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Alfred Brendel, Abbecedario di un pianista (2014, Adelphi)

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Alfred Brendel, Abbecedario di un pianista (2014, Adelphi), 5.0 out of 5 based on 2 ratings

Alfred Brendel, Abbecedario di un pianista (2014, Adelphi)

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L’abbecedario era un libro concepito per imparare a leggere. ABC, le prime tre lettere dell’alfabeto davano il nome a questo compendio indispensabile per i bambini e per i più grandi per decifrare il meraviglioso mondo della scrittura e addentrarsi nell’avventura della lettura.

Alfred Brendel prende in prestito questo vocabolo per titolare un libro che tutto è fuorché un manuale, se non nella struttura alfabetica che ci propone dalla A alla Z una successione di voci legate alla musica. Acuto, ironico, colto eppure leggero nella scrittura, un esercizio che il pianista pratica con regolarità e passione, questo “Abbecedario di un pianista” dunque non è un prontuario per pianisti, quanto una chiave di lettura di una materia, quella musicale appunto, che il Nostro conosce bene e che ci rivela partendo dalla sua lunghissima esperienza. Il sottotitolo recita: “Un libro di lettura per gli amanti del pianoforte”, a sottolineare la natura di questo testo concepito come una narrazione che ha la natura di frammento, proprio come accade per i ricordi, ma che nemmeno la suddivisione in argomenti scanditi dalle lettere dell’alfabeto riesce a slegare dall’unico centro tematico che è l’artista, al sua personalità e il suo rapporto con la musica.

Leggere questo Abbecedario è un po’ come entrare nel cuore e nella mente stessa di Alfred Brendel, uno dei rappresenti maggiori dell’arte pianistica nel mondo. Tutto è filtrato attraverso l’esperienza e la sensibilità dell’autore.

Possiamo imbatterci nei nomi dei grandi compositori, monumenti della musica colta occidentale, come Bach, Mozart, Beethoven, Chopin, Schubert, Schumann, di cui Brendel tratteggia mirabili ritratti in brevi ma intense pagine. Concetti ampi come quello di suono, di fedeltà al testo, di interpretazione, di elaborazioni, persino di commozione o di carattere e repertorio convivono con indicazioni più tecniche sugli accenti, sulle dinamiche, sul metronomo e la diteggiatura.

Un universo insomma, quello del pianista che non è mero esecutore, bensì soggetto colto e consapevole, acuto pensatore, soggetto che riflette sulla propria arte e sulla sua materia essenziale: la musica. Un libro per tutti, non solo per pianisti, anzi per chi del pianoforte è innamorato a prescindere o per chi vuol capirci qualcosa di più. Nel volume i disegni di Gottfried Wiegand rappresentano un commento grafico ironico ed accurato che ben si armonizza con il carattere e il tono della trattazione.

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2 COMMENTI

  1. L’ho sfogliato l’altro ieri in libreria. Ero proprio indeciso tra quello e ” Il concerto per pianoforte ed orchestra” di Rattalino. Alla fine mi sono regalato il secondo. Comunque le poche parti che ho letto erano molto interessanti.
    Complimenti a Paola per la dritta e buona lettura a tutti. Ema

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