

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