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Avishai Cohen, Into The Silence (2016 ECM)

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Avishai Cohen, Into The Silence (2016 ECM), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Avishai Cohen, Into The Silence (2016 ECM)

Into the silence

È una musica fatta di ampi respiri, di visioni aeree e sempre oltre orizzonti noti quella che il trombettista Avishai Cohen ci offre all’ascolto con il suo “Into The Silence”. Cohen firma tutte e sei le tracce di questa registrazione che realizza per ECM insieme a Yonathan Avishai al pianoforte, Eric Revis al contrabbasso, Nasheet Waits alla batteria e Billy McHenry al sax tenore.

Come ogni musica profondamente radicata in un’esperienza interiore forte, anche questa di “Into The Silence”, che Avishai Cohen dedica alla memoria del padre e che scrive durante gli ultimi mesi della sua malattia, ha il suono della sincerità e il dono dell’immediatezza in virtù di quel flusso empatico che si crea con chi ascolta. Un’empatia sostanziale che parte dai membri del gruppo per espandersi in maniera naturale sulla platea virtuale e reale di questi pezzi.

Questo disco è l’esempio tangibile di come il silenzio possa spesso fare molto rumore, di come in realtà parli a chi sa ascoltarlo. Come scriveva il grande José Saramago: “Il silenzio, per definizione, è ciò che non si ode. Il silenzio ascolta, esamina, osserva, pesa e analizza. Il silenzio è fecondo. Il silenzio è terra nera e fertile, l’humus dell’essere, la tacita melodia sotto la luce solare. Cadono su di esso le parole. Tutte le parole. Quelle buone e quelle cattive…”

Il silenzio espresso dal trombettista non è vuoto buio, al contrario è spazio colmo di suoni che raccontano l’assenza di chi non c’è più, una dimensione interiore che si esprime come nostalgia, come malinconico ricordo.

La riflessione che apre il disco reca il significativo titolo di “Life and Death”, due concetti che, antitetici nell’immaginario collettivo in realtà sono destinati a coesistere nella dimensione unica dell’essere umano, l’uno come attesa e conservazione l’altro come paura dell’ignoto, in una connessione imprescindibile.

Il brano è una sorta di prologo all’impianto concettuale di “Into The Silence”, un’apertura di sipario solenne su quella che ha tutto l’aspetto di una suite, una creazione unica che si articola in più parti diversamente concepite nel mood e nella struttura ma di omogenea concezione.

Ognuna di queste tracce riserva delle felici soprese. Se escludiamo l’Epilogo che riprende l’apertura, sono tutti brani di lunga durata, tali da consentire lo sviluppo di materiale tematico copioso, di stabilire il procedere di un flusso di idee continue.

Il piano solo che apre “Dream Like A Child” è un prezioso dono all’espressione, con riflessi di un linguaggio musicale ampio che spazia dalla citazione classica al blues, con repentini cambi di umore e dinamiche preziose. Anche qui il titolo contiene il senso della varietà musicale che possiamo ascoltare in una varietà di paesaggi mai scontata piuttosto spiazzante come quelle sorprese inattese che nascono dal lavoro di un’intelligenza creativa nel pieno della sua attività.

Into The Silence” è un’elegia elegante e ispirata che si muove tra impressionismo e modalità, una musica che con i suoi temi melodici ampiamente cantabili ci appare immediatamente familiare pur non rinunciando all’acume della ricerca, un frasario che mette insieme influenze importanti (basti pensare a Miles Davis) e urgenza comunicativa e raggiunge le vette dell’espressione in una universalità linguistica che ci consente di riempire gli spazi con la nostra sensibilità individuale, di scavare e cercare e trovare.

Tracklist: 1.Life And Death; 2.Dream Like A Child; 3.Into The Silence; 4.Quiescence; 5.Behind The Broken Glass; 6.Life And Death – Epilogue.

 

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