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Allevi: opinioni dal mondo della musica

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Allevi: opinioni dal mondo della musica, 5.0 out of 5 based on 290 ratings

Le dichiarazioni di Uto Ughi su Giovanni Allevi e la risposta di quest’ultimo a tali critiche hanno avuto un impatto molto forte sul mondo della musica classica. Molti hanno avuto da dire la loro. A proposito, ho trovato un  bell’articolo tratto da il quotidiano.it, che può aiutare a riflettere sulla vicenda. Al termine propongo alcuni video, tratti dal concerto di fine anno al Senato, che ha visto come protagonista proprio Allevi, nelle vesti di direttore e esecutore.

Ecco l’articolo di Tiziana Capocasa:

Giovanni Allevi: genio, il Mozart del 2000 oppure un bluff, solo fenomeno mediatico studiato a tavolino?

Mentre la polemica scatenata dal violinista Uto Ughi viaggia sulla rete, tra fans accaniti e detrattori implacabili, abbiamo raccolto commenti tra gli esponenti della musica colta. Nomi di spicco tra cui alcuni colleghi che hanno collaborato con il testimonial delle Marche che ora non gli risparmiano critiche.

Il pianista Lorenzo Di Bella di Civitanova, premio “Horowitz” nel 2005, non si schiera :”Certo la musica di Allevi non ha quella profondità da essere paragonata a Mozart, Brahms o Beethoven” quindi aggiunge “che il fenomeno Allevi è la conseguenza di un panorama concertistico chiuso, monopolizzato da pochi personaggi. Se lui è stato costretto a trovare la sua strada con la sua musica ha fatto benissimo”. Come direttore artistico della stagione concertistica “Civitanova Classica” ha invitato Allevi al teatro Rossini il 13 maggio, e sono fioccate critiche.

Ma lui si difende: “E’ il fenomeno musicale del momento, poi Civitanova Classica dà ampio spazio ai giovani talenti e contempla nel cartellone anche concerti dai linguaggi musicali non propriamente colti!”.

Il sassofonista marchigiano Federico Mondelci di fama mondiale: ” Per carità, la sua non è musica classica, né colta”. Ed allora? “Basta andare sul sito svizzero che vende i suoi cd. Pezzi orecchiabili che si appoggiano alla tradizione classica ma la mescolano con elementi pop e jazz. Melodie perfette come passatempo serale”.

Concorda anche il musicologo Stefano Biosa, presidente del Centro di Documentazione “Arturo Benedetti Michelangeli” di Brescia. “Per dare un giudizio completo sull’Allevi pianista bisognerebbe ascoltarlo interpretare qualche brano di autori classici. Come direttore d’orchestra è inesistente.

L’Allevi compositore è modesto: la sua musica, da lui definita “nuova musica classica contemporanea” non è “classica” nè “nuova”: è musica edulcorata e accattivante ma soprattutto modesta; in parte si rifà, semplificata, a certe atmosfere del Keith Jarrett anni ’70, a Michael Nyman ed altri compositori minimalisti. È adatta forse come colonna sonora di qualche fiction o quale musica di sottofondo di una hall d’albergo. Il suo successo in gran parte dovuto ad un’abilissima strategia di marketing. Sconcertante la sua scelta per il Concerto di Natale in Senato”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il noto critico musicale Alberto Barbadoro, direttore della Società degli Amici della Musica di Ancona, insegnante di “Lettura della Partitura” al Conservatorio Rossini di Pesaro. “La musica di Allevi è abbastanza banale, scontata e noiosissima. Non c’è dietro alcuna ricerca, né novità. Non regge il confronto con i grandi del Novecento, Sostakovic, Ligeti né sul piano dell’innovazione del linguaggio, né per la qualità musicale. Tutt’al più la sua è musica d’intrattenimento tipo Schlacks, Clayderman, va bene come sottofondo musicale per un pomeriggio romantico”.

Nelle Marche ci sono tanti giovani e bravissimi compositori, come il pesarese Paolo Marzocchi, anche lui pianista. Ha composto più di venti opere, la più recente “L’Albero” per orchestra e coro, sulla genesi della musica, che si avvale anche di un video proiettato su grande schermo sta entusiasmando platee di giovani. Senza mezzi termini :”il pensiero di Allevi sta alla filosofia come la sua musica alla musica classica”. Spara a zero anche sull’Inno delle Marche: ” E’ la brutta copia di una musica da telefilm. C’è anche il modello, il motivetto dello sceneggiato “Orgoglio”.

Pare che gli stessi orchestrali, che di musica ne macinano, al momento di eseguire la “marcetta bossa/nova” si siano meravigliati che fosse un inno.

A mezza bocca conferma Fabio Tiberi, direttore artistico della Form, Fondazione Orchestra Regionale delle Marche. “L’inno non ha nulla a che spartire con la tradizione musicale della nostra regione. Allevi, comunque, ha trovato il suo filone ed il suo successo non si discute”. Nemmeno da prendere in considerazione l’Allevi direttore d’orchestra, anche se al Senato ha diretto musiche di Puccini.

Il giovane e talentuoso direttore d’orchestra pesarese Michele Mariotti, direttore principale del teatro Comunale di Bologna, glissa con eleganza. Alla vigilia del debutto con i “Puritani” di Donizetti afferma solo che:” direttore d’orchestra non ci si improvvisa. Davanti al presidente Napolitano alle Muse di Ancona ho diretto con la Form brani di Rossini e Spontini mentre Allevi ha eseguito la sua musica, due generi completamente diversi”.

Alessio Vlad, direttore d’orchestra, compositore nonché direttore artistico del Teatro delle Muse di Ancona, che ha invitato entrambi gli artisti, Allevi ed Ughi, ad esibirsi quando era direttore artistico del Teatro San Carlo di Napoli, tenendo a precisare che “il nome di Allevi figurava in un cartellone parallelo, riservato ai musicisti di nuova generazione”. Preferisce non entrare nella polemica, si limita soltanto a sottolineare che:” c’è spazio per tutti, purché ci sia umiltà nei confronti della musica e rispetto del pubblico”.

Per concludere arrivano le dichiarazioni rilasciate al “Corriere della Sera” da Cecilia Chailly, arpista, compositrice, sorella del direttore Riccardo e figlia dello scomparso compositore e già direttore artistico della Scala di Milano, Luciano: “Allevi è un fenomeno di marketing, gradevole ma superficiale. In questo senso è perfetto per incarnare ciò che chiede un’epoca come la nostra, che non vuole né pensare né farsi domande”.06/01/2009

 

 

 

 

 

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22 COMMENTI

  1. scusate ma esiste ancora la libertà di ascoltare quello che si vuole!!!Ecco …allora silenzio per tutti belli e brutti!!Basta!!!

  2. Paola, (77settiname fa), c'è chi ha la testa per ragionare e chi la ha per spartire le orecchie (come i nostri politici per intenderci). Ascolta le musiche di Sakamoto e poi ti ricrederai sulle tue affermazioni.

  3. Ascoltando e riascoltando i brani di Allevi e di Ludovico Einaudi non possiamo che riconoscere la loro "bravura" di copiatori delle musiche di Sakamoto ed altri… (Hisaishi ecc.). Ma quale originalità decantata. I loro brani sono una sorta di mistificazione. Bravi davvero a farsi passare per vanguardia musicale moderna. Peccato che chi ascolta musica per davvero se ne accorge subito. Allevi e Einaudi, che delusione!! E questa per voi è la "creatività"???

    • Allevi fa rabbrividire ma anche la tua musica mi pare roba per una da prensersi il diabete solo ad ascoltarla!

  4. quando leggo questi discorsi, non so perché, ma mi viene in mente il grande Ennio Morricone che dice:
    “La musica orecchiabile, proprio perché tale, assomiglia a qualche cosa già scritta, già proposta alla gente. Se non fosse stata udita non avrebbe successo. Se un autore vuole davvero creare qualcosa di originale deve attingere a parametri inadatti alla musica leggera il cui prodotto e’ una canzonetta, a volte dilettantesca, a volte infantile, sempre destinata ad un successo stagionale.”

  5. Esistono ancora oggi grandi compositori che non hanno niente da invidiare ai sempre citati Bach, Mozart, Beethoven e Brahms.

    La musica di questi compositori non ha certamente niente a che fare con Allevi, e il motivo per cui vendono infinitamente meno del pianista marchigiano è perché la loro musica è nuova, fresca come lo era quella di Beethoven agli inizi del XIX secolo, frutto di una ricerca che non s’adagia mai su ciò che è già stato fatto: tutto ciò che è innovativo, che infrange le regole, che è complesso, è inevitabilmente impopolare.

    A chi inneggia all’Allevi “grande compositore del 2000” consiglio di ascoltare Gyorgy Ligeti, Alfred Schnittke, Per Norgard, Elliott Carter… tanto per citare qualche vero Grande Compositore del nostro secolo.

    Se poi continuerete a preferire la musica di Allevi, nessun problema. Ma non spacciate i suoi pezzi per Grande Musica Moderna!

  6. ritengo che la poca apertura mentale rispetto agli stilemi dei vari Beethoven, liszt, brahms, chopine, etc sia un limite per chi dice che si intende di musica. Io, personalmente parlando, non ritrovo in Allevi gli stilemi, i passaggi che caratterizzano ognuno (e sottolineo ognuno) degli autori sopracitati (che ricoprono forse il 20% del panorama classico). Ma la musica di Allevi va accettata per quello che è e non per quello che rappresenta rispetto ai classici. Per questo riempie le sale, perchè solo chi ha passato i suoi anni sulla tastiera del pianoforte riesce ad apprezzare i classici. Ma non ritengo assolutamente appropriato che gli stessi possano disprezzare Allevi alla luce del fatto che le sue musiche non c'entrano niente con quanto si cerchi di farle paragonare. Non possiamo paragonare Mozart con Beethoven (e chi ha studiato musica lo sa benissimo) quasi conteporanei. Tantomeno Chopin o Debussy con Allevi. Tanto diversi, ma tanto profondi. io sono diplomato in pianoforte e ritengo (più Allevi che il didattico Einaudi) interessante la musica di Allevi. Per quanto riguarda la bassa cultura musicale, non posso che essere d'accordo. Ma non è su questo su cui si basa il successo di Allevi. SI basa, secondo me, dall'incapacità della classica di oggi di comunicare con una generazione nuova, trapanata da una musica che è rumore, fashion, e … business dell'essere.

    • premetto che di musica (specialmente quella classica) non ne capisco molto… vorrei solo chiedere: perchè criticare un giovane artista solo perchè vuole proporre qualcosa di diverso rispetto alla solita musica classica?? perchè un artista è considerato tale solo se sa suonare composizioni di chopin, beethoven, mozart, ecc..?? secondo me non bisogna rimanere attaccati alla solita musica classica, ma bensì allargare i propri orizzonti e proprorre qualcosa di nuovo, di diverso… e questo allevi l'ha capito ed è stata la chiave del suo successo!! la sua musica, per quanto mi riguarda, è orecchiabile e trascinante…. e poi è un piacere vederlo suonare, perchè si vede con quanta passione e dedizione lo fà!! magari non sarà come i grandi artisti del passato, ma ciò non significa che la sua musica non sia buona… e sinceramente preferisco la musica di Giovanni Allevi alla solita, pallosa (senza offesa per nessuno), musica classica!!!

      • grazie del tuo inutile commento….
        in ogni caso evito di commentare i contenuto o sto qui fino a domattina….

        ti faccio un unico appunto… è come la differenza tra chef e cuoco…. cucinare può farlo quasi chiunque ma fare lo chef no.. e quelli bravi ancora meno!
        ps. allevi nn ha proposto nulla di nuovo ne di diverso si è solo limitato a scopiazzare chi l'ha preceduto…
        pps. la solita?? di più di 500 anni musica tu dici la solita? mi piacerebbe sapere che cosa conosci per dire la solita….

        • Mio caro Giorgio, ogni commentlo e lecito e anche se forse il tono di Mirco è stato un po' secco, credo proprio che abbia detto cose sacrosante.
          Non entro nella disputa pro o contro Allevi, ma non si può definire pallosa la musica classica… e Allevi, comunque, non esisterebbe senza la musica classica
          Caro Giorgio, forse sarebbe sufficiente ascoltare un po' di più quella "pallosa" classica per trovare quanto di bello finora non sei ancora riuscito a trovare e scoprire

  7. Se Allevi ci tiene tanto a fare il pianista che lo faccia suonando repertori di autori seri (beethoven liszt brahms chopin rachmaninof scriabin ravel debussy), dopo averlo ascoltato si potrà giudicare. per quanto riguarda le canzonette che scrive preferisco allora i grandi emerson lake palmer, vangelis, se nn altro compongoni brani di livello. negli anni 80 c’era clayderman oggi c’è allevi ma musicalmente siamo molto a terra. per quanto riguarda la direzione, meglio lasciar perdere. sicuramente tenere in mano una bacchetta è semplicissimo ma bisogna saperla usare.

  8. Non c’e’ 1 e dico un pianista professionista (per professionista intendo, dai diplomati al conservatorio, fino a chi ha fatto master e concorsi internazionali ) che elogia Allevi, anzi lo definiscono ” il grande equivoco”.

    Non esisteranno + i vari Mozart, Chopin, Bach e via dicendo, chi ha studiato e studia musica lo sa’ benissimo e questo la gente non lo riesce capire, invece si vuole far passare Allevi come il nuovo genio della musica.

    Allevi sara’ sicuramente un bravo pianista con buoni doti tecniche, va bene appunto per la massa, per le persone che amano sicuramente quel genere jazzistico che lui suona, ma per gli “intenditori” è zero assoluto, è solamente frutto di operazioni commerciali atte a far guadagnare tutti quelli che ci girano intorno.

    Oggi purtroppo il mondo va’ cosi’, per business.

    Sokolov uno dei + grandi pianisti viventi, considerato un genio, fa’ concerti in tutto il mondo con spalti mezzi vuoti, einaudi e allevi ( con tutto il rispetto )riempiono le sale.

    Questa è la differenza, l’ignoranza musicale che c’e’, questo rispettando sempre chi apprezza e suona Allevi che è bravo, ma non dobbiamo far passare come il nuovo Mozart perche’ cadiamo nel ridicolo.

    e ricordatevi sempre, che tra 100. 200, 300 anni, se il mondo esistera’ ancora, si studieranno sempre mozart bach, shumann ecc ecc, tutto il resto scompare velocemente cosi’ come è apparso.

    Detto questo ognuno ascolti e suoni giustamente la musica che preferisce!!

    • Finalmente qualcuno che ha le palle di rispondere alla mania allevi, senza elevare un ridicolo personaggio scaturito dai media sul piano delle e ccelse menti di autori come bach beethoven.. mozat… sostengo vivamente il pensiero del signor fabio

    • Ascolta questo http://www.youtube.com/watch?v=yA9AwwgzYV4. E’ un’opera di Marzocchi che “glissa con eleganza” su Allevi. Se riesci ad arrivare alla fine capirai perchè la gente preferisce Allevi. Questa è la tanto decantata musica colta? Una serata a sentire stà roba ed avrai il mal di testa per due settimane. Basta con la prosopopea di chi dice ignorante a chi ascolta Allevi o Einaudi. La loro, è vero, non è musica classica, ma lo è questa?

  9. parto dal presupposto di non essere una intenditrice di musica, tanto meno di quella classica e non saprei dire se Allevi è un bravo o mediocre musicista, sta di fatto che io il suo nome lo conosco e la sua musica l’ascolto volentieri e mi da’ forti emozioni, mentre tutti gli altri nomi che vengono fuori dai vari articoli di giornale di musicisti e direttori di orchestra reputati bravissimi e competenti non li conosco. questo cosa vuol dire? operazioni di marketing? perchè valorizzare la mediocrità e non l’eccellenza? non posso credere che solo lui, che gli addetti ai lavori criticano tanto, abbia avuto la possibilità di ottenere visibilità da parte dei media, non credo, come ha affermato qualcuno, che ha avuto favori politici. è l’unico musicista di destra? mi sembra che ci si voglia arrampicare un pò sugli specchi per giustificare critiche fini a se stesse e non utili ad un arte che è bella in tutte le sue sfumature e che diventa per questo un arte per tutti.
    concludo con il dire che io ho sentito per la prima volta Allevi in casa perchè il mio compagno musicista aveva acquistato il cd e non da nessun mezzo mediatico.

  10. fantastico allevi…… sto studiando tutti i suoi brani perchè sono fantastici pieni di musicalità e voglia di fare…. complimenti maestro!!!! by pianista…

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