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B.Canino-E.Pieranunzi, Americas (2016 Cam Jazz)

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B.Canino-E.Pieranunzi, Americas (2016 Cam Jazz), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Bruno Canino-Enrico Pieranunzi, Americas (2016 Cam Jazz)

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Chi pensa al pianista come a un solitario musicista impegnato in un solipsistico monologo autoreferenziale sbaglia di grosso. L’errata concezione, già ampiamente scardinata da una secolare produzione musicale in cui il pianoforte dialoga con altri strumenti o con l’orchestra, crolla del tutto quando a suonare insieme sono ben due pianoforti, due piccole orchestre che fondono empaticamente la loro ricchezza sonora e forgiano un suono unico dagli infiniti colori.

È quanto accade quando due grandi artisti della tastiera come Bruno Canino ed Enrico Pieranunzi si incontrano e proprio in virtù delle loro peculiarità stilistiche e linguistiche creano una registrazione come questo “Americas” pubblicato dalla Cam Jazz.

Sono note le provenienze e i contesti musicali differenti dei due pianisti. Bruno Canino è uno dei pilastri del pianismo classico nazionale consacrato a livello internazionale. Enrico Pieranunzi gode della stessa affermazione ma in ambito jazzistico.

Eppure se inforchiamo gli occhiali e guardiamo più nitidamente, ecco che le distanze si accorciano e ci rendiamo conto che non sono poi così distanti questi mondi musicali. Canino ha sempre mostrato un forte interesse per la musica moderna e Pieranunzi non ha disdegnato di affrontare il repertorio classico ridisegnandolo con il suo personale linguaggio.

E dove potevano incontrarsi questi due artisti se non in America, in quello spazio geografico spurio dove la musica ha trovato le sue più fertili ibridazioni e che ha rappresentato un crocevia di culture e tradizioni e la fucina di nuovi linguaggi?

Le “Americhe” di Bruno Canino ed Enrico Pieranunzi sono quelle del Sud e quelle del Nord contemporaneamente. Le otto tracce di “Americas” recano infatti la firma degli argentini Carlos Guastavino e Astor Piazzolla, del newyorkese Aaron Copland e di George Gershwin, o ancora di William Bolcom.

I due pianoforti di Canino e Pieranunzi attraversano il vasto continente americano ritraendone i variegati tratti somatico-musicali con quel gusto e quella raffinatezza che i due Maestri possiedono in comune, un viaggio che si snoda tra stride e tango, tra ragtime e milonga, tra swing, blues e son cubano. Diverse le derivazioni e variegate le atmosfere, ma il comune denominatore è una visione della musica come un unicum non scindibile in generi e sottogeneri.

La simbiosi tra i due artisti è totale e questo “Americas” ci consegna un esempio tangibile di cosa può accadere quando la curiosità e il desiderio di esplorazione incontrano l’intelligenza musicale e la creatività: un disco che si ascolta ripetute volte con il piacere della scoperta ad ogni nuovo ascolto.

Tracklist: 1. Muchacho Jujeño; 2. Danzón cubano; 3. Fuga Y Misterio; 4. Old Adam; 5. Las Niñas de Santa Fe; 6. Milonga del Àngel; 7. I Got Rhythm Variations; 8. La muerte del Àngel.

Un pre ascolto di “Americas” sul sito della Cam Jazz.

 

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