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“Acqua marina” studio n.5 – Preludi Colorati di R.Vinciguerra

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“Acqua marina” studio n.5 – Preludi Colorati di R.Vinciguerra, 5.0 out of 5 based on 197 ratings

Puro, mi tufferò
nell’acqua marina.

 “Acqua marina” è lo studio n.5 dei Preludi Colorati di Remo Vinciguerra (Ed. Curci).

Sulla linea degli studi precedenti, Remo Vinciguerra riesce a evocare, attraverso la sua scrittura, le sensazioni e le suggestioni che il colore richiama. In questo caso, attraverso l’uso sapiente della mano sinistra, si richiama uno scenario marino suggestivo, in cui onde trasparenti si infrangono sulla riva, ciclicamente, secondo un ritmo cadenzato e naturale.

Lo studio è in 4/4 nella tonalità di Re maggiore, le alterazioni in chiave sono il fa# e il do#. La tonalità maggiore conferisce un ulteriore senso di serenità e gioia al pezzo.

A livello tecnico occorre prestare attenzione alla mano sinistra e alla diteggiatura, essenziale per la buona riuscita dell’esecuzione. Per la mano destra, invece, occorre rispettare il valore delle note, cercare di far cantare la melodia, mantenendo in sottofondo l’accompagnamento.

Un’ultima avvertenza sul pedale, da utilizzare distintamente su ogni battuta fino alla fine del brano.

Buono studio

 

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5 COMMENTI

  1. Grazie Christian ho letto l’articolo che mi hai indicato e finalmente ho capito a cosa servono e come ci si deve comportare con i pedali. Grazie ancora dell’aiuto che date siete veramente grandi. Grazie e un saluto a tutti!!!!

  2. Ciao visto che si parla di pedale e io fino ad ora non l’ho quasi mai usato, quando dice nello spartito “ped” bisogna come dici a. Nicola usarlo fino a che non vedi l’asterisco, ma usarlo nel senso di tenerlo sempre pigiato? Grazie della pazienza e scusate la mia incompetenza.

    • Ciao Manuela.

      Negli spartiti romantici e/o moderni come questi, solitamente l’indicazione di pedale viene omessa perché quasi sempre si usa per tutto il pezzo, con i dovuti rinnovi. Perciò stare a scriverlo in ogni battuta può diventare “fastidioso” per l’occhio dell’esecutore (e stancante per il compositore). In alcuni spartiti viene indicato solo nelle prime battute, e poi trovi la parola “segue” che sta a significare: “il pedale di utilizza in questa maniera per tutto il brano”.
      Qui puoi trovare un articolo che lo spiega per bene : http://www.pianosolo.it/l-uso-dei-pedali/ 🙂

  3. Ciao Lorenzo, per pedale si intende il pedale di risonanza ovvero quello che sta a destra dei pianoforti a coda (in realtà di qualunque pianoforte che viene usato quotidianamente). Tutte le volte che vedi scritto “Ped” vuol dire che devi usare il pedale sino a quando non vedi un asterisco. Lo trovi praticamente sempre..negli spartiti in cui si imbattono gli studenti di pianoforte, quando vedi l’indicazione di un pedale, è al 99% quello di risonanza (che sta a destra), l’altro 1% è il pedale di sinistra chiamato “una corda” che serve ad abbassare la massa sonora. Il pedale al centro invece, nei pianoforti a coda, prolunga una sola nota (o un accordo) che viene suonata prima di abbassare il pedale. Per capire meglio fai tu stesso delle prove 🙂 Ciao!

  4. Ciao!
    Scusate l’ ignoranza, ma quando c’ è scritto di usare il pedale su
    ogni battuta fino alla fine del brano….
    a quale dei tre pedali del pianoforte si riferisce?

    Grazie…

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