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Alcuni consigli a chi intraprende lo studio del pianoforte a tarda età

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Alcuni consigli a chi intraprende lo studio del pianoforte a tarda età, 5.0 out of 5 based on 291 ratings

Come già detto nel mio articolo di presentazione è mio desiderio mettervi a conoscenza di come mi sono avvicinato alla musica, per aiutare chi come me si è avvicinato allo studio del pianoforte o vuole farlo a tarda età. Inizialmente acquisii da mia moglie dei libri (Bayer op.101 e Hanon il pianista virtuoso) da lei adoperati all’epoca delle medie inferiori (lontano anno ’77) .

Nello stesso periodo, visitando un mercatino rionale, trovai un libro in svendita, dal titolo “Corso per suonare il pianoforte anche senza conoscere la musica di Cesare Regazzoni”, lo acquistai e lo lessi tutto d’un fiato cominciando ad eseguire le prime lezioni riguardanti la posizione corretta per suonare, la diteggiatura e gli esercizi per l’indipendenza delle dita della mano dx prima e della mano sx. dopo. Successivamente, con l’aumentare della passione, mi iscrissi ad una scuola di musica serale: era l’anno 2003 e la mia prima vera insegnante fu la Prof.ssa Laura Signorelli Docente Diplomata in pianoforte . Con lei ho studiato per tre anni e fu molto brava perché mi incoraggiò nonostante le difficoltà maggiorate considerata l’età prossima ai 50 anni (45 anni). Per accontentarmi mi insegnò a suonare anche pezzi al di fuori del programma (Bach,Scott Joplin ,Duvernoy ed altri).

Non vi dico la mia gioia nello scoprire quale architetto melodico fu Bach! Egli assieme agli altri grandi compositori ci hanno lasciato una grandissima eredità di brani che noi possiamo divertirci ad eseguire, godendo di un patrimonio senza prezzo. Dobbiamo molto alla figura del compositore, a mio modo di vedere, il vero protagonista.

Ma vediamo di elencare i problemi che ho incontrato nell’avvicinarmi allo studio del pianoforte tentando, possibilmente, di darvi qualche consiglio utile per superarli!

a) L’identificazione delle note riconoscere le note suonandole man mano che le si leggono è d’obbligo esercitarsi al fine di superare questo ostacolo .

b) Seconda difficoltà incontrata è il tempo giusto battuta per battuta importante contare a voce alta fino a quando il pezzo è eseguito correttamente al fine di controllare se si va esattamente a tempo .

c) 3° ostacolo piu’ volte richiamato dal mio insegnante la non sicurezza avuta nel riconoscere la diteggiatura e la tranquillita’ di esecuzione, erroneamente aggiungevo a matita quasi tutti i numeri delle dita per questo fui invitato a sforzarmi al fine di superare questo ostacolo. Sapendo trovare il giusto equilibrio nel riconoscere le note anticipandole nella lettura identificare subito la diteggiatura ed infine non perdere mai di vista la posizione delle dita sulla tastiera il tutto guardando anche lo spartito.

In parole povere mi sentivo un neo patentato alla sua prima uscita in città della serie stai attento a tutto, alla frizione al cambio a mettere le frecce di direzione alle luci a cercare il tergicristallo in caso di pioggia ecc ecc. Oggi posso aggiungere che, grazie alla pazienza del Prof. Monari unitamente a Giulio ed alla loro passione per la musica, riesco anche a divertirmi e , credetemi questo ve lo dice una persona di 48 anni (prossima ai 50) che sta apprendendo non perché munita di talento , bensì di pura e semplice passione che rimpiange solo di non essersi potuto avvicinare alla musica quando ancora bambino.

Presto vi renderò partecipi di alcune considerazioni proprio su questo ultimo punto, il rapporto tra genitori, figlio e musica e in generale sul talento, per capire cosa sia…!

Ciro, studiare pianoforte in tarda età from Pianosolo on Vimeo.

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27 COMMENTI

  1. Ciao anch’io sto imparando a suonare il pianoforte da un anno e sono contenta.
    il mio problema è che devo leggere tutte le note; ed invece io vorrei si leggerle ma anche andare un po a memoria speriamo che con il tempo arrivi. perché penso che sia giustissimo leggere le note ma la verità sta in mezzo un po ed un po

  2. Guarda Nicola, io ho 50 anni e ho iniziato 1 anno e mezzo fa. Anch’io, come te, ho un lavoro impegnativo che occupa praticamente tutta la mia giornata. Ma siccome voglio andare avanti bene, vado da un’insegnante una volta alla settimana o anche ogni 10 giorni. Questo obiettivo mi aiuta a concentrarmi durante la settimana nelle ore del dopo cena. Arrivo a casa distrutta dal lavoro ma quelle 2-3 ore al giorno di studio fino a tardi mi aiuta molto e mi fa andare avanti. Praticamente tutto il mio tempo libero, anche tutto il fine settimana, è per lo studio dello strumento. Secondo me tutto è questione di organizzarsi. Quando una cosa diventa veramente importante il tempo si tira fuori. Posso dirti che la costanza e la quotidianità sono importanti se si vuole veramente andare avanti. Altrimenti si perde tempo e lo scoraggiamento arriva presto. Il mio consiglio è di trovarlo questo tempo a costo di rinunciare ad altre cose se veramente per te è importante imparare a suonare il pianoforte.

  3. Salve Ciro…..ho 45 anni e da circa 8 mesi ho intrapreso lo studio del pianoforte……un desiderio avuto sin da bambino ma che solo ora riesco ad attuare. Mi sono riconosciuto in tutte quelle difficoltà che hai ben sottolineato…e fortunatamente vedo che l’iter che sto seguendo si basa proprio su questi punti cruciali. C’è un però…..ho un lavoro che mi impegna a turni ed è molto impegnativo …riesco ad esercitarmi poco e quasi sempre di note….alcune volte passano giorni che non vedo il pianoforte…ciò mi desta qualche preoccupazione poichè la continuità e la costanza sono fondamentali nello studio di questo strumento…….quando ho tempo mi dedico anche un’ora e mezza al giorno….mi chiedo se hai un consiglio per ciò che rigurda I tempi e come potrei dilazionarli in modo da non far pesare troppo I tempi ” buco”.

    Grazie Nicola

  4. Ciao a tutti,
    sono Gabriele del '56 quindi… 54anni suonati. Autodidatta con la chitarra con cui mi ci son divertito ormai per 40 anni anche se non conosco purtroppo la musica. Da pochi giorni ho comprato un bel pianoforte con il silent così i bimbi piccoli lo studiano di giorno ed io mi ci posso dilettare di notte. Ho trovato la vostra iniziativa eccellente. Un grazie di cuore, davvero.
    Ciao!
    Gabriele

  5. salve, sono un autodidatta, e sto seguendo con interesse le lezioni on line. Desidero qualche consiglio sul programma di studio e qualche testo di riferimento per suonare la tastiera senza grosse pretese ma solo per divertimento visto che sono un pensionato!
    Con la tastiera, con i suoi ritmi ed accompagnamenti, l'uso degli accordi può essere ridimensionato, per esempio non fare gli arpeggi, non usare la nota di basso….. ? grazie

  6. Ciao Milena! Grande! Sono contento.. Che piano ti deve arrivare? Comunque il pianoforte e magnifico e se tuo figlio lo fai iniziare a studiare a 5 anni..fidati che a 20 sarà un Dio del pianoforte e un giorno quando sarà famoso magari ci farà un pò di pubblicità! 😀 😀 😀 Scherzo, comunque il mio consiglio è quello di non farlo studiare seriamente prima dei 7-8 anni…

    A presto!

    Christian

  7. Contenta di aver scoperto per caso qs blog, visto che alla tenera età di 37 anni, anche io mi avvio ad intraprendere un percorso che sogno da bambina ma che, per vari motivi, non ho mai potuto prima… Sono davvero felice di avere oggi del tempo da dedicare a qs studio che so già sarà faticoso, ma spero di veder ripagato con soddisfazione !! Aspetto a gg che mi consegnino il piano e poi comincerò con delle lezioni, con l’auspicio grande che nel tempo possa coinvolgere anche il mio bambino che oggi ha 3 anni ma sembra amare già tanto la musica!!

  8. Ciao e grazie per i preziosi consigli che mi avete dato. Hanon, il Beyer, Armonia Complementare di N. Poltronieri sono i libri dei miei esercizi. Mi dispiace ma non sono riuscita a vedere gli articoli di Cristian che Giulio ha menzionato,poichè essendo nuova di internet non sono stata in grado di accedere al link diretto(è la prima volta che uso il computer) cqe grazie lo stesso a tutti voi. Mi fa piacere sentire che non sono la sola ad aver cominciato tardi con lo studio della la musica,ma ho recuperato.Compongo musica New Age, documentari,musica terapia ect.e grazie ad internet sta facendo il giro del mondo.Se a qualcuno farà piacere ascoltarle,questo è il mio sito:www.numerando.it musica per farà piacere un vs commento. A presto Anita

  9. Ciao a tutti… ho letto un po’ di post di questo blog e anche del forum e devo dire che davvero è molto bello.
    Ho questo nick ( MrPianoSolo )NON perchè io voglia fare il mister della situazione ma perchè questo è il nick che uso ovunque 🙂
    Ok fine delle presentazioni… 😉

    Leggendo il post di Anita… penso che per un corretto sviluppo della tecnica della mano SX siano ottimi metodi:

    1) Hanon per l’agilità nell’articolazione , visto che da la stessa importanza ad entrambe le mani.

    2) Invenzioni a due voci di Bach e Mikrokosmos ( a partire dal secondo volume )di Béla Bartók , per acquisire una buona indipendenza delle mani.

    ….ciao ciao

  10. Ciao, dai un occhiata ai nuovi articoli, troverai sicuramente i consigli di Christian, proprio sulla mano sinistra. Se non lo trovi ti passo il link diretto…!

  11. anch’io ho incominciato in tarda età lo studio della musica con un paziente maestro che viene a domicilioe mi segue da 3 anni.Ma da subito mi sono data alla composizione anche se non conoscevo la musica,facevo ad orecchio,infatti con il consiglio del mio insegnante,ho intrapreso lo studio dell’armonia,tralasciando lo studio del piano anche se sono in grado di eseguire i miei brani.Certo mi manca la scioltezza della mano sx mentre la dx esegue la melodia, quando eseguo gli accordi.C’è qualcuno degli addetti che mi può dare dei consigli per migliorare questa mia lacuna?grazie

    • Un salto di qualita’ lo studio dell’armonia di certo una finestra aperta nel mondo dellla musica ti aiuta a capire come costruire una composizione come un’architetto costruisce la sua casa, di certo seguire il blog ti aiuta di sicuro a migliorarti nell’interpretazione grazie a Giulio e Christian che gia’ si adoperano per me, io sono Ciro quello di 50 anni che gia’ faccio fatica a stargli appresso,ma con sodisfazione ai loro articoli, tutti mirati per le mie esigenze, ti auguro semplicemente di seguirli e buon lavoro unitamente al tuo maestro.

  12. Ciao … io di anni ne ho 31 …. e tanto rimpianto per non aver fatto il conservatorio… ormai e’ troppo tardi ma questo non mi impedisce di continuare a suonare… cosi’… come piace a me… da autodidatta (e lo faccio da circa 16/17 anni) 🙂 anche se … appena mi do coraggio cerchero’ una scuola di musica perche’ sento una carenza di tecnica che mi limita spesso!!!ho scoperto da poco questo sito e vi faccio i complimenti !! Proprio quello che cercavo 😀 almeno adesso so cosa suonare e con cosa sfogarmi la sera! grazie

    • Fai bene, avere accanto a se un buon maestro è la migliore delle cose! (Magari economico e bravo :P)
      Grazie ancora e spero che questa passione non ti abbandoni mai!

  13. Sono contenta di sapere che non sono la sola ad aver intrapreso lo studio del pianoforte tardi ( ho cominciato un anno fa , a 51 anni).
    Figuratevi che non sapevo neppure leggere le note e così questa mi sembrava non solo un’avventura un po’ ridicola, ma decisamente disperata. Invece devo dire che dopo un anno di studio privato con un maestro veramente bravo e soprattutto paziente, mi sto ricredendo. E sono molto più felice!
    Ho finitoTrombone prima e il Beyer poi, 10 scale maggiori , gli esercizi di Czerny , ho fatto 2 minuetti di Bach (sto studiando il terzo) ,… insomma ho imparato un sacco di cose che credevo impossibili. Stiamo mettendo mano a Bartok, Duvernoy e Hanon…
    Certo ci vuole perseveranza nello studio, costanza nel fare gli esercizi e tempo ( che talvolta va “rubato” ai mille altri impegni), ma, la mia esperienza è che ….non ci si deve scoraggiare. E se una cosa non riesce basta ricominciare con umiltà. Grazie a Giulio per questo magnifico blog e a Ciro per aver raccontato la sua esperienza: serve moltissimo per aiutare noi “novellini stagionati” a non demordere quando qualcosa va storto. Simonetta

  14. Ciro mi consola sapere che anche tu hai cominciato in tarda età. Io ho 52 anni, un figlio che suona il basso, uno la batteria, il marito che suonicchia la chitarra elettrica. Ho passato un periodo un po’ “depresso” e ho pensato che studiare musica e fare un po’ di pratica mi avrebbe aiutato a tenere la mente occupata. A dir la verità in questi ultimi giorni però pensare di fare questo alla mia età mi sembrava un po’ ridicolo… Grazie, ho ritrovato entusiasmo e coraggio per andare avanti. Tiziana

  15. E’ da ottobre che ho iniziato a suonare, e con il mio maestro, abbiamo intrapreso un percorso classico, iniziando lo studio di vari minuetti di Bach e la tecnica sull’Hannon.
    A fine anno accademico, ho studiato 3 Minuetti di Bach, il secondo movimento della sonata 454 di Mozart ed appunto i 17 esercizi dell’Hannon, e tutte le scale Maggiori e Minori su 4 Ottave.
    Credo di aver capito che il mio maestro punta più sulla tecnica, anche se ogni volta mi rimprovera per aver imparato a memoria il pezzo.
    Tra l’altro ora i primi minuetti di Bach li ho anche dimenticati, o meglio dovrei riguardarli sullo spartito prima di risunarli …..
    In più nell’ultimo mese abbiamo fatto Musica d’insieme con alcuni allievi del mio stesso corso, e con il mio maestro, e abbiamo montato (maldestramente direi) un brano dei Police Every Breath You Take e Hot Staff di Donna Summer.

    P.s. Proprio stasera ci rivediamo e suoniamo insieme per due ore, nel gruppo abbiamo un batterista un chitarrista io alla tastiera e due cantanti, più il maestro; purtroppo ci manca un bassista….

  16. Ciao!

    Vorrei sottolineare che il Beyer è un libro propedeutico al vero studio del pianoforte, quindi di una difficoltà molto bassa (si usa prima di entrare in conservatorio).

    Probabilmente, se mi dici che sei al 17 dell’Hanon, sarai sicuramente più avanti. Non ti consiglio quindi di proporlo “come metodo di studio” al tuo maestro ma semplicemente provare a suonare qualche esercizio.

    Nel programma tipico ministeriale (trovi il link da Materiale Didattico) cerca nel primo anno di studi il metodo e scaricalo. Scorri gli esercizi fino a quando inizi a trovare difficoltà. Varia continuamente, prova a non impararli a memoria. Così ti sforzerai di suonare solo ciò che leggi, aumentando le tue capacità di lettura a prima vista.

    Ti ricordo che noi siamo semplici “allievi”, quindi più o meno nelle tue stesse condizioni (forse leggermente più avanti, sono iscritto al terzo anno di Siena Jazz). I nostri sono consigli sulle difficoltà che abbiamo incontrato, non abbiamo nessuna voglia di sostituirci al tuo maestro.

    Quindi una volta rientrato ad Ottobre, facci sapere cosa ti propone. (Ma lui in passato che ti aveva suggerito?)

    Ho dato un’occhiata a Microkosmos di Bartok e anche questo potrebbe aiutarti nella lettura.

    Aspetto tue notizie!

    Ps: che pezzi hai suonato in questi anni?

  17. Grazie a voi per i vostri consigli; riprenderò il corso a ottobre, e vorrei chiedere al maestro un metodo di studio come dite voi, magari proprio il Beyer, ma ho paura di fargli una richiesta chegli dia fastidio, lui mi ha fatto studiare tutto l’anno sull’Hannon, sono arrivato al 17 esercizio del primo libro, ma li io non leggo le note, in realtà basta vedere la diteggiatura delle prime due battute, e poi si ripetono uguali per tre ottave e ritorno…..
    vi farò sapere se ottengo qualcosa, di mio ho trovato il libro Microcosmos (mi pare si chiami così) voi che dite posso da solo iniziare a farlo?
    Grazie ancora e ciao.
    Paolo

  18. Ciao Paolo!
    Sono contento che il mio post ha suscitato interesse, non credevo che ci fossero tanti appassionati un po’ datati come me.
    Veniamo alla tua domanda. Il non leggere dallo spartito e suonare unicamente a memoria è un errore comune che molti, compreso me, commettono. La strada da percorrere non è semplice, recuperare (lo sto vivendo sulla mia stessa pelle) è faticoso e occorre sudare…!
    L’anno scorso, studiando il Duvernoy, mi sono accorto che non leggevo più le note dallo spartito ed eseguivo tutto a memoria. Se toppavo una nota, perdevo la strada di casa, cioè, non sapevo più andare avanti.
    Sotto il consiglio di Giulio sono tornato ad esercizi più semplici da eseguire a prima vista e mi sono sforzato di non distogliere lo sguardo dallo spartito. La bassa difficoltà infatti mi ha permesso di non guardare costantemente le mani e di dare più spazio al foglio di carta. Adesso, dopo un pò di esercizi, la lettura a prima vista e l’attenzione sullo spartito sono migliorate. Però occorre del tempo.
    Quindi, riepilogando: se hai il beyer, prova ad eseguire gli esercizi a prima vista e fanne di nuovi. Cerca di non assimilarli in memoria, suona sempre cose semplici ma diverse. Costringiti a leggere e ad eseguire. Vedrai che funziona.
    Fammi sapere!
    P.s. Cerca sempre di seguire i consigli del tuo maestro che sicuramente ha esperienza da vendere !

  19. Ciao, ho letto interessatissimo a questo tuo articolo. Ti racconto brevemente la mia piccola avventura; inizio con l’età 47 anni; a ottobre scorso mi sono iscritto ad una scuola di musica vicino casa a Roma, premetto che sapevo solo il nome delle note, ma ho iniziato con molto entusiasmo e ora dopo un anno sono molto contento, e con tanta voglia di continuare.
    Ma riconosco che non riesco a fare alcune cose, come ad esempio leggere la musica e suonarla, io mando tutto a memoria, il mio maestro si arrabbia ma non riesco a fare differentemente, a scuola facciamo anche solfeggio, e ho già fatto i primi 45 esercizi del libro (Poltronieri), riesco a riconoscere le note su entrambi le chiavi, ma quando suono purtroppo imparo a memoria, hai qualche consiglio?

  20. Spero proprio che tu possa dare una mano a tutti coloro che non più “fiorellini” avranno desiderio di avvicinarsi allo studio del pianoforte!
    Buon lavoro Ciro…

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