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B.Monsaingeon, Svjatoslav Richter, Scritti e conversazioni (2015 Il Saggiatore)

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Bruno Monsaingeon, Svjatoslav Richter, Scritti e conversazioni (2015 Il Saggiatore)

Richter Monsaingeon

In occasione del centenario della nascita di Svjatoslav Richter (1915- 1997) Il Saggiatore pubblica l’edizione italiana di “Scritti e conversazioni”nella traduzione di Roberto Lana e Luca Fontana, la monumentale opera che Bruno Monsaingeon, violinista, regista e scrittore, dedica al grandissimo pianista e che era già uscita in Francia 17 anni fa. Il poderoso volume è frutto del rapporto fiduciario che Monsaingeon riuscì a instaurare con il riservato artista negli ultimi anni della sua vita. La storia dell’incontro è narrata nell’appassionata premessa al libro in cui l’autore ci coinvolge in quel complesso stato emotivo di paura ed eccitazione che precede l’avvio di un progetto così importante.

Un progetto biografico per il quale Svjatoslav Richter sceglie Bruno Monsaingeon, l’amico dei musicisti, il confidente, il realizzatore di importanti documenti visivi su Glenn Gould ad esempio, Nadia Boulanger, Yehudi Menhunin o Dietrich Fischer-Dieskau, Monsaingeon che accetta di scrivere una biografia, ma che sogna di fare un film sul Maestro. E arriverà infatti anche il film, con il titolo “Richter. L’insoumis-The Enigma”, la cui gestazione ci viene raccontata dallo stesso regista nelle prime pagine del libro e di cui lo stesso in un certo senso rappresenta il lungo lavoro preparatorio.

La prima parte dell’opera è una sorta di biografia del pianista che Monsaingeon ci racconta usando idealmente la voce di Richter, infatti viene titolata come “Richter. Con parole sue”. Le parole di apertura evidenziano l’urgenza di fare chiarezza, di sfatare falsi miti, di dire il vero: “Su di me si raccontano e si scrivono cose talmente incredibili che mi domando chi mai abbia potuto inventarle”. Fare luce sull’impenetrabile mistero di una personalità artistica forte, anticonformista, comprendere l’oscuro meccanismo che soggiace alla creazione artistica, intuire la profonda umanità e le ragioni del riserbo, la solitudine e l’autonomia di pensiero.

Il volume di Monsaingeon soddisfa tutte queste istanze, non solo attraverso questo racconto schietto e diretto della vita di Richter, dall’infanzia alla formazione non accademica alla conquista dell’appellativo di “artista del popolo” all’ascesa agli onori dei palcoscenici di tutto il mondo, ma anche e soprattutto nella seconda parte del libro che raccoglie diciotto preziosissimi taccuini del pianista.

Ricordi, impressioni, note critiche su dischi o concerti redatti con acume e sincerità dal pianista, preziosi appunti che fanno luce sul pensiero e sull’intenso lavoro intellettuale che lo stesso portò avanti lungo tutto l’arco della sua vita e che ci restituiscono la voce di un artista che in vita si mantenne sempre lontano dalle dichiarazioni plateali, schivo e silenzioso. Ora finalmente possiamo conoscere a fondo Svjatoslav Richter. Dopo la musica le parole.

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