Lezione di Solfeggio n.8: Le Terzine
Questo articolo fa parte del corso Lezioni di solfeggio
Cos’è una terzina?
Per esigenze tecniche, compositive, di dizione, e d’effetto, talvolta nella notazione musicale è necessario inserire 3 note al posto di 2. Quando si scrivono 3 note al posto di due si viene a formare una terzina.
La durata di questa terzina deve corrispondere alla durata delle due note sostituite (non può durare di più o di meno).
Una terzina è facilmente riconoscibile perché in genere, nelle migliori edizioni, viene marcata con un “3″, con sopra una “u” rovesciata, come in questo esempio:
Tuttavia, non sempre troviamo la terzina raffigurata in questo modo. Talvolta infatti può non recare la “u” rovesciata…
In alcuni spartiti addirittura non si trova né la “u” rovesciata, né il “3″. In quel caso bisogna andare a intuito. Se infatti siamo in una battuta da ¾ e abbiamo nei primi 2/4 due semiminime, e nel restante quarto 3 crome, quella sarà, per forza di cose, una terzina.
Infine possiamo trovare le terzine rappresentate anche in questo modo:
La terzina è un gruppo irregolare di note e perciò va solfeggiato tenendo conto di alcune particolarità:
- Le note che compongono il gruppo irregolare, se hanno tutte lo stesso valore, devono avere tutte la stessa durata.
- L’accento va posto sempre e solo sulla prima nota di ogni gruppo irregolare.
- Quando si solfeggia la terzina in un tempo binario, la suddivisione del tempo diventa momentaneamente quella di un tempo composto.
Qui di seguito il video esplicativo:








11 agosto 2011 alle 07:41
Perfetto, "Grandioso", come sempre, dai dai ci riesco anch'io a solfeggiare!!!, la sola cosa che occorrerà alla fine di questa opera saranno gli esempi. Ho già visto i primi che hai fatto del Bona , ma, se fosse possibile vorrei che mettessi in rete degli esempi di solfeggio parlato anche "con le mani", non solo di una battuta come fai quando spieghi le varie tipologie, ma di un brano un pò più lungo, in modo da andarti dietro e fissare definitivamente i concetti.
A questo punto apprezzo di più il sistema Milanese perché mi sembra più semplice nello spezzare il movimento di quello che ultimamente avevo trovato di usare la piegatura del polso.
Grazie infinite.
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andrea
febbraio 29th, 2012 alle 17:09
si è vero sei bravissimo a spiegare molto chiaRO però dovresti fare più esempi.:)
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Christian Salerno
agosto 11th, 2011 alle 07:58
Perfetto Sergio! Allora stiamo andando di pari passo! =) Si hai ragione, alla fine della teoria, e non ci vorrà molto per finirla (o per lo meno, la teoria preparatoria), prenderemo in esame un classico libro utilizzato per il solfeggio, e mostreremo spartito + solfeggio, in modo tale che questo sia tutto chiaro
Grazie a te che segui i nostri post! =)
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29 febbraio 2012 alle 17:16
inoltre scusami se ti disturbo ancora è che io mi sto preparando per un esame di un liceo musicale,fra le prove che chiederanno ci sarà anche solfeggio parlato e cantato…potresti farmi qualche altro esempio di terzina perchè non ho ancora capito molto bene
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19 giugno 2012 alle 23:22
SEI BRAVISSIMO! Complimenti!
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18 gennaio 2013 alle 22:58
Bravissimo, spieghi in modo molto chiaro, bravo ancora e grazie.
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Christian Salerno
gennaio 19th, 2013 alle 12:13
Grazie mille Antonio!
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21 febbraio 2013 alle 13:18
Tutto chiaro!!! yeeaa!
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13 maggio 2013 alle 16:08
CIAO, VOGLIO PER PRIMA COSA FARTI I MIEI COMPLIMENTI, CHRISTIAN, PER IL MODO CON LA QUALE CERCHI DI SPIEGARE LE LEZIONI, SONO MOLTO CHIARE E SECONDO ME LE RENDI PIU’ SEMPLICI DI QUANTO LO SIANO. COMUNQUE IO STO INIZIANDO ADESSO A SUONARE IL PIANO FORTE E MI SENTO INSICURO DI POTERCELA FARE PERCHE’ NON HO ANCORA UN PERCORSO DA SEGUIRE CHE MI PERMETTA DI CAPIRE SE STO FACENDO DEI MIGLIORAMENTI GIUSTI O NO. INFATTI STO CERCANDO UN SOFTWARE FREE CHE RIPRODUCA LO SPARTITO DA ME SCRITTO SU CANZONI GIA’ ESISTENTI PER IO CERCARE DI FARLO IL PIU’ SIMILE POSSIBILE. MI SENTO CON TANTA VOGLIA DI IMPARARE PERO’ NON SO DA DOVE INIZIARE. SE PUOI’ RISPONDIMI E DAMMI QUALCHE CONSIGLIO. GRAZIE
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