Home Articoli Andrey Kutov: il pianista di origine russa

Andrey Kutov: il pianista di origine russa

4
GD Star Rating
loading...
CONDIVIDI
Andrey Kutov: il pianista di origine russa, 5.0 out of 5 based on 239 ratings

Andrey Kutov: il pianista di origine russa

a cura di Paola Parri e Giulio Cinelli

kutov7

Personalità eclettica e originale quella di Andrey Kutov, il pianista di origine russa. Si auto presenta così questo artista che immediatamente ti mette a suo agio per i modi affabili e la gioia del far musica che sprigiona non solo quando siede al pianoforte, ma anche nel parlare stesso di musica. Lo abbiamo incontrato in occasione del suo concerto a Piano City Milano, nei giardini della Gam, in un’atmosfera di gioia generale, quella che solo la musica fatta con entusiasmo, cuore e passione sa creare.

Andrey Kutov, suona la sua musica, suoni e ritmi mutuati dalla sua formazione classica e jazzistica insieme, a creare un genere godibilissimo in cui si intersecano suggestioni molteplici proprio a ribadire l’eclettismo di questo pianista compositore. Tocco personale l’uso di piccole percussioni che durante la performance sottolineano ritmicamente alcuni dei momenti musicali creati da Kutov.

Per comprendere la molteplicità di linguaggi presente nelle sue composizioni basta ascoltare il suo lavoro discografico: “Kuzifonia”, in cui già il titolo rimanda a un’impronta musicale con attitudine fortemente personalizzata. Ritmi mutuati dalla musica latina, ad esempio in “Minor Love”, un disegno melodico che rimanda alla scrittura di Satie invece nella title track “Kuzifonia”, elementi desunti dal linguaggio jazzistico ma anche dalla tradizione rock e pop in altri brani, con una rilevante abilità di passaggio attraverso diversi registri e atmosfere.

Kutov rilegge la realtà circostante con occhio ironico eppure riflessivo, quell’ironia che leggera sa osservare anche ciò che è malinconia, ad esempio in “Caro Marx Nudo”, in cui il nucleo tematico-ritmico scanzonato dell’esordio si apre a una parentesi melodica più introspettiva con un cambio brusco di tono emotivo, oppure nella fluidità della linea melodica di “No Gravity”, in cui il discorso musicale si fa più scarno ed essenziale sottolineando però con efficacia un intento espressivo che nasce dall’interiorità. Un ambasciatore musicale, un artista che riesce a trasmettere quella fondamentale gioia del far musica e dell’ascoltarla in una proficua esperienza collettiva.

Kuzifonia

 

Ecco la nostra video intervista a Andrey Kutov.

Pianosolo consiglia

4 COMMENTI

LASCIA UN COMMENTO