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Andrea Pozza-Andrew Cleyndert-Mark Taylor, Siciliana (2016 Trio Records)

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Andrea Pozza-Andrew Cleyndert-Mark Taylor, Siciliana (2016 Trio Records)

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In un tempo in cui parlare di generi musicali risulta obsoleto e le definizioni si smagliano a fronte di commistioni inedite e virtuali abbattimenti di frontiere, questo “Siciliana” suona come un disco inequivocabilmente jazz. E lo è a partire dalla scelta del repertorio. Per questa registrazione realizzata a Londra con il contrabbassista Andrew Cleyndert e con il batterista Mark Taylor e pubblicata da Trio Records, il pianista Andrea Pozza sceglie alcuni standard estremamente rappresentativi. Tra i pianisti compositori chiamati in causa nella tracklist du “Siciliana” ci sono i leggendari nomi di Bud Powell, Thelonious Monk, Cedar Walton, Bobby Timmons fino ad arrivare a Chick Corea, a cui Andrea Pozza va a far visita portando in dono una cifra stilistica personale conquistata in anni di carriera all’insegna della dedizione totale e della ricerca.

Siciliana” è un disco jazz per il modo in cui pronuncia le melodie, per le sue figurazioni ritmiche, per quello swing ancora oggi indefinibile eppure riconoscibile che sotterraneo eppure esplicito attraversa le undici tracce, una lingua assimilata e usata con perizia e creatività. Neppure il titolo, che allude alla “Siciliana” di J.S.Bach sembra scalfire questa asserzione. Del brano in questione Andrea Pozza sostiene che sia “… una melodia che ogni compositore avrebbe voluto scrivere…” e concordiamo con lui, con un plauso particolare alla grazia e alla sublime delicatezza con cui lo restituisce al contemporaneo facendone uno standard su cui elaborare una visione soggettiva, senza nulla togliere all’originale, piuttosto leggendone il lato più intimistico e lirico.

Il tributo alla musica del Maestro di Eisenach non si esaurisce nella title track. Anche “Tango for Sebastian”, (uno dei due brani a firma del pianista insieme a “Fleeting Visions”), sottende un’idea bachiana, questa volta non più melodica, bensì armonica, in quanto il brano è “costruito sulla struttura armonica del tema in minore delle Variazioni Goldberg”.

L’idea di trio che Andrea Pozza propone è vitale,fresca, dinamica e concede ampi spazi solistici in maniera paritetica a tutti gli strumenti. Emblematica l’apertura di “Quiet Now”, in cui la linea melodica è affidata al contrabbasso di Andrew Cleyndert e ripresa dal pianoforte di Pozza per lasciare spazio nell’andamento del brano a un ampio assolo della batteria di Mark Taylor, perfettamente aderente alla profondità del brano nella sua sobria discrezione.

Il pianismo di Andrea Pozza si esprime con generosa sincerità nell’introduzione solistica di “My one and only Love”, un’armonizzazione del tema di Guy Wood di grande gusto ed eleganza che scorre fluida all’insegna della cantabilità con un fraseggio che emana naturalezza ma di grande incisività nel definire il concetto stesso di ballad, quell’attitudine sentimentale e romantica che sempre richiede un coinvolgimento intimo dell’artista.

La versatilità del pianista è tangibile quando passiamo invece alla versione di un capolavoro di Thelonious Monk. In “We See” Pozza smussa tutti gli spigolosi angoli monkiani e sul tema originale origina una struttura improvvisativa di estrema chiarezza creando un’atmosfera di incontenibile esultanza musicale.

Tracklist: 1. Bolivia; 2. Siciliana; 3. We See; 4. My One And Only Love; 5. Dat Dere; 6. Fleeting Visions; 7. Windows; 8. Quiet Now; 9. Isfahan; 10. Tango for Sebastian; 11.Celia

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