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A Scuola con il Pianoforte – Recensione (Libro per iniziare a studiare il pianoforte)

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A Scuola con il Pianoforte - Recensione (Libro per iniziare a studiare il pianoforte), 5.0 out of 5 based on 282 ratings

L’altro giorno sono andato in un negozio di musica per cercare delle alternative per i miei allievi per iniziare lo studio del pianoforte. Così vado dalla moglie del proprietario (dato che lui era occupato), che conosco bene perchè ho comprato 10 anni fa il mio primo digitale da lei e tutt’ora mi ritrovo spesso a comprare molti libri per me e per i miei allievi e le dico: “Buongiorno signora, avete per caso qualche libro nuovo per iniziare a studiare il pianoforte?” Lei convinta mi tira fuori il Beyer! Ero un po’ imbarazzato sinceramente. Le cose erano tre: o non mi aveva riconosciuto, o credeva che il beyer fosse nuovo, o credeva che dopo dieci anni ero ancora rimasto al Beyer! 🙂

Così le dico: Oltre al Beyer, al Musigatto, al metodo Bastien, ne avete altri per cominciare lo studio per bambini? – “Ahhh, credevo fosse per te..arrivo subito”. Così mi porta 3 libri, ma di questi 3 solo 1 mi ha colpito e si intitola “A scuola con il pianoforte”.

E’ un libro di 145 pagine ed è adatto agli allievi particolarmente dotati o a coloro che hanno finito il primo volume di qualche libro (tipo il Bastien) e vogliono iniziare un altro libro.

Questo libro è buono perchè l’itinerario di studio è composto da esercizi tecnici, per il fraseggio e per la dinamica, da canoni e brani di autori barocchi, classici e romantici. Le nozioni di teoria sono inserite nel metodo in modo da aiutare l’alunno ad affrontare le esecuzioni con consapevolezza e precisione.

Il libro mi piace perchè apre sin da subito con un discorso sulle libere cadute. Ovvero sul rilassamento, e solo in un secondo momento introduce il pentagramma!

Segue poi con gli esercizi a mani separate anche se nella stessa accollatura si usano le due mani in maniera alternata. In questo modo mai nessuna mano rimarrà indietro (proprio come la penso io!).

Tra un esercizio e l’altro di pianoforte ci sono degli esercizi ritmici e delle spiegazioni sulle difficoltà e le novità che si incontreranno. Poche pagine dopo, iniziano gli studi a mani unite che secondo me sono davvero ancora troppo precoci. L’allievo deve iniziare a leggere in chiave di Sol e in chiave di Fa contemporaneamente e anche se c’è la diteggiatura non è affatto semplice.

Ancora qualche pagina dopo, di spiegazioni ed esercizi ci sono a tutti gli effetti gli esercizi a mani unite, dove entrambe la mani fanno le stesse cose, e non suonano cavolate! A pagina 19 c’è un Allegretto di R.C. Martin che non è affatto semplice per chi inizia.

Alcuni brani poi non vengono attribuiti agli autori originali. Per esempio un brano di Mozart (pag. 21) viene attrabuito come “Canto tradizionale Francese”. Tuttavia i brani sono molti e anche molto carini. L’allievo però dovrà studiare sodo per poter stare al passo di questo libro che è un vero incubo per gli scansafatiche. E’ un libro, come già detto prima, adatto agli allievi talentuosi che vogliono ottenere risultati nel minor tempo possibile.

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