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Accordi sui gradi della scala Lezione jazz n.3

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Accordi sui gradi della scala Lezione jazz n.3, 5.0 out of 5 based on 290 ratings

Per approfondire la lezione sulle quadriadi vorrei spiegarvi un concetto astrattto e spesso di difficile comprensione: cosa sono i gradi di una scala? A cosa servono? Procediamo con ordine.

I gradi della scala diatonica, in musica e nella teoria musicale, sono singole note di una scala musicale in relazione con la prima nota (la tonica).

Ogni grado ha una funzione ben precisa dal punto di vista armonico:
I grado: TONICA è il grado fondamentale della scala. Ha un carattere di stabilità e riposo. Le composizioni
solitamente terminano con questo grado. (IL NUMERO DEL GRADO VIENE SCRITTO CON I NUMERI ROMANI)

II grado: SOPRATONICA è un grado di passaggio. Produce un effetto di instabilità.

III grado: MODALE assomiglia al primo grado ed è un suono di riposo. La distanza che lo separa dalla tonica determina il modo della scala.

IV grado: SOTTODOMINANTE è un grado molto instabile. La vicinanza della modale provoca una tendenza a scendere.

V grado: DOMINANTE è il grado opposto alla tonica. Produce un effetto di sospensione nel discorso musicale.

VI grado: SOPRADOMINANTE è un grado di passaggio. Nella scala maggiore da origine alla tonica della scala di modo minore.

VII grado: SENSIBILE è un grado molto instabile: la vicinanza con la tonica (un semitono) provoca nella sensibile una tendenza a salire.

Prendiamo come esempio la scala di DO (C). La tonica e’ il DO, la sopratonica il RE, la modale e’ MI, la sottodominante il fa, la dominante il sol, la sopradominante il LA e la sensibile il SI (Curiosita’: i gradi piu’ importanti sono la Tonica, la dominante e la sensibile per un discorso tensivo).

Gradi della scala di Do

Come abbiamo già appreso nella lezione n.1 , su ciascun grado si possono costruire le quadriadi procedendo per intervalli di terze. Ciascuna quadriade, in base al grado in cui viene costruita, avrà qualità diverse: sarà un accordo maggiori settima (sul I e IV grado), dominante (sul V), minore settima (sul II, III e VI), semidiminuito (sul VII).

Se su un grado X della scala, in una tonalità Y, costruisco una quadriade di qualità Z, al cambiare della tonalità la qualità Z dell’accordo sarà sempre la medesima. Ciò significa che se costruisco una quadriade sul VII grado della scala otterrò sempre un semidiminuito, indipendentemente dalla tonalità in cui ci troviamo (purché si rispettino le alterazioni in chiave).

Nella precedente lezione abbiamo messo in evidenza che l’accordo prende il nome dalla prima nota che lo forma, quindi, ponendo il caso di essere in tonalità di DO, l’accordo semidiminuito costruito sul suo VII grado prende il nome di SI semidiminuito. L’accordo in questione è composto dalle seguenti note: SI-RE-FA-LA (tutte note bianche perchè il DO non ha alterazioni in chiave).

si semidiminuito
Accordo di Si semidiminuito (B-7b5)

Cambiamo tonalità e andiamo in SOL maggiore. Costruiamo un accordo semidiminuito sul suo settimo grado.

Il VII grado della scala di SOL è il FA#. Sempre per intervalli di terze e rispettando le alterazioni in chiave costruiamo la quadriade: otteniamo FA#-LA-DO-MI che e’ proprio il FA#semidiminuito.

Se avete capito il funzionamento dei gradi e della costruzione degli accordi relativi, potete provare a tradurre in note questi gradi nelle tonalità di Do maggiore, Sol maggiore e Fa maggiore:

II°

VI°

IV°

bII°

#I°

In pratica dovrete costruire le quadriadi sui gradi indicati e nelle varie tonalità. Dopodiché dovrai tradurre le note in una sigla (ex. Cmaj7). Questo esercizio vi aiuterà moltissimo e vi aprirà un mondo.

Come secondo esercizio scrivi per ciascun accordo trovato almeno un relativo rivolto.

Esempio: il primo accordo è un  accordo maggiore settima. Ciò significa che le note da scrivere saranno (nella tonalità di do maggiore) DO-MI-SOL-SI. Troviamo il suo rivolto.

Dopodiché costruiamo la quadriade costruita sul primo grado anche per la tonalità di Fa e di Sol maggiore. Scriviamo i relativi rivolti.

Bene il primo grado è stato superato con successo. Proseguiamo con il resto degli accordi, sarà un ottimo esercizio.

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Per qualsiasi domanda sono a vostra disposizione.

Buono studio

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15 COMMENTI

  1. Ciao Giulio.
    Grazie per avermi risposto, innanzi tutto. Non ti preoccupare per il “ritardo”. Immagino che avrai anche tu una tua “vita personale” e non sarai incollato allo spazio dei commenti per rispondere in una frazione di nanosecondo ai dubbi amletici di noi miseri mortali 😉
    Comunque il link di cui parlo e la lezione stessa da cui sto “postando” il commento, cioè quella sui gradi delle scale (http://www.pianosolo.it/accordi-sui-gradi-della-scala-lezione-jazz-3).
    In particolare, come esercizio proponi di costruire le quadriadi su tutti i gradi della scala per le tonalità di Do maggiore, Sol maggiore, e Fa maggiore (rispettivamente 0 alterazioni in chiave, un diesis, ed un bemolle, no?). Poi riporti i gradi della scala “in bianco” per così dire, e scrivi: ” I, II, V, I, VI, IV, IIb, V e I#”
    Cosa intendi dire quando dici ad esempio che dobbiamo costruire una quadriade sulla “seconda bemolle” o sulla “prima diesis”?

    • Ciao Raffaele, prendiamo in esame uno dei due gradi “particolari”: il IIb. Scegliamo la tonalità di FA maggiore (sib in chiave).
      L’operazione che andiamo a svolgere è la seguente: per il IIb possiamo prendere la quadriade costruita sul II grado (sol-sib-re-fa) e abbassarla di un semitono (solb- sibb=la- reb – fab=mi). In questo modo otteniamo una quadriade costruita sul II grado, che secondo quanto detto precedentemente sarà un accordo minore 7: essa è un SOLb-7.
      Costruendo un accordo minore settima (con terza e settima minore) sulla scala di SOLb verificheremo che (SOLb+Si doppio bemolle+ reb + Fab) è proprio un SOLb-7.
      Conoscere questa stretta connessione fra gradi e qualità degli accordi ci permetterà di comprendere meglio l’armonia.

  2. Ciao Giulio.
    Innanzi tutto grazie per il tuo desiderio di condividere il tuo sapere con noi “poveri miseri mortali”.
    Una domanda. NOn mi è ben chiaro cosa intendi nell’esercizio quando dici di costruire un accordo sulla seconda bemolle (o prima diesis) di una scala, ad esempio, di DO.
    Il DO non ha alterazioni in chiave quindi il diesis o il bemolle sono “fuori scala”. Quindi l’accordo come va costruito? Come fosse una normale seconda (o prima) ma con la fondamentale alterata (es. do# mi sol si, che poi sarebbe un DO# semidiminuito, se non erro) oppure va costruito come se il do# fosse il primo grado della scala di Do#?
    Grazie ancora

  3. Ciao giulio, grazie a te sto cercando di capire di più su questo mondo chiamato jazz. Però potresti aggiornarlo come chiedeva Angelo Davì? Grazie mille !

  4. Ottimo tutto quanto, complimenti. Hai focalizzato con chiarezza uno dei punti fondamentali. Purtroppo l'immagine dell'esercizio (come molte altre) continua a non essere disponibile danneggiando di molto l'efficacia del post.

    • Ciao, sarà difficile ma cercherò nei prossimi giorni di integrare l'articolo con tutti i file che nel corso del tempo sono spariti.
      Grazie mille per i complimenti… spero che questi appunti ti siano utili. A presto

  5. Davvero bel post, complimentissimi Giulio! Volevo aggiungere una precisazione. Il terzo grado (MODALE) è detto anche MEDIANTE o CARATTERISTICA. E’ detta mediante perchè sta a metà tra i 2 gradi più importanti: tonica e dominante. E’ detta caratteristica perchè oltra ad essere caratteristica per la distinzione del modo, è anche una delle 3 note caratteristiche insieme al 6° e 7° grado 😉

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