Come imparare a memoria uno spartito di pianoforte

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  • 11 gennaio, 2011
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Oggi parliamo di un argomento molto delicato. Parliamo di qualcosa di veramente importante e fondamentale per ogni pianista. Parliamo del suo repertorio e come fare per formarlo.

Più precisamente parliamo del repertorio a memoria che è quello che ha maggior valenza per un pianista. Ho letto tempo fa su “I fondamenti dello studio del pianoforte” che un pianista ha nel suo repertorio all’incirca 10 ore di pezzi a memoria: 10 ore sono tantissime! Tuttavia credo che con l’esperienza, ma soprattutto con la volontà non si fatichi molto a raggiungerle.

Prima di entrare nel vivo della questione, vorrei rispondere ad una domanda che ad alcuni potrebbe venire spontanea:

Perché memorizzare?

Beh, a questa domanda ci sono semplici risposte:

  1. Perché in questo modo quando ti sposterai non dovrai portare con te sempre gli spartiti per poter suonare qualche pezzo altrove.
  2. Perché suonando a memoria potrai avere una maggiore concentrazione sulla tastiera, evitando così molte zappate (causate dal dover guardare costantemente lo spartito).

Ovviamente i benefici dell’imparare a memoria sono moltissimi e nel video che segue andremo a vedere quali sono le migliori tecniche per poter memorizzare un brano, quali sono i metodi di verifica. Andremo a vedere come funziona il nostro processo di memorizzazione. A supporto della nostra causa il libro Noi, Pianisti di Piotr Lachert si è rivelato essenziale. Ho cercato di riassumere, attraverso un video di 20 minuti i concetti più importanti emersi dal capitolo intitolato “Memorizzare”. Buona visione:

Come imparare a memoria uno spartito di pianoforte, 5.0 out of 5 based on 258 ratings

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36 Commenti per “Come imparare a memoria uno spartito di pianoforte”

  1. bravissimo, anche se parli di cose che non farò mai neppure lontanamente, il video è davvero istruttivo e interessante… e mi fa comprendere quanto lavoro ci voglia per imparare ogni singola battuta di un brano (e non lasciare all'improvvisazione). Forse io dovrei prenderla alla lontana, iniziando con qualche opera di Leopardi, visto che non sono mai stato bravo neppure con le poesie (e una sola battuta puo' essere piu' difficile di un'intera poesia).
    Mi sto avvicinando adesso alla musica e vado poco oltre la lettura delle note, comunque ho scoperto "pianosolo.it": davvero un gran sito, diventerà uno dei mie preferiti.
    Grazie!

    • Ciao Giacomo, il tuo commento mi riempie veramente di gioia, grazie di cuore per l'apprezzamento. In effetti è un bel lavoraccio e non bisogna affidarsi solo alla memoria di mano. Imparare alcune opere di Leopardi potrebbe essere un buon allenamento :) , da cosa intendi partire?

  2. Ciao Christian sei un grande! mi hai aperto un mondo :)

  3. ciao, io ho un esame al conservatorio e dovrei trattare di queste cose.. non è che avresti qualcosa in pdf?? :P

  4. ciao Sara! Eh no mi dispiace! :) Ti consiglio di acquistare qualche libro sulla tecnica pianistica che ti sarà sicuramente d'aiuto!

  5. Ciao Christian,

    sono diplomata in pianoforte, ma non avevo mai sentito parlare di queste cose. Sono convinta che funzionino davvero, e sto tirando degli accidenti mentali a tutti i miei insegnanti che non mi hanno mai detto niente di queste cose, lasciandomi allo sbaraglio con la sola memoria di mano. Questo mi ha sempre causato enorme patema d'animo per ogni volta che dovevo eseguire un pezzo a memoria (per un esame o un saggio), ma soprattutto non ho avuto modo di imparare i pezzi i modo permanente, e così ora, che è un po' che non li suono, non saprei suonare un bel niente a memoria, di tutto quello che ho imparato, bello spreco!! Metterò subito in pratica il metodo che hai spiegato, sto studiando la ballata n°1 di Chopin, e non vedo altro modo di farcela… Grazie infinite!!!

    • Christian Salerno

      Carissima Daniela,

      dire che sono lusingato da questo tuo commento è poco. Purtroppo delle volte capita che gli insegnanti diano tutto per scontato, che è uno degli errori più gravi per un insegnante.

      Spero davvero con tutto il cuore che tu riesca a trovare il modo di memorizzare i brani in modo permanente, e che ti troverai bene con questo metodo. Tienici aggiornati sulla bellissima ballata di Chopin ;) grazie ancora per il tuo commento!

  6. Carissima Daniela,

    dire che sono lusingato da questo tuo commento è poco. Purtroppo delle volte capita che gli insegnanti diano tutto per scontato, che è uno degli errori più gravi per un insegnante.

    Spero davvero con tutto il cuore che tu riesca a trovare il modo di memorizzare i brani in modo permanente, e che ti troverai bene con questo metodo. Tienici aggiornati sulla bellissima ballata di Chopin ;) grazie ancora per il tuo commento!

  7. complimenti..io sono al settimo anno di conservatorio e di questi argomenti nessuno dei miei insegnanti si è mai preocupato di spiegarmeli, dando già tutto per scontato…ed è per questo che affidandomi solo alla memoria di mano io non mi sono mai fidato di eseguire un brano a memoria in pubblico..ora sto studiando come programma d'esame lo scherzo numero 2 di chopin, di scriabin lo studio numero 12 e lo studio trascendentale di lizt in fa# min e mi stanno tornando utili tutti i tuoi consigli, senza dei quali sarebbe quasi impossibile eseguirli alle loro velocità..grazie veramente..continua così..ciao!!

    • Ciao Davide! Sai cosa ho notato? Che quasi sempre si dà più importanza allo sviluppo della tecnica che non ad imparare queste cose che a mio parere sono fondamentali. Complimenti per il tuo livello! Portare il secondo scherzo di Chopin non è da tutti, hai tutta la mia stima! :)

      Grazie infinite per il tuo commento, alla prossima!

      Christian

  8. Ciao! Mi è sembrato molto interessante il tuo video su come memorizzare uno spartito per pianoforte, soprattutto perché hai spiegato in modo sistematico e chiaro le regole da seguire per intraprendere un compito che non è affatto facile. Nella mia esperienza, ogni volta che ho chiesto a delle persone come potessero fare a memorizzare un pezzo mi sono sempre sentita dare la stessa risposta circolare: “lo imparo a memoria”. E la cosa mi ha lasciato sempre abbastanza delusa e persa. Considerando che io non mi fido della mia memoria, sentirmi rispondere così equivaleva a dire: “io non ci riuscirò mai”.
    Proverò a mettere in pratica i tuoi consigli e ne constaterò il risultato.

    PS
    Ti lascio un solo commento negativo: usi un linguaggio sinceramente un po’ sciatto (zombi, smanettare etc.) e con delle punte di sapore maschilista (le belle bionde a cui fai riferimento!!)

  9. mitico!!!inizierò da oggi a studiare non solo col pianoforte,ma anche con lo spartito,spero sia davvero efficace e l’importante è crederci!!!!mi è capitato spesso di suonare a memoria ma il 60 o 70% delle volte ho fatto cilecca,addirittura saltando pagine intere.C’è da dire che ultimamente,grazie anche ai Trienni,quindi con l’approfondimento e lo studio di altre materie che possono essere,METODOLOGIE DELL’INSEGNAMENTO ecc…si inizia a parlare di come bisogna lavorare per imparare a memoria.Il tuo però è stato molto specifico;se hai altre informazione da dare,fai pure,attendo volentieri.COMPLIMENTISSIMI ANCORA :D

  10. avatar

    Interessantissimo, bisognerebbe far vedere il video a tutti gli insegnati per ricordare loro come e cosa insegnare ai loro allievi su questo argomento.

  11. Ciao Christian, azzeccatissima la tua spiegazione! Quando suono a memoria qualcosa ora capisco perchè pensando a cosa sto suonando mi blocco inevitabilmente…! E per questo non imparo mai nulla a memoria ed è un peccato per tutte quelle situazioni che ti si presentano, quando gli amici ti dicono “suona qualcosa”….E’ quindi questione di memoria di mano! Non sono io ad avere degli stupidi blocchi!
    Allora, ho seguito la tua spiegazione su come memorizzare uno spartito analizzando battuta per battuta senza suonarlo subito e ho da porti una domanda: questo metodo vale anche per un brano che suoni già da tempo con lo spartito davanti e ora lo vuoi memorizzare? Oppure, per il fatto che già lo suoni a mani unite non funziona visto che dici che “se ti butti a suonarlo subito a mani unite qualche problemino lo incontrerai”? Grazie mille aspetto la tua risposta, Lucilla

  12. 1) Davvero interessante. Sai che cercavo queste informazioni da anni? Le cercavo solo per mia curiosita’. Intanto trovo una conferma che non si tratta solo di memoria uditiva o visiva. Assomiglia di piu’ alla memoria che serve ad un corridore automobilistico durante una gara tesa allo spasimo: memoria di movimento, memoria sensoriale perche’ c’e’ poco tempo per pensare.
    Avevo chiesto ad un pianista professionista ma non ne ha voluto parlare ed anzi, mi diceva che Michelangeli non gradiva affatto queste domande perche’ portavano sfortuna.
    2) Mi pare anche che le cose da memorizzare si memorizzino facilmente ed invece che sia piu’ difficile estrarle dalla memoria se non si e’ in uno stato d’animo rilassato.
    Ad esempio, per miei problemi di salute ogni tanto devo prendere un miorilassante prima di andare a letto. Questo miorilassante mi procura anche una notevole tranquillita’ psicologica. E’ capitato piu’ volte che in quello stato di serenita’ abbia riascoltato con la mente dei brani musicali fin nei minimi dettagli, come se li stessi ascoltando dal vivo, cioe’ da un suono reale di uno strumento o di un altoparlante. E poi, quando dopo ore l’effetto della medicina cessa, la mia memoria musicale traballa :-)
    3) Purtroppo queste cose non vengo insegnate al Conservatorio. Ho fatto solo tre anni di pianoforte. Se le insegnassero, gli allievi si impegnerebbero maggiormente nello studio musicale.
    4) ed ultimo. Quanto tempo puo’ richiedere imparare a memoria (e suonare! a memoria) un concerto? Rachmaninov, ad esempio. Un mese?

  13. Ciao Cristian.. Pooso dire che sto iniziando a suonare adesso, dopo 50 anni di dolce ascoltare… Sono ormai 3 annni che prendo lezioni seriamente, ma famiglia e lavoro lasciano poco spazio allo studio ( prima il dovere… anche se la famiglia è sempre un piacere ) .. 1 e 1/2 al giorno al massimo.. pochino vero? Ma la passione per questo strumento mi ha incantato e contro ogni avversità, vado avanti per la mia ( se pur lenta e impegnativa ) strada. Adesso però qualche bel pezzettino musicale comincio a farlo, nei miei limiti, e la memoria comincia a essere importante ed essenziale. Trovo il tuo video degno della tua professionalità, e spero che i tuoi consigli possano aiutarmi nel mio studio.. Di granelli di sabbia ne ho persi a sufficenza.. spero di far lavorare al meglio quelli che mi rimangono.. Ti farò sapere come andrà… ciao Alberto

  14. MARIA PIANISTA

    Ciao Christian, anch’io, come Alberto, ho 50 anni e ho cominciato ad imparare il pianoforte solo 5 mesi fa dopo una vita di autentica passione per la musica. Quando avevo 7 anni mio padre mi ha detto che dovevo andare al conservatorio perché trovava in me del talento, ma non ho voluto perché sentivo che la mia “arte” non poteva essere fissata in solo “norme”. Poi, arrivata all’adolescenza… ancora peggio, sicché ho iniziato a suonare la chitarra con un professore privato per alcuni anni. Poi ho proseguito da sola; da grande ho smesso… Ed eccomi qui ora con un nuovo strumento che mi appassiona, ma ormai ho perso mezzo secolo! Sono quindi molto all’inizio con il pianoforte (alterno il Beyer, sono all’esercizio 56, con il Cesi e altri, seguita da un maestro una volta alla settimana). Ho un lavoro molto impegnativo ma ogni giorno trovo comunque 2-3 ore, dopo pranzo e la sera, per studiare. Nel fine settimana trovo persino 5-6 ore sia il sabato che la domenica. Non mi stanca, anzi mi aiuta moltissimo a rilassarmi (la schiena è quella che soffre di più). Molto interessante questo tuo video sulla memoria. Mi sono accorta che la mia è una “memoria di mano” combinata con “memoria auditiva”. Facendo ancora molta fatica a capire un brano a prima vista e a individuare, solo leggendo, il ritmo e lo sviluppo del brano, mi rendo conto che il mio non è, forse, un vero studio. Quando ho finito di “imparare” un brano, lo provo fino alla nausea; riscontro che mi viene bene e lo spartito mi serve soltanto per dare un’occhiata ogni tanto alla diteggiatura per “orientarmi”; ma il grosso problema è che non ho imparato le note. Suono, in pratica, come tu dici “come uno zombi”, magari benino, ma uno zombi rimango. Se mi perdo perché, per esempio, mi sono distratta o perché ho sbagliato una diteggiatura, non so ricominciare da quella nota sbagliata, ma devo reiniziare praticamente da capo, perché é solo quando sento la melodia che sono in grado di continuare. La cosa mi preoccupa un po’. Penso che comincierò d’ora in poi a seguire il tuo suggerimento di cantare le note man mano le studio. Certamente è molto più faticoso ma penso che probabilmente potrebbe portarmi ad acquistare una maggiore sicurezza (memoria lunga). Cosa ne dici? È fondamentale ripetere dentro di sé le note quando si suona durante lo studio e dopo aver imparato un brano o basta avere la melodia dentro? Grazie!

  15. leggendo i post di Maria e Alberto, un pò mi rinquorano, vedo che le vostre perplessità ed i vostri dubbi, sono uguali ai mie, anche se, io di anni ne ho qualcuno in più, personalmente credo che ci dobbiamo accontentare dei piccoli progressi che facciamo giornalmente e non pretendere olre le nostre capacità, senno non e più un divertimento ma uno stress, alla nostra età non dobbiamo più dimostrare niente a nessuno ( ameno che le ambizioni siano diverse ) pur impegnandoci e continuare ad approfondire lo studio, alla fine l’ho scopo e quello che ci dobbiamo divertire, chi se ne importa se ad imparare un brano più o meno bene, ci mettiamo 1 mese anzichè una settimana, mica dobbiamo sostenere degli esami. Certo, senza ombra di dubbio quello che ci insegna Cristian e lodevole, ma credo che forse sia più indicato verso aspiranti più giovani, io ho provato a seguire le sue indicazioni e onestamente ho visto che mi richiedono uno sforzo non indifferenrte e appunto riferendomi a quanto ho detto prima , non sarebbe più un divertimento ma un vero stress, io spero che voi invece c’e l’ha facciate e ne possiate trarre dei buoni vantaggi, fatemi sapere……..ciao e buon studio.

  16. MARIA PIANISTA

    È vero, Paolo, tutto dipende dal punto di vista :-) ma per come sono fatta io, o mi impunto sui risultati oppure finisco per lasciar perdere. E al pianforte ci tengo. Per me impegnarmi non è uno stress, tutt’altro, è solo che vorrei avere un approccio con lo studio che mi frutti più possibile, considerando i limiti: di età, di tempo, ecc ecc. Forse uno sforzo in più (per esempio quello di studiare nel modo giusto e non come gli zombi) vale la pena. :-D

    • Chiaro hai ragione, se ti trovi bene con quel metodo di studio e sopratutto vedi che ci sono dei miglioramenti perchè rinunciarci, nel caso mio che purtroppo ho poca memoria, non mi porterebbe dei benefici e quindi preferisco continuare con il solito metodo, anche se poi alla fine, il brano o l’esercizo bisogna pur sempre studiarlo.

  17. MARIA PIANISTA

    Io quello che chiederei a Christian è questo: è imprescindibile sapere SEMPRE che note stai facendo quando la mano va da sola? Magari è una domanda banale… Ma è quello che a me non riesce quando devo cambiare diteggiatura e non guardo il pianoforte. Forse non c’è un metodo buono per tutti, come dici tu, Paolo.

  18. Beatrice

    Conoscevo questi metodi e lo trovo molto utile, ma credo che si dovrebbe applicare soltanto quando il pezzo si conosce più che bene: se si studia immediatamente così ho notato che il rischio è quello di perdere totalmente il senso dell’intero e quindi in maniera totalmente anti musicale – almeno, questo è stato il mio problema.
    Il secondo problema è che con i tempi del Conservatorio (e solitamente anche quelli dei concerti, per la mia esperienza personale) si ha RARAMENTE occasione di approfondire così tanto un brano e dedicargli importanza! E questo è un male!

    • Christian Salerno

      Ciao Beatrice, concordo con tutto quello che dici. Soprattutto coi tempi del conservatorio, che col nuovo ordinamento, sono diventati ancora più veloci! Certi approfondimenti credo che si possano fare solo post diploma/laurea (o nei periodi estivi).

  19. ciao Christian, ho rivisto con interesse il video che tra l’altro avevo già visto in precedenza. Molto chiaro anche se però ancora mi riesci difficile immaginare di poter memorizzare pagine e pagine di musica difficile battuta dopo battuta nel modo che suggerisci… per me credo sia un’impresa titanica. mi vedo già a memorizzare la seconda battuta e dimenticare la prima !!!
    Qualche mese fa ho letto ( anzi l’ho letto 2 volte ) il libro di Carlo Grante proprio su questo argomento che dice più o meno quello che dici tu in modo più esteso e direi quasi scientifico. Molto interessante ma molto difficile da applicare nella pratica soprattutto per chi non ha studiato teoria musicale e armonia.
    concordo con quanto dice Paolo, se si è un po’ in là cin gli anni, questo lavoro richiede uno sforzo sovrumano.
    però penso che mi cimenterò magari con un brano facile e farò come hai suggerito tu.
    grazie

  20. avatar

    Ciao utilissimo articolo Christian :D secondo me la cosa più difficile e studiare e imparare a memoria i brani. Bisogna Anche applicarcisi parecchio xD Comunque continua così ;)
    A presto

  21. GRANDE riflessione! consigli direi azzeccati… uno come ZIMERMAN? come studia!? ARRAU,POLLINi.. LUPU!!!? Le strategie sono qste

  22. Caro Christian. Ho visto per l’ennesima volta il tuo video relativo alla memorizzazone di un brano: Perfetto! Ma, questo significa che il Beyer dovrebbe essere messo tutto nella memoria? Posso capire la necessità di memorizzaze una intera composizione; ma , gli esercizi del Beyer a che servirebbe memorzzarli? La domanda, la pongo in quanto: trovandomi con un età avanti negli anni, capirai che , proprio la memoria non è più quella di una volta. Se puoi darmi qualche consiglio, ti sarei veramente grato. Angelo Sepe.

    • Christian Salerno

      Gentilissimo Angelo,

      non credo che abbia molto senso imparare a memoria gli esercizi del Beyer. Forse solo quelli più difficili, dove ci sono grandi salti. In quel modo potresti restare concentrato interamente sul pezzo. In più, gli esercizi del Beyer non fanno repertorio, ovvero non sono dei brani che possono creare il tuo bagaglio personale di pezzi che, una volta imparati bene a memoria, puoi suonare ovunque e in ogni situazione :)

      Per sviluppare la memoria consiglio sempre di fare qualche partitina a scacchi, non so se ti piacciono :)

  23. Complimenti davvero per i consigli sulla memorizzazione dei brani e per il modo in cui li proponi!
    Paolo Maria Guardiani

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